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SUMMARY:Rothko a Firenze
DESCRIPTION:Palazzo Strozzi dedica una grande mostra a Mark Rothko\, figura centrale dell’arte americana del Novecento. Il percorso riunisce una selezione significativa di opere\, tra cui imponenti dipinti mai esposti prima in Italia\, provenienti da istituzioni internazionali come il Museum of Modern Art\, il Metropolitan Museum of Art\, la Tate Modern\, il Centre Pompidou e la National Gallery of Art\, oltre a prestigiose collezioni private. Un’occasione che consolida il ruolo di Firenze nel circuito delle grandi esposizioni internazionali dedicate all’arte moderna. \nCurata da Christopher Rothko ed Elena Geuna\, la mostra ripercorre l’evoluzione dell’artista dalle prime prove figurative\, ancora in dialogo con Espressionismo e Surrealismo\, alle celebri campiture cromatiche degli anni Cinquanta e Sessanta. L’itinerario mette in luce la tensione tra astrazione e spiritualità\, elemento distintivo della ricerca di Rothko\, e approfondisce il suo rapporto con la tradizione artistica italiana\, suggerendo connessioni meno scontate ma decisive nel suo percorso. Le grandi tele diventano così spazi immersivi\, dove colore e luce costruiscono ambienti di contemplazione più che semplici superfici pittoriche. \nIl progetto si estende inoltre alla città con due sezioni satellite: al Museo di San Marco\, dove le opere dialogano con gli affreschi di Beato Angelico\, e nel Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana\, progettato da Michelangelo. Un’estensione urbana che amplia la lettura dell’opera rothkiana\, inserendola in un confronto diretto con alcuni snodi fondamentali della storia dell’arte\, tra Rinascimento e contemporaneità. \n 
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LOCATION:Palazzo Strozzi\, Piazza Strozzi 1\, Firenze\, 50123\, Italia
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SUMMARY:GEORG BASELITZ- AVANTI!
DESCRIPTION:Ampia retrospettiva dedicata a Georg Baselitz\, realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista. Per la prima volta in Italia un progetto di questa portata pone al centro una dimensione essenziale e meno indagata della sua ricerca: l’incisione\, pratica che attraversa e struttura oltre sessant’anni di attività. Distribuita sui tre piani del museo\, la mostra riunisce circa 170 opere tra stampe\, dipinti e sculture\, restituendo la coerenza e la radicalità di un percorso che ha ridefinito il linguaggio figurativo nel secondo dopoguerra. \nNato nel 1938 come Hans-Georg Kern e cresciuto tra le macerie della Germania postbellica\, Baselitz ha fatto della frattura storica e culturale una matrice fondante del proprio lavoro. Celebre per il rovesciamento delle immagini – gesto insieme formale e concettuale – l’artista destabilizza la visione e mette in crisi ogni ordine precostituito\, rifiutando modelli accademici e armonie rassicuranti. L’arte\, nella sua prospettiva\, è processo e trasformazione\, atto sovversivo capace di rigenerare la tradizione attraverso la sua stessa negazione. \nL’esposizione evidenzia inoltre il rapporto con Firenze\, città determinante nella formazione dell’artista. Nel 1965 Baselitz soggiorna per sei mesi a Villa Romana\, entrando in contatto con la pittura anticlassica ed espressionista del Cinquecento\, in particolare con Rosso Fiorentino\, Domenico Beccafumi e Jacopo Pontormo. Tra il 1976 e il 1981 torna più volte in città\, fino alla personale del 1988 nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. Un legame che trova oggi una nuova sintesi in un progetto espositivo che invita a rileggere Baselitz alla luce della storia dell’arte e del suo dialogo continuo con la tradizione. \n 
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LOCATION:Museo Novecento\, Piazza Santa Maria Novella 10\, Firenze\, 50123\, Italia
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SUMMARY:L'Egitto Sognato. Giuseppe Parvis ebanista al Cairo
DESCRIPTION:Il Museo Stibbert spalanca le porte su un mondo sospeso tra Oriente e Occidente con la mostra L’Egitto sognato. Giuseppe Parvis ebanista al Cairo. Protagonista assoluto è Giuseppe Parvis\, l’ebanista che nel cuore del bazar del Muski trasformò il mobile in una scenografia dell’esotico\, fondendo motivi dell’arte islamica e dell’antico Egitto in arredi monumentali. Dalla collaborazione con l’egittologo Auguste Mariette agli apparati scenici per la prima dell’Aida di Giuseppe Verdi\, l’atelier di Parvis divenne il punto di riferimento per il gusto orientalista internazionale\, capace di tradurre il fascino dei faraoni in raffinati intarsi di legni pregiati. \nL’esposizione\, frutto delle ricerche confluite nel volume curato da Manfredo Lapi Gatteschi per ETS Pisa\, ricostruisce questo universo creativo attraverso disegni\, documenti e testimonianze inedite. Il percorso mette in luce il ruolo di Parvis come ponte culturale tra l’Europa e il Medio Oriente\, celebrando un linguaggio decorativo unico dove dischi solari alati e capitelli hathorici ridefiniscono l’estetica moderna. Un’occasione rara per riscoprire un genio del design ottocentesco che\, come suggerito nelle pagine di Informacittà\, ci invita a vibrare sul tempo nuovo e a non vivere in playback\, rintracciando la bellezza in un dialogo senza confini tra le sponde del Mediterraneo.
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LOCATION:Museo Stibbert\, via di Montughi\, 4\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Pittura a Napoli dopo Caravaggio Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito
DESCRIPTION:Un’occasione per rileggere uno dei capitoli più intensi della pittura italiana attraverso lo sguardo di un collezionista che ne ha fatto una vera e propria missione. La mostra al Fortino Pietro Leopoldo I di Forte dei Marmi presenta per la prima volta in Toscana la collezione di Giuseppe De Vito\, offrendo un percorso che attraversa il Seicento napoletano tra naturalismo e aperture barocche. Non una rassegna enciclopedica\, ma una selezione ragionata di opere che riflette le scelte\, il gusto e la ricerca di uno dei maggiori studiosi e collezionisti del settore. \nIl percorso espositivo segue l’evoluzione della pittura partenopea a partire dall’impatto della presenza di Caravaggio a Napoli\, passando per i protagonisti del naturalismo come Battistello Caracciolo e Jusepe de Ribera\, fino agli sviluppi più tardi con artisti come Mattia Preti e Luca Giordano. Accanto ai dipinti\, documenti e materiali d’archivio restituiscono anche il profilo di De Vito\, figura centrale non solo per la qualità della raccolta ma per il suo contributo agli studi sul periodo. Il dialogo con il territorio lucchese\, ricco di esperienze pittoriche affini\, aggiunge un ulteriore livello di lettura\, trasformando la visita in un confronto tra scuole e linguaggi che\, pur distinti\, condividono una comune tensione verso il reale. \n 
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LOCATION:Forte Pietro Leopoldo I\, Piazza Garibaldi\, Forte dei Marmi\, Italy
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SUMMARY:Francisci Redi patricii arretini: la (ri)scoperta del genio
DESCRIPTION:Arezzo celebra il genio di Francesco Redi con una mostra bibliografica senza precedenti in occasione del quadricentenario della sua nascita. L’esposizione Francisci Redi patricii arretini: la (ri)scoperta del genio\, curata da Elisa Boffa e ospitata presso la Galleria Comunale D’arte Contemporanea\, svela per la prima volta al pubblico tesori d’archivio come il Libro dei Ricordi\, diario intimo iniziato a soli vent’anni. Tra le 70 opere in mostra\, emergono frammenti di una vita enciclopedica: dalla segretissima ricetta del cioccolato al gelsomino amata da Cosimo III ai vocabolari della Crusca glossati a mano\, fino alla celebre confutazione della generazione spontanea che segnò la nascita della biologia moderna.\n\nL’iniziativa\, promossa dalla Fondazione Guido d’Arezzo con il Comune e la Biblioteca di Arezzo\, restituisce il ritratto di un uomo capace di dominare le “due culture”\, fondendo il rigore galileiano delle “sensate esperienze” con l’estro poetico del Bacco in Toscana. Archiatra dei Medici e accademico del Cimento\, Redi mantenne un legame indissolubile con la sua terra\, arricchendo le biblioteche cittadine e partecipando alla fondazione dell’Accademia dei Forzati. Visitabile dal 2 aprile al 7 giugno\, la mostra è un viaggio tra manoscritti rari e strumenti scientifici che ridefinisce l’identità di uno scienziato-cortigiano\, la cui eredità vibra ancora tra le mura aretine e nelle radici della modernità europea.
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LOCATION:Galleria comunale di Arte Moderna e Contemporanea\, piazza San Francesco\, 4\, Arezzo\, Italia
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SUMMARY:Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti
DESCRIPTION:Con la mostra Oltre cento opere su carta\, libri illustrati e sculture in ceramica \, la Fondazione CR Firenze apre uno scrigno prezioso proveniente dalla collezione di Giuliano Ercoli \, uno dei massimi studiosi della grafica tra Art Nouveau e Art Déco. Il percorso espositivo attraversa le atmosfere magnetiche degli anni Venti\, mettendo in dialogo la raffinatezza di Gio Ponti per Richard-Ginori con l’estro di Galileo Chini e le visioni di Thayaht. Dalle ceramiche ai vetri\, dai gioielli ricercati alle magnifiche sete amate da D’Annunzio\, ogni dettaglio racconta un gusto internazionale che ha saputo rinnovare la tradizione con uno sguardo rivolto alle avanguardie. \nÈ un viaggio immersivo tra accattivanti manifesti pubblicitari e costumi di scena che ricostruiscono l’identità moderna di una Firenze cosmopolita. Lasciatevi trasportare dal ritmo di queste creazioni\, dove il design diventa il battito di una società in corsa verso il futuro\, capace di unire ambizione e bellezza in un unico\, armonioso accordo. È il momento di riscoprire il proprio senso dell’estetica e partecipare a questo racconto corale che celebra la creatività senza tempo della nostra terra.
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LOCATION:Palazzo Medici Riccardi\, Via Cavour 1\, Firenze\, 50121\, Italia
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SUMMARY:Abissi – Arianna Fioratti Loreto
DESCRIPTION:Un’immersione lenta e quasi ipnotica in un universo dove il naturale si trasforma in visione. Con “Abissi”\, la Crumb Gallery presenta la personale di Arianna Fioratti Loreto\, un progetto che ruota attorno al disegno a china su carta e a un immaginario marino in continua metamorfosi. Pesci e creature acquatiche restano riconoscibili\, ma vengono progressivamente alterati attraverso un lavoro minuzioso su superfici e dettagli\, fino a perdere la loro immediatezza per approdare a una dimensione sospesa\, ambigua\, a tratti inquieta. \nIl processo creativo è parte integrante dell’opera: i fondi neri\, costruiti interamente a mano attraverso una stratificazione paziente di segni\, diventano spazio da cui emergono le figure in bianco\, quasi per sottrazione. Il tempo – dilatato\, necessario\, a volte di mesi – si deposita nel tratto e ne determina la profondità. In questo sistema visivo\, suggestioni scientifiche e richiami ai bestiari medievali si intrecciano\, dando forma a una classificazione immaginaria del vivente. Il risultato è un percorso coerente e stratificato\, in cui il disegno diventa strumento di esplorazione e\, allo stesso tempo\, di disorientamento. \n 
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LOCATION:Crumb Gallery\, via San Gallo\, 10\, Firenze\, Firenze
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SUMMARY:Danse Macabre
DESCRIPTION: Noto per le sue installazioni monumentali e immersive\, Op de Beeck trasforma la Tenuta Dello Scompiglio in un teatro enigmatico dove il confine tra realtà e finzione si dissolve in una contemplazione silenziosa. Il cuore dell’esposizione è una giostra a grandezza naturale\, spogliata dei suoi colori barocchi e rivestita di un grigio opaco che la rende simile a un fossile o a un residuo coperto di cenere. Non è una semplice imitazione\, ma un’interpretazione scultorea che trasforma un oggetto di svago in un potente memento mori. Tra scheletri che sembrano divertirsi\, resti di feste abbandonate e aeroplanini che evocano bombardieri\, la giostra diventa metafora della condizione umana\, un movimento circolare e assurdo che ci ricorda la transitorietà della vita. Il viaggio prosegue con il film d’animazione Vanishing Point\, dove gli acquerelli dell’artista prendono vita accompagnati da un paesaggio sonoro evocativo. È un invito a raggiungere quel “punto di fuga” metaforico dove la logica razionale svanisce\, lasciando spazio a uno stato di atemporalità e perdita del sé. In questo scenario post-catastrofico eppure meraviglioso\, l’invito è a lasciarsi andare all’abbandono\, ritrovando il proprio ritmo nell’incanto dell’ignoto.
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LOCATION:Dello Scompiglio\, Via di Vorno\, 67\, Vorno\, Italia
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SUMMARY:Superflex. There Are Other Fish In The Sea
DESCRIPTION:Il respiro del mare entra nel cuore di pietra della città\, portando con sé una riflessione profonda sulle correnti che muovono il nostro tempo. La Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Hillary Merkus Recordati presentano There Are Other Fish In The Sea\, una nuova installazione site-specific firmata dai SUPERFLEX. Il collettivo danese\, composto da Jakob Fenger\, Rasmus Rosengren Nielsen e Bjørnstjerne Christiansen\, trasforma il cortile in uno spazio di pensiero dove l’arte incontra le dinamiche sociali e ambientali. Noti per progetti che spaziano dai parchi urbani come il pluripremiato Superkilen a interventi nella zona demilitarizzata tra le due Coree\, i SUPERFLEX ci invitano a guardare oltre l’orizzonte umano\, coinvolgendo comunità e persino altre specie per immaginare una nuova convivenza interspecies. \nIn questa architettura di sguardi\, l’idea migliore potrebbe arrivare proprio da un pesce\, suggerendo un modello di urbanistica che includa prospettive animali e vegetali. L’opera\, prodotta in collaborazione con il Kunsthal Spritten di Aalborg\, conferma il ruolo di Firenze come laboratorio di visioni internazionali\, capace di far dialogare la tradizione rinascimentale con la provocazione contemporanea. Non restate aggrappati ai vecchi spartiti del pensiero comune; lasciate che questa ondata di creatività riscriva il vostro ritmo. È tempo di immergersi in una nuova consapevolezza\, dove il battito del mondo si fa unico e condiviso.
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LOCATION:Palazzo Strozzi\, Piazza Strozzi 1\, Firenze\, 50123\, Italia
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SUMMARY:Arne Quinze. I’m a Gardener
DESCRIPTION:Con la mostra I’m a Gardener\, lo spazio espositivo di OCA ospita la prima grande personale italiana di Quinze\, artista internazionale che ha trasformato la sua radice nella Graffiti Art degli anni Ottanta in una profonda indagine sulla biodiversità. Al centro della sua ricerca c’è il rapporto vitale tra l’uomo e l’ambiente\, esplorato attraverso tele vibranti e l’installazione Ceramorphia\, dove pittura e materia diventano manifestazioni di un unico nucleo creativo: la forza generativa della vita. \nLe superfici dei suoi lavori non si limitano a descrivere un paesaggio\, ma ne restituiscono l’energia pura attraverso stratificazioni dinamiche e tensioni cromatiche che raccontano di metamorfosi e rinascite. Ogni pennellata affonda le radici nell’osservazione trentennale del giardino che circonda il suo atelier in Belgio\, un laboratorio vivente dove la natura detta le sue leggi autonome. È un invito a ritrovare l’equilibrio e la varietà negli spazi che abitiamo\, trasformando la nostra percezione in un atto di cura. Lasciatevi trasportare da questa esplosione di colore e sentite il vostro ritmo sintonizzarsi con quello della terra: è il momento di tornare a essere\, noi stessi\, giardinieri del futuro.
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LOCATION:OCA Oasy Contemporary Art\, Via Privata San Vito 1\, Località Piteglio\, 51028\, Italia
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SUMMARY:Piero Macola. Paesaggi di vita
DESCRIPTION:Un percorso che attraversa il fumetto contemporaneo come spazio di confine tra narrazione e realtà. La mostra dedicata a Piero Macola\, a cura di Giorgio Bacci\, restituisce il profilo di un autore capace di muoversi tra grafica\, illustrazione e racconto visivo con una coerenza rara. Formatosi a Bruxelles e attivo tra Francia e Italia\, Macola ha costruito negli anni un linguaggio riconoscibile\, in cui documentazione e immaginazione convivono senza gerarchie\, dando forma a storie che interrogano memoria\, identità e marginalità. \nL’esposizione ripercorre alcune delle sue opere più significative attraverso tavole originali\, bozzetti e materiali preparatori\, offrendo uno sguardo sul processo creativo oltre che sul risultato finale. Dai temi postcoloniali di Le Tirailleur alle atmosfere sospese de Gli indesiderati\, fino alla Venezia distopica di Lagune\, il percorso si arricchisce con l’anteprima di La Vallée heureuse\, presentata mentre è ancora in fase di lavorazione. Una scelta che apre il dietro le quinte del fumetto\, mostrando come il segno si costruisce nel tempo\, tra tentativi\, revisioni e intuizioni. \n 
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LOCATION:Palazzo Blu\, lungarno Gambacorti\, 9\, Pisa\, Pisa\, Italia
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SUMMARY:I Visionari
DESCRIPTION:Un borgo che si trasforma in spazio espositivo diffuso\, dove l’arte contemporanea esce dalle sedi tradizionali e si inserisce nel tessuto urbano. A Barga\, le sculture di Emanuele Giannelli costruiscono un percorso monumentale all’aperto\, accessibile liberamente\, in cui i suoi celebri “giganti” – figure sospese tra umano e tecnologico – dialogano con il paesaggio storico e naturale. Il progetto coinvolge non solo il centro storico\, ma anche la valle circostante\, creando una mappa articolata che invita a muoversi tra piazze\, vicoli e luoghi quotidiani. \nAccanto all’installazione urbana\, il cuore della mostra trova spazio alla Galleria Oxo\, dove una selezione di opere approfondisce la ricerca dell’artista\, sospesa tra figurazione e tensione concettuale. Le sculture\, definite “I Visionari”\, riflettono su progresso\, tecnologia e futuro\, senza offrire risposte univoche ma piuttosto aprendo interrogativi. La presenza delle opere anche in ristoranti\, hotel e spazi non convenzionali rafforza l’idea di una cultura accessibile e diffusa\, capace di integrarsi nella vita del borgo. Un progetto che mette in relazione tradizione e contemporaneità\, trasformando Barga in un luogo di attraversamento\, più che di semplice osservazione. \n 
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DESCRIPTION:Dal 4 al 28 maggio\, Infanzia e città trasforma Pistoia in un laboratorio diffuso dedicato alle nuove generazioni\, dove gioco\, educazione e relazione diventano strumenti concreti per immaginare il futuro. Promossa dal Comune di Pistoia e dalla Fondazione Teatri di Pistoia\, la manifestazione giunge alla dodicesima edizione e si conferma come un appuntamento capace di coniugare dimensione pedagogica e proposta culturale\, con un linguaggio accessibile ma mai semplificato. Il tema di quest’anno\, “meravigliosi incontri”\, suggerisce una direzione precisa: mettere al centro il valore delle relazioni\, tra bambini e adulti\, tra spazi urbani e comunità\, tra immaginazione e quotidianità. \nIl programma\, articolato in oltre tre settimane e distribuito in numerosi luoghi della città\, alterna performance\, laboratori e momenti di riflessione\, costruendo un percorso che si muove tra esperienze partecipative e occasioni più raccolte. Tra gli appuntamenti principali\, “L’invasione dei cortesi” (8 maggio) al Giardino Volante propone un’azione performativa sulla gentilezza\, mentre “Il viaggio misterioso di Jole in città” (13 e 20 maggio) accompagna i più piccoli in un itinerario tra installazione artistica e narrazione. Centrale anche “La città infinita” (15–17 maggio)\, progetto partecipativo che invita bambini e adulti a ripensare insieme lo spazio urbano\, e “Pistoia Dancing City – The Nelken Line” (15 maggio)\, incursione coreografica ispirata al teatro-danza di Pina Bausch che porta il movimento nelle strade del centro. \nAccanto a questi\, una costellazione di attività più quotidiane – letture\, giochi\, incontri nei caffè e nelle biblioteche – costruisce una trama diffusa che coinvolge famiglie\, scuole e operatori culturali. La chiusura con “Sempre e comunque… diritto al gioco!” (28 maggio) restituisce la dimensione più riflessiva del festival\, ricordando come il gioco sia non solo un’attività\, ma un diritto fondamentale\, soprattutto nei contesti di fragilità. Il risultato è un progetto che evita ogni retorica sull’infanzia e sceglie invece di lavorare\, con costanza e una certa ostinazione\, sulla qualità delle relazioni: dettaglio che\, in fondo\, fa tutta la differenza. \n 
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SUMMARY:Firenze ’50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi
DESCRIPTION:Uno sguardo su Firenze che evita la cartolina e sceglie invece la profondità del tempo. La mostra curata da Giovanna Uzzani\, promossa dalla Fondazione CR Firenze insieme all’Archivio Foto Locchi\, costruisce un racconto visivo attraverso 150 scatti che attraversano trent’anni cruciali della storia cittadina. Fondata nel 1924 da Tullio Locchi\, l’agenzia fotografica diventa qui il filtro privilegiato per osservare non solo gli eventi\, ma anche le trasformazioni sociali e culturali che hanno ridisegnato il volto della città. Il percorso si sviluppa lungo tre decenni distinti e complementari: gli anni Cinquanta\, segnati da un clima di ottimismo e da una Firenze sempre più internazionale; gli anni Sessanta\, attraversati dal trauma dell’alluvione del 1966 e dalle prime tensioni sociali; e infine gli anni Settanta\, in cui emerge una città più complessa e stratificata. Ne risulta un racconto che restituisce l’identità mutevole di Firenze\, osservata nei suoi momenti pubblici e nelle pieghe più quotidiane\, dove la storia si intreccia con la vita di chi la attraversa. \n 
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LOCATION:Villa Bardini\, Costa San Giorgio\, 2\, Firenze\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Ulrich Egger. La solitudine dell'architettura
DESCRIPTION:Una riflessione visiva sulla fragilità del costruito e sul tempo che lo attraversa. Con “Ulrich Egger. La solitudine dell’architettura”\, la galleria Il Ponte dedica una monografica all’artista\, presentando una selezione di fotosculture realizzate dai primi anni Duemila a oggi. Il percorso espositivo si sviluppa su due livelli\, costruendo un ambiente immersivo in cui architetture abbandonate\, paesaggi industriali e interni svuotati diventano tracce di una memoria urbana sospesa\, mai del tutto scomparsa. \nLe opere\, realizzate attraverso un dialogo tra fotografia e materiali come ferro\, acciaio\, vetro e legno\, si configurano come strutture ibride che mettono in crisi la percezione dello spettatore. Serie come Impatto urbano\, Belvedere\, Convivenza o Sotterraneo propongono scenari stratificati\, in cui l’immagine bidimensionale si intreccia con elementi tridimensionali\, invitando a una lettura attiva. L’assenza della figura umana amplifica una sensazione di spaesamento\, mentre la materia stessa diventa linguaggio\, suggerendo una riflessione sulla caducità e sulle narrazioni non lineari del presente. \nAccanto alla mostra\, il progetto si estende alla partecipazione di Egger alla residenza artistica “Scisti e Vinisti”\, con una restituzione pubblica e un talk dedicato al rapporto tra arte e contraddizioni contemporanee. Un lavoro che si colloca in una ricerca coerente\, dove l’osservazione dello spazio urbano diventa occasione per interrogare\, senza semplificazioni\, il modo in cui lo si abita e lo si interpreta. \n 
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LOCATION:Galleria Il Ponte\, via di Mezzo\, 42b\, Firenze\, 50100\, Italia
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SUMMARY:Inferno
DESCRIPTION:Alla Cattedrale dell’Immagine arriva INFERNO\, esperienza immersiva che rilegge la prima cantica della Divina Commedia attraverso arte digitale\, installazioni interattive e ambientazioni spettacolari. Il viaggio accompagna il pubblico lungo i cerchi infernali seguendo Dante e Virgilio tra proiezioni monumentali\, effetti visivi e scenari multisensoriali che trasformano il poema in un percorso fisico e immersivo. Letteratura medievale e tecnologie contemporanee si incontrano così in uno spazio che sembra fatto apposta per ricordare che\, dopotutto\, l’Inferno continua a essere uno dei luoghi più visitati della cultura occidentale — almeno immaginariamente. \nAllestita a pochi passi da Ponte Vecchio\, la mostra sfrutta l’atmosfera della storica Cattedrale dell’Immagine per costruire un itinerario tra visioni\, suoni e narrazione digitale. Tra gli ambienti più suggestivi spiccano la Selva Oscura\, la Mirror Room e l’esperienza VR ospitata per la prima volta negli spazi del Coro\, mentre la Cripta approfondisce l’evoluzione iconografica dell’Inferno di Dante nei secoli\, dimostrando quanto il poeta fiorentino continui a generare immaginari ben oltre i libri di scuola. \nINFERNO è una coproduzione di Crossmedia Group e Outdoor Factory\, con la curatela artistica di Sinan Turaman e quella scientifica di Luca Azzetta\, professore associato del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze. Un progetto che punta a coniugare rigore filologico e spettacolarità visiva senza trasformare Dante in un semplice effetto speciale — impresa non così scontata\, nell’epoca delle esperienze immersive a ogni costo. \n 
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LOCATION:Cattedrale dell’immagine\, Piazza di Santo Stefano 5\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento
DESCRIPTION:Un racconto corale che restituisce a Pisa un ruolo attivo e spesso sottovalutato nella storia dell’arte tra XIX e XX secolo. Con “I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento”\, Palazzo Blu prosegue il suo percorso di approfondimento dedicato alla cultura figurativa di questo periodo\, costruendo una mostra che mette in relazione artisti\, linguaggi e influenze in un contesto dinamico e tutt’altro che periferico. \nAl centro del percorso espositivo si trovano Francesco e Luigi Gioli\, figure chiave ma inserite in una rete più ampia che include protagonisti come Adolfo Tommasi\, Spartaco Carlini\, Plinio Nomellini e Vittorio Matteo Corcos. Il dialogo con l’esperienza dei Macchiaioli resta evidente\, ma viene rielaborato in una direzione più aperta\, tra naturalismo e nuove sensibilità del paesaggio. Le sei sezioni della mostra accompagnano il visitatore attraverso dipinti e disegni – questi ultimi presentati come linguaggio autonomo – offrendo anche materiali inediti provenienti dall’archivio della famiglia Gioli. Ne emerge una visione articolata\, in cui tradizione e rinnovamento convivono\, restituendo la complessità di una stagione artistica che continua a dialogare con il presente. \n 
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LOCATION:Palazzo Blu\, lungarno Gambacorti\, 9\, Pisa\, Pisa\, Italia
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SUMMARY:Jean-Marie Appriou CANTO INFINITO
DESCRIPTION:Con “CANTO INFINITO”\, il Project Space di Palazzo Strozzi accoglie il lavoro dello scultore francese Jean-Marie Appriou\, artista che negli ultimi anni ha costruito un immaginario personale sospeso tra mito\, materia e trasformazione. Le sue opere\, realizzate attraverso un uso sperimentale di materiali come alluminio\, bronzo\, vetro\, argilla e cera\, danno forma a creature ibride che sembrano emergere da un territorio indefinito\, dove umano\, animale e vegetale convivono senza troppa voglia di rispettare categorie rassicuranti. \nCavalli\, serpenti\, figure marine ed esseri mutanti popolano infatti un universo scultoreo che intreccia mitologie arcaiche\, suggestioni fantascientifiche e cultura contemporanea. Le forme di Appriou appaiono in costante metamorfosi\, sospese tra luce e oscurità\, acqua e terra\, stabilità e dissolvimento. Anche quando assumono dimensioni monumentali\, le sue sculture mantengono una relazione quasi intima con lo spazio e con chi le osserva\, generando una presenza insieme magnetica e leggermente inquieta\, come certi sogni che al risveglio continuano ostinatamente a restare addosso. \nIl titolo della mostra richiama l’idea di un flusso continuo\, senza origine né conclusione\, in cui tempo e immaginazione si trasformano incessantemente. Le opere sono concepite come tappe di un percorso che dialoga simbolicamente con la Divina Commedia\, evocata non come semplice riferimento letterario ma come struttura culturale e visionaria. Nel lavoro di Appriou convivono inoltre echi mitologici e suggestioni narrative che non illustrano storie precise\, ma aprono spazi di passaggio\, transizione e ambiguità\, lasciando alla materia il compito di parlare prima ancora delle parole. \n 
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LOCATION:Project Space di Palazzo Strozzi\, piazza Strozzi 1\, Firenze\, Italy
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SUMMARY:TE LO GIURO SUL TUO EX
DESCRIPTION:Una dichiarazione d’intenti piuttosto chiara: la verità sarà anche sopravvalutata\, ma le bugie – se ben dosate – funzionano decisamente meglio nella vita quotidiana. “Te lo giuro sul tuo ex”\, nuovo spettacolo di Jonathan Canini presentato in anteprima a posti limitati\, costruisce il suo impianto comico proprio su quell’universo parallelo fatto di piccole e grandi menzogne che tengono in piedi relazioni\, inviti scomodi e pranzi potenzialmente rischiosi. Il tono è leggero\, ma il meccanismo è riconoscibilissimo. \nAttraverso esempi concreti e situazioni al limite del paradosso\, lo spettacolo esplora le diverse categorie di bugie: quelle “buone”\, necessarie alla convivenza civile\, e quelle “meno buone”\, ma spesso inevitabili per la sopravvivenza sociale. Canini gioca con dinamiche familiari\, convenzioni e alibi improvvisati\, costruendo un racconto che alterna ritmo e osservazione. Ne emerge una comicità diretta e quotidiana\, dove il pubblico si ritrova facilmente – anche quando preferirebbe non farlo – in quella sottile arte del mentire che\, tra una scusa e l’altra\, finisce per salvare più di una situazione. \n 
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LOCATION:Il Garibaldi / Milleventi\, Via Giuseppe Garibaldi\, 69\, Prato\, 59100
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SUMMARY:E se domani...
DESCRIPTION:E se domani… è costruito come un viaggio immaginario nel futuro che diventa pretesto per osservare il presente con lo sguardo ironico e disincantato di Giorgio Panariello. Lo spettacolo si apre con un espediente narrativo che lo vede tornare ai giorni nostri dopo un’esperienza oltre il tempo\, dando avvio a un racconto che mescola realtà e finzione\, quotidianità e visioni possibili. Il futuro evocato non è tanto uno scenario fantascientifico quanto uno specchio deformante dell’oggi\, in cui abitudini\, paure e contraddizioni emergono con chiarezza. \nLa scena si anima attraverso una successione di personaggi\, aneddoti e momenti musicali\, arricchiti da inserti tecnologici che accompagnano la narrazione senza sovrastarla. Il ritmo resta quello tipico del teatro comico\, ma con una struttura che alterna leggerezza e osservazione\, mantenendo al centro i temi più attuali. Ne deriva un monologo articolato\, in cui l’ironia diventa strumento per leggere il cambiamento e restituire una visione personale\, sospesa tra immaginazione e realtà. \n 
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LOCATION:Teatro Verdi Firenze\, via Ghibellina 99\, Firenze\, 50122\, Italia
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SUMMARY:Walking thérapie
DESCRIPTION:Walking thérapie trasforma le strade della città in un palcoscenico a cielo aperto per una camminata terapeutica di gruppo tanto spassosa quanto liberatoria. Guidati dall’inventiva di Gregory Eve e Luca Avagliano\, i partecipanti vengono isolati dal caos urbano attraverso cuffie wireless\, immergendosi in una dimensione parallela dove ogni passante o angolo di strada diventa oggetto di un’improvvisazione esilarante. Nato nel 2015 per il Festival Off d’Avignone dalla creatività di Nicolas Buysse\, Fabrice Murgia e Fabio Zenoni\, il format ha celebrato in Toscana la nascita della tramvia tra Scandicci e Rifredi\, prima di conquistare il centro storico di Firenze con la sua carica di ironia e surrealtà. \nL’esperienza invita gli “spettatori-pazienti” a sfidare le proprie paure urbane attraverso il gioco e la manipolazione sonora\, trasformando l’ordinario in un evento memorabile. Per partecipare a questa catarsi collettiva itinerante\, è necessario presentarsi al punto di ritrovo tra le 20.30 e le 20.50 muniti di documento di identità per il ritiro dei dispositivi e degli sgabelli. Si consigliano scarpe comode e bagagli leggeri per godere appieno di questo viaggio psicologico e fisico che promette di curare lo stress cittadino con la migliore delle medicine: l’intelligenza del sorriso.
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LOCATION:Firenze
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DESCRIPTION:Storia di un equilibrista gioca fin dal titolo con una certa autoironia: quella di chi sa bene di aver attraversato mode\, palcoscenici e stagioni diverse restando\, in qualche modo\, sempre in bilico. Il concerto diventa così un racconto a tappe\, in cui Pupo si muove tra episodi di carriera e frammenti di vita\, alternando leggerezza e qualche inevitabile scivolata nella memoria\, senza prendersi mai troppo sul serio. Una conversazione aperta\, a tratti confidenziale\, in cui aneddoti\, ricordi e piccoli retroscena costruiscono un ritratto che evita la celebrazione e preferisce una narrazione più disinvolta. Ne emerge uno spettacolo che procede con naturalezza\, tra battute\, deviazioni e ritorni\, mantenendo un equilibrio – dichiaratamente precario – tra racconto personale e intrattenimento. In fondo\, più che una storia lineare\, è un continuo aggiustamento di rotta\, con una certa familiarità con l’idea di stare\, appunto\, sempre un passo sopra il filo. \n 
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LOCATION:Teatro Verdi Firenze\, via Ghibellina 99\, Firenze\, 50122\, Italia
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SUMMARY:Toscanello d'oro
DESCRIPTION:Dal 28 maggio al 2 giugno 2026 torna a Pontassieve il Toscanello d’Oro\, storica manifestazione dedicata a vino\, territorio e cultura che raggiunge quest’anno la sua 57ª edizione. Per sei giorni il centro storico si trasforma in un grande percorso tra degustazioni\, incontri\, musica e appuntamenti dedicati alle eccellenze locali\, confermando un rito collettivo che da oltre mezzo secolo accompagna l’inizio dell’estate in Valdisieve. Il vino resta naturalmente il protagonista assoluto\, perché da queste parti sarebbe difficile immaginare il contrario\, grazie alla collaborazione con il Consorzio Chianti Rufina e a un programma pensato sia per appassionati sia per semplici curiosi in cerca di un buon calice e di qualche scoperta gastronomica. \nCuore della manifestazione saranno “La Via del Vino” in via Tanzini e la “Cittadella del Vino” in piazza Vittorio Emanuele II\, con degustazioni\, incontri con i produttori\, approfondimenti sulle realtà vitivinicole del territorio e possibilità di acquisto diretto. Accanto all’enogastronomia\, il Toscanello d’Oro conferma anche la sua anima spettacolare con un calendario di eventi gratuiti in piazza Cairoli e piazza Vittorio Emanuele II: Luca Ward (29 maggio 2026) porterà sul palco lo spettacolo Oggi voglio essere me stesso\, Giusy Ferreri (30 maggio 2026) arriverà con il concerto Live 2026\, mentre Patty Pravo (1 giugno 2026) celebrerà i suoi sessant’anni di carriera in dialogo con il cantautore Giovanni Caccamo. Un programma che alterna vino\, musica e intrattenimento con la naturalezza di chi sa che\, dopo il secondo bicchiere\, anche il dibattito sul terroir può improvvisamente diventare appassionante. \nPer tutta la durata della manifestazione sarà inoltre attivo un servizio gratuito di bus navetta ogni 20 minuti tra le aree parcheggio di via Aretina\, Stadio e il centro storico\, facilitando gli spostamenti durante i giorni della festa. Aggiornamenti e programma completo sono disponibili attraverso le pagine social della Proloco Pontassieve e del Toscanello d’Oro. \n 
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LOCATION:Pontassieve\, centro storico\, Pontassieve\, Italia
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SUMMARY:Essere Cappiello
DESCRIPTION:Dal 28 maggio al 30 giugno 2026 Firenze ospita “Essere Cappiello”\, mostra dedicata ai settant’anni di Accademia Cappiello\, storica istituzione della formazione visiva fondata nel 1956 da Gastone Canessa. Un anniversario che diventa occasione per ripercorrere una lunga esperienza didattica nei campi della grafica\, dell’illustrazione\, della moda\, del design e della comunicazione visiva\, settori attraversati dall’Accademia mantenendo sempre un forte legame con Firenze e con la cultura del progetto. In tempi in cui tutto cambia alla velocità di un refresh\, il concetto di identità duratura suona quasi rivoluzionario. \nAttraverso materiali d’archivio\, immagini\, testimonianze e memorie\, la mostra ricostruisce il metodo Cappiello e il rapporto costruito nel tempo con generazioni di studenti e professionisti creativi. “Essere Cappiello” racconta infatti un percorso che ha saputo dialogare con i linguaggi contemporanei senza perdere il contatto con la tradizione visiva italiana\, qualità sempre più rara in un panorama dove spesso il termine “creativo” viene usato con la stessa disinvoltura di una password Wi-Fi. \nL’opening su invito è previsto per mercoledì 27 maggio 2026 alle ore 18\, mentre l’esposizione sarà visitabile dal lunedì al venerdì\, dalle 14 alle 18. In occasione del settantesimo anniversario\, l’Accademia partecipa inoltre al Premio Internazionale Leonetto Cappiello – L’Idea\, confermando il legame con una figura fondamentale della comunicazione pubblicitaria e dell’immaginario grafico del Novecento. \n 
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LOCATION:Accademia Cappiello\, Viale Michelangiolo\, 19\, Firenze\, Italy
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SUMMARY:Philippe Jordan / Jan Lisiecki
DESCRIPTION:Un programma che attraversa tre diverse visioni del sinfonismo ottocentesco\, costruendo un percorso che unisce tensione drammatica\, dialogo concertante e ampiezza architettonica. Sul podio Philippe Jordan guida l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino\, con Jan Lisiecki al pianoforte\, in un concerto che mette in relazione Beethoven e Bruckner in un equilibrio tra energia e contemplazione. \nL’apertura con “Leonore” op. 72b di Ludwig van Beethoven introduce subito un clima teatrale e intenso\, anticipando i temi di libertà e conflitto che attraversano la sua produzione. Il Concerto n. 3 op. 37 prosegue su questa linea\, con una scrittura in cui il pianoforte dialoga con l’orchestra in modo serrato\, alternando momenti di forza a passaggi più lirici e introspettivi. \nLa seconda parte è dedicata alla Sinfonia n. 4 “Romantica” di Anton Bruckner\, grande affresco orchestrale che espande il discorso musicale in una dimensione ampia e contemplativa. Tra paesaggi sonori e slanci epici\, la sinfonia costruisce un percorso che unisce tensione e respiro\, chiudendo il programma con una visione profondamente evocativa del romanticismo. \n 
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LOCATION:Teatro del Maggio Musicale Fiorentino\, piazzale Vittorio Gui\, 1\, Firenze
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SUMMARY:CAVEMAN – L’uomo delle caverne
DESCRIPTION:Otto stagioni sold out e un titolo che dice già tutto: Caveman. In scena Maurizio Colombi\, insieme alla sua band\, prende di mira il rapporto uomo-donna come se fosse una questione irrisolta dai tempi della preistoria – e\, a giudicare dai risultati\, non è che nel frattempo siano stati fatti grandi passi avanti. Tra uomini rimasti\, almeno nello spirito\, cacciatori distratti e donne decisamente più evolute (o semplicemente più organizzate)\, lo spettacolo si diverte a mettere ordine nel caos… riuscendoci solo fino a un certo punto. \n  \n 
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LOCATION:Teatro Puccini\, Via delle Cascine 41\, Firenze\, Italia
CATEGORIES:Teatro
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SUMMARY:I luoghi del tempo
DESCRIPTION:Festival di Maremma è una rete culturale che mette insieme festival e rassegne con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico\, paesaggistico e storico della provincia di Grosseto. Un territorio spesso raccontato soltanto attraverso il turismo balneare o naturalistico e che invece custodisce borghi\, aree archeologiche\, miniere\, parchi e paesaggi capaci di trasformarsi in scenografie perfette per spettacoli\, concerti\, cinema e incontri letterari. Il progetto nasce proprio da questa idea: portare la cultura contemporanea nei luoghi meno prevedibili della Maremma\, creando occasioni di scoperta e nuove modalità di vivere il territorio. E in effetti assistere a una proiezione o a un concerto in mezzo alle colline maremmane riesce ancora a battere parecchi multisala climatizzati. \nAttraverso la presenza di attori\, musicisti\, scrittori\, registi e giornalisti\, Festival di Maremma costruisce un calendario diffuso che unisce intrattenimento e approfondimento\, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla promozione di un turismo di qualità nei periodi di media stagione. L’idea è quella di favorire una fruizione più lenta e consapevole del territorio\, coinvolgendo anche nuovi pubblici e valorizzando al tempo stesso le produzioni tipiche locali\, considerate parte integrante dell’identità culturale maremmana. \nAttualmente fanno parte della rete i festival “I Luoghi del Tempo”\, “Maremma Archeofilm Festival” e “Festa del Cinema di Mare”\, manifestazioni che spaziano dal cinema archeologico agli incontri con autori\, fino agli eventi dedicati al rapporto tra paesaggio\, memoria e spettacolo dal vivo. Il progetto coinvolge numerosi partner istituzionali e culturali\, tra cui Regione Toscana\, Fondazione Sistema Toscana\, Parco Nazionale delle Colline Metallifere\, Festival dei Popoli\, Clorofilla Film Festival e diversi comuni del territorio grossetano\, da Grosseto a Castiglione della Pescaia\, da Orbetello a Scarlino. Festival di Maremma è realizzato con il contributo della Fondazione CR Firenze. \n 
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SUMMARY:Festa Medioevale di Malmantile
DESCRIPTION:Tra le antiche mura di Malmantile per due per due fine settimana ritorna una tra le più suggestive feste medievali della Toscana dove la storia prende vita tra cavalieri e antichi sapori.\nDame\, cavalieri\, musici\, saltimbanchi\, arcieri\, artigiani\, cantastorie\, falconieri animeranno il piccolo borgo\, dove non mancheranno spazi dedicati ai più piccoli e osterie lungo il percorso. L’ingresso prevede un’offerta minima il cui ricavato viene devoluto alla Confraternita di Misericordia di Malmantile per finanziare le attività di volontariato e assistenza sul territorio. (Ivan Puliti)
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LOCATION:Malmantile\, Malmantile\, Italia
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SUMMARY:Mostra del Chianti
DESCRIPTION:La Mostra del Chianti di Montespertoli torna a mettere il vino esattamente dove deve stare: al centro. Un’affermazione semplice\, quasi ovvia\, ma che qui diventa esperienza concreta\, costruita attorno a un equilibrio riuscito tra degustazione\, racconto e convivialità. Nel cuore del borgo\, tra Piazza “Vecchia” e Piazza “Nova”\, la manifestazione disegna un percorso che invita a scoprire il Chianti non solo nel bicchiere\, ma anche nelle storie di chi lo produce. \nIn Piazza “Vecchia”\, ogni sera al tramonto\, il vino si degusta e si approfondisce\, tra sfumature\, profumi e dettagli che raccontano un territorio complesso e stratificato. Poco più in là\, in Piazza “Nova”\, il ritmo cambia: si passa da un produttore all’altro\, raccogliendo racconti fatti di passione\, difficoltà e tenacia\, in un dialogo diretto che restituisce al vino la sua dimensione più umana. Nel mezzo\, quasi inevitabile\, il convivium: un intreccio di bottiglie\, bicchieri e persone che trasforma la piazza in uno spazio condiviso\, dove il tempo sembra rallentare quel tanto che basta per godersi davvero l’esperienza. \n 
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LOCATION:Montespertoli\, centro storico\, Montespertoli\, Italia
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SUMMARY:Verita Monselles. CARNALE
DESCRIPTION:Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci dedica a Verita Monselles la mostra CARNALE\, prima esposizione in un centro d’arte contemporanea italiano interamente dedicata all’artista nata a Buenos Aires nel 1929 e scomparsa a Firenze nel 2004. Un percorso che attraversa fotografia\, moda\, performance e rappresentazione del corpo femminile\, mettendo al centro una ricerca capace di anticipare molte riflessioni sullo sguardo femminile e femminista. Non male per un linguaggio\, quello della fotografia di moda\, spesso accusato di fare esattamente il contrario. \nL’opera di Monselles usa il ritratto e il nudo come strumenti di riappropriazione della soggettività femminile\, smontando con ironia sottile simboli religiosi\, cliché pubblicitari e immagini stereotipate della donna-oggetto. Il suo lavoro attraversa registri molto diversi: teatrale e barocco negli anni vicini all’esperienza napoletana\, pop e seducente quando dialoga con la cultura visiva contemporanea\, elegante e patinato nei progetti editoriali legati alla moda. In ogni caso il corpo femminile resta protagonista assoluto\, politico ma anche desiderante\, mai passivo\, finalmente autore del proprio desiderio. Un dettaglio che oggi può sembrare naturale\, ma che all’epoca aveva il peso di una piccola rivoluzione. \nAccanto alla produzione fotografica emergono anche le collaborazioni con il mondo della performance e del teatro sperimentale. Monselles documenta il lavoro di artiste e colleghi\, costruendo una rete di relazioni e sorellanza che coinvolge figure come Tomaso Binga e Marion D’Amburgo\, modelle della serie Ecce Homo. Parallelamente lavora con la compagnia teatrale fiorentina Il Carrozzone\, poi Magazzini Criminali\, sviluppando una cifra visiva in cui teatralità\, sensualità e critica culturale convivono senza mai perdere leggerezza. Anche quando parla di patriarcato\, Monselles evita la predica: preferisce il cortocircuito visivo. Ed è probabilmente per questo che le sue immagini continuano a sembrare così contemporanee. \n 
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LOCATION:Centro Pecci\, viale della Repubblica 277\, Prato\, Italia
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