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SUMMARY:Firenze ’50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi
DESCRIPTION:Uno sguardo su Firenze che evita la cartolina e sceglie invece la profondità del tempo. La mostra curata da Giovanna Uzzani\, promossa dalla Fondazione CR Firenze insieme all’Archivio Foto Locchi\, costruisce un racconto visivo attraverso 150 scatti che attraversano trent’anni cruciali della storia cittadina. Fondata nel 1924 da Tullio Locchi\, l’agenzia fotografica diventa qui il filtro privilegiato per osservare non solo gli eventi\, ma anche le trasformazioni sociali e culturali che hanno ridisegnato il volto della città. Il percorso si sviluppa lungo tre decenni distinti e complementari: gli anni Cinquanta\, segnati da un clima di ottimismo e da una Firenze sempre più internazionale; gli anni Sessanta\, attraversati dal trauma dell’alluvione del 1966 e dalle prime tensioni sociali; e infine gli anni Settanta\, in cui emerge una città più complessa e stratificata. Ne risulta un racconto che restituisce l’identità mutevole di Firenze\, osservata nei suoi momenti pubblici e nelle pieghe più quotidiane\, dove la storia si intreccia con la vita di chi la attraversa. \n 
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LOCATION:Villa Bardini\, Costa San Giorgio\, 2\, Firenze\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Inferno
DESCRIPTION:Alla Cattedrale dell’Immagine arriva INFERNO\, esperienza immersiva che rilegge la prima cantica della Divina Commedia attraverso arte digitale\, installazioni interattive e ambientazioni spettacolari. Il viaggio accompagna il pubblico lungo i cerchi infernali seguendo Dante e Virgilio tra proiezioni monumentali\, effetti visivi e scenari multisensoriali che trasformano il poema in un percorso fisico e immersivo. Letteratura medievale e tecnologie contemporanee si incontrano così in uno spazio che sembra fatto apposta per ricordare che\, dopotutto\, l’Inferno continua a essere uno dei luoghi più visitati della cultura occidentale — almeno immaginariamente. \nAllestita a pochi passi da Ponte Vecchio\, la mostra sfrutta l’atmosfera della storica Cattedrale dell’Immagine per costruire un itinerario tra visioni\, suoni e narrazione digitale. Tra gli ambienti più suggestivi spiccano la Selva Oscura\, la Mirror Room e l’esperienza VR ospitata per la prima volta negli spazi del Coro\, mentre la Cripta approfondisce l’evoluzione iconografica dell’Inferno di Dante nei secoli\, dimostrando quanto il poeta fiorentino continui a generare immaginari ben oltre i libri di scuola. \nINFERNO è una coproduzione di Crossmedia Group e Outdoor Factory\, con la curatela artistica di Sinan Turaman e quella scientifica di Luca Azzetta\, professore associato del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze. Un progetto che punta a coniugare rigore filologico e spettacolarità visiva senza trasformare Dante in un semplice effetto speciale — impresa non così scontata\, nell’epoca delle esperienze immersive a ogni costo. \n 
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LOCATION:Cattedrale dell’immagine\, Piazza di Santo Stefano 5\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento
DESCRIPTION:Un racconto corale che restituisce a Pisa un ruolo attivo e spesso sottovalutato nella storia dell’arte tra XIX e XX secolo. Con “I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento”\, Palazzo Blu prosegue il suo percorso di approfondimento dedicato alla cultura figurativa di questo periodo\, costruendo una mostra che mette in relazione artisti\, linguaggi e influenze in un contesto dinamico e tutt’altro che periferico. \nAl centro del percorso espositivo si trovano Francesco e Luigi Gioli\, figure chiave ma inserite in una rete più ampia che include protagonisti come Adolfo Tommasi\, Spartaco Carlini\, Plinio Nomellini e Vittorio Matteo Corcos. Il dialogo con l’esperienza dei Macchiaioli resta evidente\, ma viene rielaborato in una direzione più aperta\, tra naturalismo e nuove sensibilità del paesaggio. Le sei sezioni della mostra accompagnano il visitatore attraverso dipinti e disegni – questi ultimi presentati come linguaggio autonomo – offrendo anche materiali inediti provenienti dall’archivio della famiglia Gioli. Ne emerge una visione articolata\, in cui tradizione e rinnovamento convivono\, restituendo la complessità di una stagione artistica che continua a dialogare con il presente. \n 
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LOCATION:Palazzo Blu\, lungarno Gambacorti\, 9\, Pisa\, Pisa\, Italia
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SUMMARY:Verita Monselles. CARNALE
DESCRIPTION:Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci dedica a Verita Monselles la mostra CARNALE\, prima esposizione in un centro d’arte contemporanea italiano interamente dedicata all’artista nata a Buenos Aires nel 1929 e scomparsa a Firenze nel 2004. Un percorso che attraversa fotografia\, moda\, performance e rappresentazione del corpo femminile\, mettendo al centro una ricerca capace di anticipare molte riflessioni sullo sguardo femminile e femminista. Non male per un linguaggio\, quello della fotografia di moda\, spesso accusato di fare esattamente il contrario. \nL’opera di Monselles usa il ritratto e il nudo come strumenti di riappropriazione della soggettività femminile\, smontando con ironia sottile simboli religiosi\, cliché pubblicitari e immagini stereotipate della donna-oggetto. Il suo lavoro attraversa registri molto diversi: teatrale e barocco negli anni vicini all’esperienza napoletana\, pop e seducente quando dialoga con la cultura visiva contemporanea\, elegante e patinato nei progetti editoriali legati alla moda. In ogni caso il corpo femminile resta protagonista assoluto\, politico ma anche desiderante\, mai passivo\, finalmente autore del proprio desiderio. Un dettaglio che oggi può sembrare naturale\, ma che all’epoca aveva il peso di una piccola rivoluzione. \nAccanto alla produzione fotografica emergono anche le collaborazioni con il mondo della performance e del teatro sperimentale. Monselles documenta il lavoro di artiste e colleghi\, costruendo una rete di relazioni e sorellanza che coinvolge figure come Tomaso Binga e Marion D’Amburgo\, modelle della serie Ecce Homo. Parallelamente lavora con la compagnia teatrale fiorentina Il Carrozzone\, poi Magazzini Criminali\, sviluppando una cifra visiva in cui teatralità\, sensualità e critica culturale convivono senza mai perdere leggerezza. Anche quando parla di patriarcato\, Monselles evita la predica: preferisce il cortocircuito visivo. Ed è probabilmente per questo che le sue immagini continuano a sembrare così contemporanee. \n 
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LOCATION:Centro Pecci\, viale della Repubblica 277\, Prato\, Italia
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SUMMARY:ROTTE. Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli
DESCRIPTION:Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci dedica una grande mostra alla collezione di Carlo Palli\, figura storica dell’arte contemporanea italiana e instancabile raccoglitore di opere “irregolari”\, sperimentali e felicemente indisciplinate. Il percorso nasce da una selezione di lavori provenienti dalla sua raccolta privata\, dalla collezione Fluxus e dal vasto archivio dedicato alla Poesia Visiva\, materiali che Palli ha donato al museo contribuendo ad arricchire in modo decisivo il patrimonio contemporaneo della città di Prato. Una donazione che\, invece di impolverarsi in archivio\, qui prende vita in un’esposizione movimentata e tutt’altro che silenziosa. \nLe circa 150 opere in mostra attraversano alcune delle esperienze più radicali del Novecento e delle neoavanguardie italiane e internazionali. Dalle provocazioni del Futurismo e del Dada alle sperimentazioni concettuali\, il percorso segue una traiettoria fatta di linguaggi ibridi\, ironia\, contaminazioni e continui sconfinamenti. Grande spazio è dedicato alla rivoluzione poetico-visiva del Gruppo 70\, alle pratiche testuali e performative\, ai corpi e alle azioni che hanno ridefinito il rapporto tra arte e società. Qui l’opera non si limita a essere osservata: spesso chiede di essere interpretata\, decifrata o persino rimessa in discussione. Un’attitudine che l’arte contemporanea conserva con ostinazione\, anche quando qualcuno continua a chiedere “ma questo lo potevo fare anch’io”. \nAccanto alle ricerche sulla scrittura visiva emergono le sperimentazioni interdisciplinari di Fluxus\, il gioco concettuale del Nouveau Réalisme e le visioni dei Radicali\, che trasformano oggetti e ambienti in strumenti critici e narrativi. Pittura\, installazione\, collage\, fotografia e interventi ambientali convivono in un allestimento che restituisce il gusto personale di Palli per ciò che rompe gli schemi e attraversa i confini tra arte\, parola e vita quotidiana. Più che una semplice raccolta\, la mostra appare come una mappa di deviazioni creative\, dove il fuori regola diventa metodo e persino bussola. \n 
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LOCATION:Centro Pecci\, viale della Repubblica 277\, Prato\, Italia
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SUMMARY:Un parco di musica e altre storie
DESCRIPTION:Dal 2 giugno al 27 settembre il Parco Mediceo di Pratolino torna a trasformarsi in un grande palcoscenico all’aperto con Un Parco di Musica e altre storie\, rassegna che intreccia concerti\, danza\, teatro\, incontri e spettacoli per tutte le età in uno dei luoghi più suggestivi dell’area fiorentina. Il programma attraversa generi e linguaggi molto diversi senza perdere coerenza: musica classica\, jazz\, performance contemporanee\, teatro civile e appuntamenti divulgativi convivono sotto il segno di una programmazione capace di passare con naturalezza da Verdi ai musical di Broadway\, da Lucilla Giagnoni ai Pupi di Stac. Del resto Pratolino ha sempre avuto una certa inclinazione per gli incontri improbabili ma riusciti. \nTra gli appuntamenti principali: Festa della Repubblica a Pratolino con Aldo Cazzullo (2 giugno)\, Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta (13 giugno)\, Cavalleria Rusticana sotto il Gigante dell’Appennino (21 giugno)\, Peppe Servillo con Javier Girotto e Natalio Mangalavite (26 luglio)\, Ed Harcourt (1 agosto)\, Orchestra da Camera Fiorentina con Una notte a Broadway (29 agosto)\, fino alla passeggiata teatrale Apparizione nel Parco della Compagnia Teatro d’Almaviva (12\, 13\, 19 e 20 settembre). Ampio spazio anche alla danza contemporanea con Florence Dance Festival\, Compagnia AdArte e Company Blu\, mentre La Nottola di Minerva cura incontri dedicati a memoria\, società e benessere. Molti eventi sono a ingresso gratuito\, dettaglio che nel panorama culturale contemporaneo suona quasi come un colpo di scena narrativo. \n 
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LOCATION:Parco Mediceo di Pratolino\, via Fiorentina 276\, Pratolino\, Italia
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SUMMARY:L’ultimo fotografo. Giovanni Savino
DESCRIPTION:Con “L’ultimo fotografo”\, la mostra dedicata a Giovanni Savino racconta il percorso umano e artistico di un autore che ha attraversato il mondo e i suoi cambiamenti più radicali mantenendo intatto un approccio profondamente artigianale alla fotografia. Nato a Pistoia e formatosi tra Inghilterra\, New York e i Caraibi\, Savino ha lavorato nel cinema\, nella televisione e nel documentario\, collaborando per anni con la CBS e con il celebre programma 60 Minutes\, testimoniando eventi storici e incontrando figure centrali del nostro tempo\, da Gorbaciov a Clinton. Una traiettoria internazionale che lo ha portato ovunque\, salvo forse nei luoghi della fotografia veloce e compulsiva. \nOggi\, tornato in Italia e stabilitosi a Pitigliano\, Savino ha riscoperto la dimensione più intima del ritratto\, portando avanti una pratica che rivendica lentezza\, relazione e imperfezione. Per lui fotografare significa prima di tutto incontrare: un’immagine nasce nell’alchimia irripetibile tra chi guarda e chi viene guardato. È da questa filosofia che nasce la serie più significativa della mostra\, i celebri ritratti a occhi chiusi\, immagini sospese che sembrano catturare non tanto l’aspetto esteriore quanto il paesaggio invisibile di pensieri\, sogni e memorie. \nL’esposizione si articola in un percorso di grandi fotografie in bianco e nero\, dove convivono ritratti\, scene di convivialità e visioni più intime. Particolarmente intensa è la sezione Eyes Closed\, che concentra lo sguardo su volti sottratti alla centralità dello sguardo stesso\, quasi a suggerire che l’identità si riveli meglio nel momento in cui smette di mostrarsi. A chiudere il percorso\, una selezione di miniature e due soli ritratti a colori\, come eccezioni che confermano una poetica profondamente legata alla materia fotografica tradizionale: pellicola\, camera oscura\, macchine di legno\, otturatori pneumatici. In un’epoca in cui tutto corre per essere visto subito\, Savino sceglie di essere “l’ultimo” — e forse proprio per questo riesce ancora a guardare davvero. \n 
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LOCATION:POMA Libera tutti\, piazza San Francesco\, 12\, Pescia\, Italy
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SUMMARY:79 Estate Fiesolana
DESCRIPTION:La 79ª Estate Fiesolana torna ad animare il Teatro Romano di Fiesole e altri luoghi della città con un cartellone che attraversa musica\, teatro\, danza\, cinema e incontri culturali da giugno a settembre 2026. Una manifestazione storica che conferma la propria capacità di coniugare grandi nomi della scena nazionale e internazionale con proposte originali e multidisciplinari\, valorizzando uno dei contesti più suggestivi dell’estate toscana. \nIl programma spazia dai concerti di Raphael Gualazzi\, Mimì Mani\, Cristiano De André\, Simone Cristicchi\, Massimo Recalcati e Massimo Gramellini\, fino agli appuntamenti teatrali con Alessandro Riccio\, Vologio Vederti Danzare dedicato a Franco Battiato e numerose produzioni originali. Non mancano la danza contemporanea\, il jazz\, il cinema sotto le stelle e gli eventi realizzati in collaborazione con importanti istituzioni culturali del territorio. Un cartellone ampio e trasversale che mantiene intatto lo spirito della manifestazione: offrire occasioni di incontro tra arti diverse in uno spazio dove la storia antica e la cultura contemporanea continuano a dialogare con naturalezza. Del resto\, pochi luoghi riescono a rendere una serata estiva così ricca di possibilità senza perdere il fascino della semplicità. \n 
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LOCATION:Teatro Romano di Fiesole\, Via Portigiani\, 3\, Fiesole
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SUMMARY:FINO A QUI | Maura Banfo
DESCRIPTION:Fino a qui è il titolo della mostra personale di Maura Banfo\, un’espressione che racchiude il senso profondo della sua ricerca artistica: un percorso aperto\, in continua trasformazione\, che rifugge ogni idea di approdo definitivo. Pensata per Crumb Gallery\, l’esposizione riunisce polaroid\, fotografie\, chine e una ceramica smaltata in un itinerario che attraversa memoria\, materia e tempo. Le opere nascono da una pratica di raccolta e osservazione che accompagna l’artista da anni: piume\, conchiglie\, nidi\, fiori\, vecchie fotografie e frammenti del quotidiano vengono sottratti alla loro funzione originaria per essere restituiti a nuove possibilità di significato. \nMolte delle polaroid esposte risalgono al periodo della pandemia e raccontano una dimensione intima e sospesa\, dove il trascorrere del tempo si manifesta attraverso dettagli minimi e presenze discrete. Anche quando il corpo dell’artista compare\, lo fa in forma indiretta\, come nella fotografia dei piedi con scarpette dorate che accoglie idealmente il visitatore e suggerisce il senso stesso del titolo: un punto raggiunto\, ma non concluso. Le chine\, essenziali e meditate\, amplificano questa riflessione attraverso immagini leggere e stratificate che sembrano emergere lentamente\, mantenendosi aperte alla possibilità del cambiamento. \nL’intero progetto si sviluppa attorno all’idea del processo come valore centrale. Le opere non cercano una forma definitiva\, ma abitano uno spazio di continua ridefinizione\, dove ogni immagine rappresenta una soglia e non una conclusione. Anche la ceramica smaltata\, presenza materica all’interno del percorso\, riflette la stessa tensione tra permanenza e fragilità che attraversa tutta la produzione dell’artista. Da oltre trent’anni Maura Banfo costruisce una ricerca riconoscibile e coerente\, capace di muoversi tra fotografia\, video\, installazione e ceramica mantenendo sempre al centro uno sguardo attento alla trasformazione delle cose e alla loro capacità di generare nuovi racconti. \n 
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LOCATION:Crumb Gallery\, via San Gallo\, 10\, Firenze\, Firenze
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SUMMARY:Paper/Cosmic Breeze
DESCRIPTION:Tra i protagonisti più innovativi dell’Architettura Radicale italiana\, Gianni Pettena ha costruito\, a partire dalla fine degli anni Sessanta\, un percorso di ricerca che ha contribuito a ridefinire i confini tra architettura\, arte e design. Cofondatore di un movimento che ha profondamente influenzato la sperimentazione contemporanea\, Pettena ha sviluppato nel tempo una pratica libera e interdisciplinare\, fatta di progetti\, installazioni\, arredi\, mostre e scritti teorici\, sempre orientata a mettere in discussione linguaggi consolidati e strumenti progettuali tradizionali. Una traiettoria coerente nel dimostrare che\, a volte\, per costruire davvero qualcosa di nuovo\, bisogna prima accettare di smontare quasi tutto. \nIn questo solco si inserisce Paper/Cosmic Breeze\, installazione immersiva ed effimera che trasforma lo spazio in un ambiente interamente saturato da lunghe strisce di carta sospese dal soffitto. Un’architettura fragile\, mutevole e attraversabile\, che non si offre come forma compiuta ma come organismo aperto\, destinato a cambiare attraverso l’intervento del pubblico. Qui lo spettatore non è chiamato semplicemente a osservare\, ma a entrare fisicamente nell’opera\, ritagliando il proprio percorso con delle forbici e contribuendo così alla ridefinizione continua dello spazio. \nIl gesto partecipativo diventa il cuore stesso dell’esperienza: ogni taglio modifica la struttura\, ogni attraversamento ne altera il senso. L’opera si trasforma così in un evento collettivo\, dove creazione e fruizione coincidono e l’architettura perde la sua apparente stabilità per diventare relazione\, processo e possibilità. Curata da Davide Giannella e accompagnata dall’intervento luminoso del collettivo Specific\, l’installazione conferma la capacità di Pettena di immaginare spazi che non si limitano a essere abitati\, ma chiedono di essere pensati\, attraversati e\, letteralmente\, tagliati su misura. \n 
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LOCATION:Manifattura Tabacchi\, via delle Cascine 35\, Firenze\, 50144\, Italia
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SUMMARY:Da Michelangelo a Rodin nell’obiettivo degli Alinari
DESCRIPTION:Dal 12 giugno al 6 settembre 2026 la Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi ospita la mostra “Da Michelangelo a Rodin nell’obiettivo degli Alinari”\, un percorso che attraversa la storia della scultura occidentale attraverso lo sguardo della fotografia. L’esposizione\, curata da Rita Scartoni e Carlo Sisi\, mette in dialogo alcuni dei più grandi protagonisti dell’arte tra Rinascimento e modernità\, raccontati attraverso gli storici archivi Alinari\, pionieri della fotografia italiana quando immortalare un capolavoro richiedeva ben più di uno smartphone e due filtri ben calibrati.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPromossa dalla Fondazione Ivan Bruschi\, parte del patrimonio culturale di Intesa Sanpaolo\, insieme a Fondazione CR Firenze e in collaborazione con Fondazione Alinari per la Fotografia\, la mostra offre un viaggio tra immagini d’epoca\, dettagli scultorei e visioni fotografiche che hanno contribuito a costruire l’immaginario artistico internazionale. Un’occasione per osservare Michelangelo\, Rodin e altri maestri da una prospettiva diversa: quella dell’obiettivo fotografico\, capace di trasformare marmo e bronzo in racconto visivo\, ben prima dell’era delle stories.
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LOCATION:Casa Museo Ivan Bruschi\, Corso Italia\, 14\, Arezzo\, Italia
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SUMMARY:Festival della Fotografia Italiana
DESCRIPTION:Con il tema “Riti e Visioni. Tra spirituale e materiale”\, torna dal 12 giugno al 6 settembre 2026 il Festival della Fotografia Italiana\, appuntamento di riferimento dedicato alla fotografia d’autore contemporanea. Tra Bibbiena\, Poppi e Pratovecchio Stia\, il Casentino si trasforma ancora una volta in un grande laboratorio diffuso di immagini\, ricerca e riflessione\, quest’anno concentrato su una delle domande più antiche e sfuggenti: come rappresentare il sacro nel presente? Non una questione da poco\, soprattutto in un’epoca che tende a fotografare tutto\, tranne forse ciò che davvero sfugge allo sguardo. \nNel cuore dell’edizione 2026 si colloca la grande mostra centrale “Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro”\, curata da Denis Curti al CIFA di Bibbiena\, che mette in dialogo 21 autori attraverso dieci confronti tematici dedicati ai confini tra fede e superstizione\, corpo e trascendenza\, memoria\, luce\, mito e paesaggio interiore. Attorno a questo nucleo si sviluppa un programma articolato di mostre\, talk\, letture portfolio\, masterclass e progetti dedicati ai giovani autori\, confermando il festival come piattaforma viva di produzione e divulgazione culturale. \nTra gli appuntamenti più significativi anche “L’abito fa il monaco”\, al Castello Conti Guidi di Poppi\, una mostra dedicata alla rappresentazione del religioso nel cinema e nella fiction italiana\, mentre le sezioni Nuovi Sguardi e Percorsi continuano a valorizzare nuove generazioni e fotografia editoriale. Inserito simbolicamente nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, il festival amplia così il proprio sguardo sul rapporto tra spiritualità\, immagine e contemporaneità\, trasformando il Casentino in un luogo dove la fotografia non si limita a documentare\, ma prova ancora – ostinatamente – a interrogare l’invisibile. \n 
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LOCATION:Bibbiena\, Poppi e Pratovecchio Stia
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SUMMARY:Silence is
DESCRIPTION:Silence Is nasce da un gesto di sottrazione\, quasi di sabotaggio visivo: eliminare il superfluo per interrogare ciò che resta. Il punto di partenza sono le pagine lucide delle riviste di moda\, superfici perfette costruite per esibire modelli di bellezza patinata e irraggiungibile. È proprio su questo immaginario levigato che l’artista interviene\, alterando\, cancellando e trasformando i volti impeccabili della pubblicità glamour in immagini che raccontano l’imperfezione\, la fragilità e l’autenticità dell’esperienza umana. Un’operazione che\, in tempi di iper-esposizione\, suona quasi rivoluzionaria: togliere invece di aggiungere. \nLa mostra invita a guardare oltre la superficie\, in un percorso che mette in discussione il concetto stesso di identità visiva e di rappresentazione. Le opere attraversano fasi differenti della ricerca dell’artista: dai lavori più densi e oscuri\, legati a un’estetica urbana e materica\, ai disegni a penna su foglio bianco\, che richiamano il senso di sospensione e asetticità vissuto durante il periodo pandemico. Un’evoluzione che testimonia come anche il vuoto\, a volte\, possa avere molto da dire. \nNelle opere più recenti emerge invece una forte esplosione cromatica\, dove il tema della frammentazione diventa centrale: volti\, corpi e forme si scompongono e ricompongono in nuove possibilità di senso. Il percorso si apre infine alla tridimensionalità con due sculture che segnano il superamento della bidimensionalità\, ampliando ulteriormente la riflessione sul corpo e sulla presenza. Silence Is diventa così un’indagine sul residuo\, su ciò che rimane quando l’immagine smette di essere solo apparenza e inizia\, finalmente\, a parlare davvero. \n 
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LOCATION:Street Levels Gallery\, via Melegnano\, 4r\, Firenze\, Italy
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SUMMARY:Mirabilia Graphica
DESCRIPTION:Una mostra che mette al centro un piccolo capolavoro di ingegno\, precisione e meraviglia: un calligramma micrografico capace di trasformare la scrittura in immagine\, sfruttando le potenzialità del microscopio per rivelare un testo invisibile a occhio nudo. L’opera\, firmata da Francesco Ignazio Muligino\, calligrafo attivo tra Francia e Italia alla fine del Seicento\, compone una raffinata Madonna col Bambino ispirata a un dipinto di Pietro da Cortona\, unendo devozione\, virtuosismo tecnico e sperimentazione scientifica in un solo gesto. Un esercizio che dimostra come\, già allora\, la miniaturizzazione non fosse solo questione di tecnologia. \nInserito nella tradizione delle cosiddette mirabilia graphica\, il lavoro di Muligino acquista un valore particolare per il suo legame con la prima diffusione del microscopio\, strumento perfezionato e reso celebre da Galileo Galilei e fondamentale per gli studi naturalistici dell’Accademia dei Lincei. Resta ancora aperto il mistero tecnico che accompagna quest’opera: quale strumento\, quale pennino quasi impossibile\, abbia permesso all’artista di trascrivere l’intero Officium Beatae Mariae Virginis in uno spazio di appena trenta per venti centimetri. \nAccanto alla straordinaria Madonna col Bambino\, il percorso espositivo presenta altri tre calligrammi di Muligino insieme a preziosi volumi e strumenti d’epoca\, tra cui l’Apiarium di Federico Cesi\, la Melissographia di Matthäus Greuter\, trattati di ottica e una selezione di microscopi del XVII e XVIII secolo. Completa l’esperienza una postazione touch screen che permette di esplorare l’opera nei minimi dettagli\, ingrandendo il testo micrografico fino a renderlo leggibile. Un viaggio affascinante tra arte\, scienza e scrittura\, dove il confine tra visibile e invisibile si fa sorprendentemente sottile. \n 
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LOCATION:Museo Galileo\, Piazza dei Giudici 1\, Firenze
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SUMMARY:Paolo Canevari – God Year
DESCRIPTION:Tra gli artisti italiani più riconosciuti sulla scena internazionale\, Canevari ha costruito una ricerca che attraversa disegno\, video\, scultura\, installazione e performance\, muovendosi con naturalezza tra linguaggi e materiali diversi. Formatosi a contatto con le esperienze dell’Arte Povera\, dell’arte concettuale e della performing art\, e cresciuto in un ambiente familiare legato alla scultura\, l’artista ha sviluppato una pratica capace di rileggere la tradizione classica\, il modernismo e le avanguardie attraverso una prospettiva radicalmente contemporanea. La sua opera si muove così sul confine sottile tra memoria culturale e urgenza politica\, come se la storia dell’arte fosse ancora una materia viva\, e non soltanto qualcosa da studiare in silenzio nei manuali. \nIl suo lavoro mette lo spettatore di fronte ai nodi più irrisolti del presente: guerra\, potere\, ideologia\, sfruttamento delle risorse\, controllo sociale. Attraverso oggetti comuni e simboli immediatamente riconoscibili — pneumatici\, automobili\, bandiere\, figure religiose — Canevari costruisce immagini perturbanti che decostruiscono miti collettivi come il progresso\, la crescita economica o la promessa di felicità sociale. La materia stessa diventa linguaggio critico: la gomma industriale\, spesso centrale nelle sue opere\, si trasforma in metafora di una civiltà fondata sul consumo energetico e sulla violenza sistemica che ne deriva. \nNella mostra “God Year”\, titolo che gioca ironicamente sul nome di una nota industria di pneumatici e sull’espressione “anno del Signore”\, questa tensione tra sacro e profano\, tra spiritualità e industria\, emerge con forza. Opere come Landscape\, dove una bandiera americana copre una pila di bidoni e pneumatici come un feretro\, o installazioni che trasformano la parola Dio in materia industriale\, mostrano con lucidità il cortocircuito tra fede\, capitale e geopolitica. Nella sua poetica convivono gioco e sacrificio\, leggerezza e tragedia\, ironia e violenza: un equilibrio instabile che rende la sua arte una delle più incisive riflessioni visive sulla contemporaneità. E in fondo\, osservando i suoi lavori\, si capisce che anche uno pneumatico può raccontare molto più del semplice tragitto che dovrebbe compiere. \n 
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LOCATION:Forte di Belvedere\, Via di S. Leonardo\, 1\, Firenze
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SUMMARY:Lamberto Pignotti. È la poesia una maga…
DESCRIPTION:Con “Lamberto Pignotti. È la poesia una maga…”\, Ritteri Arte Contemporanea rende omaggio a una delle figure più significative della ricerca artistica italiana del secondo Novecento. Curata da Raffaella Perna\, la mostra celebra il centenario di Lamberto Pignotti (Firenze\, 1926)\, poeta\, teorico e protagonista assoluto della Poesia Visiva\, nonché tra i fondatori del Gruppo 70\, movimento nato proprio a Firenze nel 1963 e oggi oggetto di un rinnovato interesse critico e istituzionale. Un’occasione preziosa per tornare a riflettere su una pratica artistica che\, ben prima dell’era dei feed infiniti\, aveva già intuito quanto immagini e parole fossero destinate a convivere in un rumore continuo. \nL’esposizione si sviluppa come un percorso attraverso il linguaggio sperimentale di Pignotti\, dove testo\, immagine e segno grafico si fondono in opere capaci di interrogare la realtà contemporanea\, i meccanismi della comunicazione di massa e il rapporto tra arte e società. La sua ricerca ha saputo trasformare il linguaggio pubblicitario\, mediatico e quotidiano in materia poetica e critica\, costruendo un lessico visivo che ancora oggi mantiene intatta la propria forza dirompente. \nIl titolo della mostra richiama la dimensione quasi incantatoria della poesia\, ma anche la sua capacità di rivelare ciò che spesso sfugge a uno sguardo distratto. Come lo stesso Pignotti ha più volte sottolineato\, la Poesia Visiva nasce dall’esigenza di dare forma e senso al caos delle immagini e dei messaggi che ci attraversano. Un movimento che ha superato confini geografici e culturali\, aprendo un dialogo internazionale tra linguaggi e sensibilità differenti. In questo centenario\, la mostra si presenta così come una festa\, certo\, ma anche come un invito a rileggere il presente attraverso uno dei suoi osservatori più lucidi e ironici. \n 
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LOCATION:Frittelli Arte\, via Valdimarina\, 15\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Le signore dell'arte
DESCRIPTION:Con “Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna”\, Palazzo Cucchiari a Carrara propone una grande mostra che attraversa quasi un secolo di storia artistica italiana\, mettendo al centro il lavoro e il percorso di 42 artiste spesso rimaste ai margini del racconto ufficiale. Dal 27 giugno al 25 ottobre 2026\, l’esposizione riunisce 131 opere in un itinerario che invita a rileggere la modernità da una prospettiva diversa\, ricordando una verità semplice ma a lungo ignorata: il talento non ha genere\, anche se la storia dell’arte a volte ha fatto finta di non accorgersene. \nCurata da Massimo Bertozzi\, la mostra affronta il rapporto tra formazione artistica\, legami familiari e riconoscimento pubblico\, osservando come la condizione sociale delle donne abbia influenzato — e spesso complicato — il loro percorso creativo tra la metà dell’Ottocento e la metà del Novecento. Accanto alle opere delle protagoniste\, il percorso include anche tre dipinti di Giacomo Balla e quattro di Felice Casorati\, figure che aiutano a contestualizzare il dialogo tra queste artiste e il più ampio panorama dell’arte moderna italiana. \nPiù che una semplice ricognizione storica\, Le signore dell’arte si propone come un’occasione di riscoperta e rilettura critica\, restituendo spazio e voce a personalità che hanno contribuito in modo decisivo alla costruzione dell’immaginario artistico del Novecento. Un’esposizione che intreccia arte\, storia sociale e memoria culturale\, mostrando come la modernità italiana sia stata anche — e forse più di quanto si pensi — una questione di sguardi femminili. \n 
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LOCATION:Palazzo Cucchiari\, via Cucchiari\, 1\, Carrara\, Italia
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SUMMARY:Giotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno
DESCRIPTION:Una mostra che attraversa oltre 60.000 anni di arte urbana\, raccontando una storia fatta di muri\, superfici e tracce lasciate nello spazio pubblico. Curata da Bruno Ialuna\, l’esposizione propone un viaggio immersivo che mette in relazione il gesto primordiale delle pitture rupestri con le pratiche della street art contemporanea\, suggerendo una continuità sorprendente tra il bisogno ancestrale di lasciare un segno e le forme più attuali dell’intervento urbano. Una genealogia che\, con una certa ironia\, accosta Giotto a Banksy senza farli sembrare poi così lontani. \nIl percorso si sviluppa tra epoche\, città e linguaggi diversi: da Pompei alle metropoli contemporanee\, passando per New York\, Bristol e altri luoghi simbolo della cultura visiva urbana. Il muro diventa così supporto\, archivio e spazio di espressione collettiva\, attraversato da graffiti\, immagini\, simboli e messaggi che nel tempo hanno raccontato identità\, conflitti\, desideri e trasformazioni sociali. Lontano dall’essere solo gesto ribelle o decorativo\, l’arte urbana emerge qui come una delle forme più persistenti e democratiche della storia umana. \nPiù che una semplice mostra sulla street art\, il progetto costruisce una riflessione ampia sul rapporto tra immagine\, spazio pubblico e memoria collettiva. Un percorso che invita a guardare il muro non come confine\, ma come superficie viva di narrazione\, dove ogni epoca ha lasciato il proprio passaggio. E forse è proprio questo il punto: prima ancora dei social\, dei musei e delle gallerie\, l’umanità aveva già capito che\, per farsi ricordare\, bastava trovare un muro libero. \n 
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LOCATION:Mo.C.A.\, viale Verdi\, 46\, Montecatini Terme\, Italy
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SUMMARY:Florence Calling. Anni ’80
DESCRIPTION:Dal 2 luglio al 20 settembre 2026 il MAD Murate Art District ospita Florence Calling\, una grande mostra che riporta al centro la stagione irripetibile della Firenze degli anni Ottanta\, quando la città si affermò come uno dei laboratori creativi più vitali d’Europa. Un decennio in cui musica\, teatro\, moda\, design\, arti visive e costume si intrecciavano dando forma a quello che molti hanno definito il “Rinascimento Rock”. Promossa nell’ambito di Estate Fiorentina 2026\, la mostra trasforma gli spazi delle Murate in un racconto immersivo dedicato a quel momento storico in cui Firenze\, per una volta\, sembrava avere sempre qualcosa da dire prima degli altri. \nCurata da Bruno Casini\, protagonista e testimone diretto di quella stagione\, insieme a Valentina Gensini\, direttrice del MAD\, l’esposizione nasce dalla partecipazione di artisti\, musicisti e operatori culturali che ne hanno vissuto il fermento. Attraverso materiali d’archivio\, documenti originali\, immagini\, suoni\, moda e ambienti installativi\, Florence Calling restituisce l’energia di una città che seppe ridefinire il proprio immaginario culturale ben oltre i confini locali. Non una semplice operazione nostalgica\, ma un’esperienza partecipativa e multisensoriale che rimette in circolo linguaggi e visioni ancora sorprendentemente attuali. \nLa mostra si espande anche oltre gli spazi espositivi con un fitto calendario di eventi in ordine cronologico: Studio Krypton e il teatro visionario di Giancarlo Cauteruccio (7 luglio)\, le dirette di Controradio in mostra (7 e 14 luglio\, poi 9 settembre)\, Codice Tondelli dedicato a Pier Vittorio Tondelli (8 luglio)\, i format DJ per una notte al Caffè Letterario (10 e 24 luglio\, 28 agosto\, 18 settembre)\, il documentario Uscivamo molto la notte di Stefano Pistolini (16 luglio\, Arena di Piazza Pitti)\, Piero Pelù. Rumore dentro di Francesco Fei (17 luglio)\, la presentazione di Litfiba. Guida completa alla discografia e ai live (23 luglio\, Contempo Records)\, il talk su Gay Clubbing a Firenze (27 agosto)\, l’incontro sulla New Wave fiorentina (10 settembre) e la presentazione del libro Bologna 1980. Il concerto dei Clash in Piazza Maggiore che cambiò l’Italia (18 settembre). Un programma diffuso che restituisce la complessità di un decennio che continua a vibrare sotto la superficie della città\, come certi vinili consumati ma ancora perfettamente leggibili. \n 
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LOCATION:MAD – Murate Art District\, Piazza delle Murate\, Firenze\, 50122
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SUMMARY:Feel the contest
DESCRIPTION:Con “FEEL THE CONTEST 2026 – Master Edition. Il filo che unisce l’ispirazione alla creazione”\, il Museo del Tessuto di Prato dedica una mostra all’innovazione nel mondo della maglieria e del design tessile\, mettendo al centro il talento delle nuove generazioni. L’esposizione\, dedicata quest’anno al tema del colore\, nasce dalla collaborazione con il Consorzio Promozione Filati (CPF) e con il progetto Feel the Yarn®\, che da diciassette anni favorisce l’incontro tra giovani designer internazionali e le eccellenze della manifattura italiana dei filati. Un dialogo tra formazione\, creatività e industria che racconta il futuro della moda partendo dalla materia prima: il filo. \nLa mostra presenta 33 outfit selezionati nell’ambito del concorso internazionale “Feel the Contest 2026 – Master Edition”\, realizzati dagli studenti dei principali istituti di moda del mondo\, tra cui London College of Fashion\, Politecnico di Milano\, Beijing Institute of Fashion Technology\, Istituto Marangoni Firenze e Bunka Fashion College. Ogni creazione è stata sviluppata in collaborazione con una delle aziende del network Feel the Yarn®\, che ha fornito i filati utilizzati per il progetto. Completano il percorso le opere polimateriche di Irene Pietrobono\, ispirate alle forme e ai colori degli outfit esposti. La mostra celebra inoltre i vincitori dell’edizione 2026: Katagiri Trashipunts (Beijing Institute of Fashion Technology)\, Margherita Carmignani (Politecnico di Milano)\, Monica Beduzzi (Istituto Marangoni Firenze) e Rosalie Reya (Istituto Marangoni Firenze)\, confermando il ruolo del Museo del Tessuto come punto di riferimento per la valorizzazione della creatività tessile contemporanea. In fondo\, ogni grande idea nella moda comincia sempre da un filo. \n 
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LOCATION:Museo del Tessuto\, Via Puccetti 3\, Prato\, 59100\, Italia
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SUMMARY:Gino Severini. Modernità come dialogo
DESCRIPTION:A sessant’anni dalla scomparsa di Gino Severini\, il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona dedica all’artista una grande mostra internazionale che ne ripercorre il ruolo centrale nella costruzione della modernità artistica europea. Dal 5 luglio al 1° novembre 2026\, “Gino Severini. Modernità come dialogo” propone una rilettura ampia e sfaccettata di uno dei protagonisti assoluti del Novecento\, mettendo in luce la sua capacità di muoversi tra mondi\, linguaggi e visioni differenti. Non semplice futurista\, dunque\, ma instancabile mediatore culturale in un secolo che di mediazioni\, a dire il vero\, non era sempre generoso. \nCurata da Daniela Fonti e Margherita d’Ayala Valva\, l’esposizione riunisce oltre ottanta opere tra dipinti\, disegni\, documenti e materiali d’archivio provenienti da importanti istituzioni internazionali come il Centre Pompidou\, l’Estorick Collection\, il Museo del Novecento di Milano\, il MART di Rovereto e la Pinacoteca Vaticana. Tra i capolavori in mostra spicca La danse du Pan Pan à Monico\, opera simbolo della stagione futurista che torna eccezionalmente in Italia dopo oltre trentacinque anni\, offrendo al pubblico l’occasione rara di confrontarsi con uno dei vertici assoluti della ricerca severiniana. \nIl percorso si sviluppa in cinque sezioni che attraversano tutte le fasi della sua produzione: dagli esordi divisionisti ai primi anni parigini\, dal dialogo con il Futurismo e il Cubismo fino al ritorno al classicismo e alla riflessione sul rapporto tra arte\, architettura e spiritualità. Ampio spazio è dedicato anche alle relazioni con figure come Umberto Boccioni\, Giacomo Balla\, Carlo Carrà\, Ardengo Soffici e Pablo Picasso\, che restituiscono la centralità di Severini nel dialogo tra le avanguardie europee. La mostra si chiude infine sul suo legame con Cortona\, città mai davvero lasciata\, quasi a ricordare che anche i grandi viaggiatori dell’arte\, prima o poi\, trovano sempre il modo di tornare a casa. \n 
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LOCATION:MAEC\, piazza Luca Signorelli 9\, Cortona\, Italia
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SUMMARY:Villa Bertelli Live
DESCRIPTION:L’estate di Villa Bertelli torna ad animare Forte dei Marmi con un nuovo cartellone di concerti e spettacoli dal vivo. Il Festival Villa Bertelli 2026\, organizzato da LEG Live Emotion Group in collaborazione con la Fondazione Villa Bertelli\, conferma la propria vocazione di rassegna capace di alternare grandi protagonisti della musica italiana e internazionale\, rock\, cantautorato\, pop e teatro\, trasformando il parco della villa in uno dei principali palcoscenici dell’estate toscana. Un programma che attraversa generi e generazioni\, dove le chitarre elettriche convivono senza difficoltà con le grandi voci della canzone d’autore. \nLa musica è il filo conduttore dell’edizione 2026. In ordine cronologico sono attesi gli Europe (9 luglio) con il nuovo tour internazionale\, Il Volo (2 agosto)\, Nek (5 agosto)\, Fiorella Mannoia (9 agosto) con lo spettacolo Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve\, Madame (11 agosto)\, i Litfiba (13 agosto) con il tour dedicato ai quarant’anni di 17 Re\, Luca Carboni (18 agosto)\, il tributo The Queen of Rock – A Tribute to Tina Turner (19 agosto) e Sal Da Vinci (20 agosto). Accanto ai concerti trovano spazio anche il monologo di Osvaldo Poli – L’adolescenza non è una malattia (17 agosto) e il nuovo spettacolo di Enrico Brignano – Bello di Mamma! (1 settembre). La data di Claudio Baglioni\, inizialmente prevista per il 17 agosto 2026\, è stata invece riprogrammata all’8 agosto 2027. \nProgramma \n\nEurope – Tour 2026 (9 luglio)\nIl Volo – World Tour 2026-2027 (2 agosto)\nNek – Nek Hits Live (5 agosto)\nFiorella Mannoia – Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve (9 agosto)\nMadame – Tour Estate 2026 (11 agosto)\nLitfiba – Quarant’anni di 17 Re Tour (13 agosto)\nOsvaldo Poli – L’adolescenza non è una malattia (17 agosto)\nLuca Carboni – Rio Ari O Live (18 agosto)\nThe Queen of Rock – A Tribute to Tina Turner (19 agosto)\nSal Da Vinci – L’Estate della Grande Musica (20 agosto)\nEnrico Brignano – Bello di Mamma! (1 settembre)\n\n 
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LOCATION:Villa Bertelli\, viale Mazzini\, 200\, Forte dei Marmi\, Italia
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SUMMARY:72° Festival Puccini
DESCRIPTION:Il 72° Festival Puccini torna a Torre del Lago con un cartellone che\, dal 10 luglio al 5 settembre\, celebra il compositore lucchese nel luogo dove nacquero molte delle sue opere più celebri. Il Gran Teatro all’Aperto Giacomo Puccini\, affacciato sul lago di Massaciuccoli\, ospita una stagione che alterna nuovi allestimenti\, grandi interpreti e appuntamenti speciali\, confermando il festival come uno dei principali eventi internazionali dedicati all’opera lirica. Accanto ai capolavori pucciniani trovano spazio concerti\, danza\, prosa in musica e iniziative che raccontano il compositore da prospettive diverse\, senza tradire la tradizione ma nemmeno rinunciando a qualche incursione contemporanea. \nIl programma si apre il 10 luglio con la proiezione del docufilm “Turandot\, la principessa dal cuore di ghiaccio”\, seguita l’11 luglio dallo spettacolo “Rota e Morricone – Cinema in Musica” e il 12 luglio dal Concerto della Banda musicale della Marina Militare. Dal 17 luglio debutta il nuovo allestimento di Turandot\, realizzato in occasione del centenario dell’opera\, in scena anche il 24 luglio\, 1 e 9 agosto. Il 18 luglio torna Tosca\, replicata il 31 luglio\, 8 e 21 agosto\, mentre il 19 luglio l’Auditorium Caruso ospita la prosa in musica “La cameriera di Puccini”. Il 22 luglio è dedicato al Gala lirico di Jonas Kaufmann\, omaggio al compositore\, seguito il 25 luglio da La Bohème\, che torna il 6 e 28 agosto\, e il 27 luglio dallo spettacolo di danza con Eleonora Abbagnato. \nAd agosto il cartellone prosegue con Madama Butterfly (7\, 22 agosto e 4 settembre)\, mentre l’11 agosto va in scena “Puccini\, avanti a Dio”\, nuovo appuntamento di prosa in musica. Il 29 agosto debutta La fanciulla del West\, proposta anche il 5 settembre\, mentre il 30 agosto il festival accoglie il Gran Gala di Plácido Domingo\, dedicato alla zarzuela e alle melodie spagnole e napoletane. Un programma ricco e articolato che attraversa l’intero universo pucciniano\, affiancando alle grandi opere alcuni eventi speciali pensati per ampliare il racconto artistico del compositore e rendere il Festival Puccini un punto di riferimento dell’estate musicale italiana. \n 
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LOCATION:Gran Teatro Puccini\, via delle Torbiere\, Torre del Lago Puccini\, Italia
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SUMMARY:Marino Marini - No Heroes
DESCRIPTION:No Heroes mette in dialogo due protagonisti dell’arte italiana appartenenti a generazioni e linguaggi differenti: Marino Marini e Paolo Canevari. Allestita negli spazi del Forte Belvedere di Firenze\, la mostra accosta sei celebri sculture in bronzo di Marini – tra cui Cavallo e cavaliere\, La Danzatrice\, Il Prigioniero e La Bagnante – alle opere dell’artista romano Paolo Canevari\, creando un percorso che supera le distanze cronologiche per riflettere sui temi della fragilità umana\, della guerra\, della spiritualità e della speranza. Il confronto tra le due poetiche trasforma il forte in uno spazio di ricerca\, dove il patrimonio storico dialoga con l’arte moderna e contemporanea. \nL’allestimento costruisce un vero e proprio racconto visivo\, nel quale le opere di Marino Marini assumono significati nuovi grazie al confronto con la ricerca di Paolo Canevari. Figure come La Bagnante vengono reinterpretate in una dimensione drammatica\, evocando dolore\, lutto e resilienza\, in un continuo equilibrio tra vitalità e pessimismo\, energia creativa e tensione distruttiva. Il progetto proseguirà a settembre con Oscuro Abbagliante\, installazione site-specific dell’artista norvegese Per Barclay\, confermando il Forte Belvedere come uno dei luoghi più dinamici dedicati all’arte contemporanea a Firenze. Perché\, a volte\, il dialogo più interessante è proprio quello tra opere che sembravano appartenere a mondi lontanissimi. \n 
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LOCATION:Forte di Belvedere\, Via di S. Leonardo\, 1\, Firenze
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SUMMARY:Pinocchio 3D
DESCRIPTION:La mostra multimediale “Pinocchio 3D”\, curata da Medartec\, trasforma il Parco di Pinocchio in un percorso immersivo dedicato al capolavoro di Carlo Collodi\, offrendo un’esperienza che intreccia narrazione\, tecnologia e memoria. Attraverso installazioni interattive\, contenuti multimediali e ambientazioni coinvolgenti\, l’esposizione accompagna il pubblico alla scoperta della nascita di Pinocchio\, dei significati più profondi dell’opera e della straordinaria attualità del suo viaggio di crescita. Un percorso pensato per coinvolgere i più piccoli senza rinunciare a parlare anche agli adulti\, che con il burattino di Collodi spesso conservano un rapporto fatto di ricordi e nuove scoperte. \nTra pannelli didattici\, video\, costumi\, bozzetti e un suggestivo ologramma di Carlo Lorenzini\, la mostra invita i visitatori a mettersi idealmente nei panni di Pinocchio\, ripercorrendone le avventure e le tappe della sua formazione. L’interattività diventa così lo strumento per riscoprire uno dei personaggi più celebri della letteratura italiana\, in un allestimento che unisce divulgazione e innovazione tecnologica\, confermando il Parco di Pinocchio come uno dei luoghi simbolo dedicati all’universo creato da Carlo Collodi. \n 
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LOCATION:Parco Policentrico Pinocchio Collodi\, via San Gennaro\, 1\, Collodi\, Italy
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SUMMARY:Squam Ocean
DESCRIPTION:La mostra conduce il pubblico in un sistema planetario immaginario\, scenario di una civiltà che ha superato il consumismo e le dinamiche della società contemporanea per interrogarsi nuovamente sul significato dell’esistenza. In questo universo speculativo\, una società tecnologicamente avanzata crea artificialmente nuove forme di vita\, progettate per vivere in un mondo apparentemente perfetto\, dove ogni ruolo è definito\, il conflitto sembra scomparso e l’equilibrio sociale appare assoluto. Un racconto che utilizza la fantascienza come strumento per riflettere sul presente\, mettendo in discussione temi come identità\, libertà e controllo. \nAd abitare questo pianeta oceanico sono gli husks\, figure animate che osservano\, comunicano e manifestano emozioni in un ambiente sospeso tra serenità e sottile inquietudine. Il percorso espositivo si sviluppa come un’esperienza immersiva\, accompagnata dalle sonorità ipnotiche della airport music\, che amplificano la sensazione di trovarsi in una realtà alternativa. Attraverso installazioni e ambientazioni visionarie\, la mostra invita a interrogarsi sul rapporto tra tecnologia\, umanità e desiderio\, ricordando che anche i mondi apparentemente perfetti possono nascondere domande a cui non esiste una risposta programmata. \n 
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LOCATION:Rifugio Digitale\, Via della Fornace 41\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Palio del Diotto
DESCRIPTION:Per oltre un mese Scarperia celebra la propria storia con il Diotto 2026\, la manifestazione che quest’anno coincide con i 720 anni dalla fondazione del paese. Un ricco calendario di appuntamenti anima il borgo tra rievocazioni storiche\, giochi tradizionali\, spettacoli\, incontri culturali e iniziative dedicate a tutte le età\, trasformando il centro storico in un luogo dove il passato torna a vivere attraverso il coinvolgimento dell’intera comunità. Il Diotto rappresenta uno degli eventi storici più significativi del Mugello\, capace di intrecciare memoria\, identità e spirito di appartenenza in una festa che ogni anno richiama numerosi visitatori. \nIl programma si sviluppa in ordine cronologico con gli Aperitivi sui merli (9\, 21 e 23 agosto)\, la presentazione del FantaDiotto (9 agosto) e del Palio del Diottino con sorteggio delle eliminatorie (23 agosto). Seguono le eliminatorie dei Giochi di Gagliardia con l’esibizione dei Bandierai e Musici di Castel San Barnaba (25-27 agosto)\, Scarpiera a tavola (29 agosto)\, il Mercatino dei Collezionisti\, il Tombolone e la rievocazione storica “Un tuffo nella storia” (29-30 agosto)\, oltre agli eventi sul Passo del Giogo dedicati alla Linea Gotica. A settembre spazio al Diottino (1-2 settembre)\, alla Briscolata in piazza (4 settembre)\, alla Serata Rinascimentale (5 settembre) e alla Giornata Rinascimentale (6 settembre)\, fino alla tradizionale Rificolonata (7 settembre). Il momento culminante arriva l’8 settembre\, giorno del Diotto\, con il Corteo Storico e il Palio del Diotto\, durante il quale i rioni si sfidano nei Giochi di Gagliardia per conquistare il Palio. Chiudono il calendario il Torneo di Burraco (11 settembre)\, la Festa a Corte (12 settembre)\, il Tombolone con la battitura del formentone e la polenta (13 settembre) e l’ultimo appuntamento con gli Aperitivi sui merli (18 settembre). Un programma che racconta sette secoli di storia con la convinzione che\, a Scarperia\, la tradizione sia una cosa troppo seria per non essere anche una grande festa. \n 
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LOCATION:Scarperia\, Scarperia\, Italy
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SUMMARY:Juan Lin - Profondo blu
DESCRIPTION:Dal 31 luglio al 30 agosto Firenze dedica un doppio appuntamento al giovane pittore Juan Lin con le mostre “Visioni in blu” e “Profondo blu”\, ospitate rispettivamente a Palazzo Medici Riccardi e all’Accademia delle Arti del Disegno. Curato da Claudio Rocca\, il progetto espositivo riunisce 54 dipinti a olio e propone un percorso unitario dedicato al blu\, colore che rappresenta il cuore della ricerca dell’artista. Nato a Buenos Aires da famiglia cinese e formatosi tra la China Academy of Art di Hangzhou e l’Accademia di Belle Arti di Roma\, Juan Lin sviluppa una pittura che mette in dialogo la tradizione contemplativa orientale con la sensibilità figurativa occidentale\, trasformando il paesaggio in uno spazio di memoria\, emozione e meditazione. \nNelle opere di Juan Lin il blu non è soltanto una scelta cromatica\, ma diventa il linguaggio attraverso cui raccontare il tempo\, il silenzio e il ricordo. Velature\, trasparenze e stratificazioni dissolvono progressivamente città\, montagne e orizzonti in immagini sospese\, dove il paesaggio non coincide più con ciò che si osserva\, ma con ciò che permane nella memoria. Le due mostre accompagnano così il pubblico all’interno di un universo pittorico in cui il colore assume una dimensione simbolica e contemplativa\, evocando tanto l’antica tradizione artistica cinese quanto la storia del blu nella pittura occidentale. Un progetto che invita a rallentare lo sguardo e a riscoprire il valore della contemplazione\, ricordando che\, talvolta\, un solo colore può raccontare molto più di un’intera tavolozza. \n 
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LOCATION:Accademia delle Arti e del Disegno\, Via Orsanmichele 4\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Carrara Bier Fest
DESCRIPTION:La Carrara Bier Fest rinnova a Marina di Carrara una tradizione che affonda le proprie radici nel gemellaggio con la città tedesca di Ingolstadt\, attivo dal 1962. La manifestazione celebra l’amicizia tra le due comunità attraverso una delle espressioni più conviviali della cultura bavarese\, proponendo un’atmosfera festosa in cui gastronomia\, musica e tradizioni popolari si incontrano. Un appuntamento che negli anni è diventato un classico dell’estate apuana\, capace di richiamare visitatori e appassionati in cerca di un assaggio di Germania affacciato sul Mar Tirreno. \nProtagoniste della festa sono la birra originale tedesca\, i piatti tipici della cucina bavarese e la musica folkloristica dal vivo\, elementi che contribuiscono a ricreare il clima delle celebri feste popolari d’Oltralpe senza perdere il legame con il territorio che la ospita. La Carrara Bier Fest rappresenta così un’occasione di incontro tra culture diverse\, dimostrando come un gemellaggio possa trasformarsi\, nel tempo\, in una tradizione condivisa. E\, in questo caso\, il brindisi parla fluentemente sia italiano sia tedesco. \n 
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LOCATION:Carrara Fiere\, Via Maestri del Marmo\, Carrara\, Italy
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SUMMARY:Beat Festival
DESCRIPTION:Dal 27 agosto al 4 settembre torna al Parco di Serravalle di Empoli il Beat Festival\, uno degli appuntamenti più attesi della fine dell’estate toscana. La manifestazione propone un cartellone che unisce concerti\, spettacoli e grandi eventi\, confermandosi un punto di riferimento per la musica dal vivo grazie a una programmazione che attraversa rock\, cantautorato\, rap\, pop e intrattenimento. Un festival che negli anni ha costruito la propria identità mescolando nomi internazionali e protagonisti della scena italiana\, senza dimenticare che settembre può iniziare con lo stesso entusiasmo con cui agosto saluta. \nIl programma si apre con Wolfmother e Folkstone (27 agosto)\, seguiti da Giorgio Poi e Tutti i Fenomeni (28 agosto). A settembre il calendario prosegue con Giorgio Panariello (1 settembre)\, K-Pop Is Coming (2 settembre)\, Edoardo Bennato (3 settembre) e Sayf (4 settembre). Con una proposta capace di parlare a pubblici diversi\, il Beat Festival 2026 conferma il Parco di Serravalle come uno dei principali palcoscenici dell’estate musicale toscana. \n 
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LOCATION:Parco di Serravalle\, Via Serravalle a S. Martino\, Empoli\, 50053\, Italia
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