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SUMMARY:Dinosauri
DESCRIPTION:Oltre venti dinosauri a grandezza naturale per provare il brivido di trovarsi di fronte ai più grandi giganti che abbiano mai camminato sulla Terra e che dominarono il pianeta per 150 milioni di anni\, dal Triassico fino al Cretaceo Superiore. Il museo espone alcuni dei più iconici teropodi del Mesozoico\, come: lo Spinosauro\, un carnivoro semi-acquatico vissuto in Africa che si nutriva prevalentemente di pesce; l’Oviraptor\, dinosauro di medie dimensioni conosciuto per la sua dieta a base di uova; il Terizinosauro\, un erbivoro piumato gigantesco\, con lunghi artigli per difendersi dai predatori; e\, ovviamente\, sua maestà il Tirannosauro\, il predatore terrestre più letale mai esistito sul pianeta. Si tratta di un occasione imperdibile per i piccoli e i grandi appassionati di paleontologia. (Ivan Puliti)
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LOCATION:Museo di Storia Naturale di Pisa\, via Roma\, 79\, Calci (PI)\, Italia
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SUMMARY:Arte moderna  e contemporanea
DESCRIPTION:Arte moderna e contemporanea. Antologia scelta è il risultato del lavoro annuale di Tornabuoni Art: una selezione ragionata di opere che copre un arco temporale dai primi del Novecento a oggi. La mostra si propone come momento di riflessione critica e metodologica\, non solo per collezionisti\, ma per chiunque voglia leggere l’arte come strumento di comprensione del presente. \nIl percorso espositivo e il lavoro editoriale che lo accompagna nascono da scelte\, scoperte e anche qualche imprevisto\, con l’obiettivo di dare spazio a opere capaci di raccontare il secolo scorso e quello in corso non tanto attraverso l’estetica\, quanto attraverso il peso simbolico e sociale delle immagini. Dalla denuncia delle guerre alle ferite delle crisi globali\, fino alla costruzione di un linguaggio comune che prova a unire invece che dividere. \nUna raccolta eterogenea per tecniche\, periodi e temi\, che si rivolge a un pubblico curioso e consapevole\, con la speranza che l’arte possa ancora servire da punto di partenza per una visione più lucida e condivisa del mondo.
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LOCATION:Tornabuoni Arte\, lungarno Cellini\, 3\, Firenze\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Ottone Rosai Poeta Innanzitutto
DESCRIPTION:La mostra nasce dal confronto diretto tra i dipinti del Lascito Rosai conservati nelle collezioni civiche e le opere provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione\, riunite per la prima volta in un unico percorso espositivo. L’accostamento consente di rileggere in modo organico il lavoro di Ottone Rosai (Firenze\, 1895 – Ivrea\, 1957)\, uno dei protagonisti della pittura italiana del Novecento\, mettendo in evidenza continuità e variazioni di un linguaggio figurativo profondamente radicato nella realtà quotidiana. Il percorso si sviluppa in due ambienti distinti che permettono di osservare da vicino i temi centrali della pittura di Rosai\, dalle figure popolari agli scorci urbani\, restituendo il ritratto di un artista intimamente legato alla città di Firenze. \nAccanto ai dipinti\, una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux – Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti amplia il contesto culturale entro cui si muove l’artista\, evocando la rete di relazioni con intellettuali e protagonisti della vita culturale del suo tempo. L’esposizione assume inoltre il valore di un passaggio simbolico verso la contemporaneità: il pittore tedesco Georg Baselitz\, che sarà protagonista di una prossima mostra al Museo Novecento\, ha più volte dichiarato la propria ammirazione per Rosai\, scoperto durante il suo primo soggiorno fiorentino nel 1965. Un dialogo a distanza che suggerisce come la pittura di Rosai continui a esercitare una silenziosa ma persistente influenza nel panorama artistico internazionale. \n 
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LOCATION:Museo Novecento\, Piazza Santa Maria Novella 10\, Firenze\, 50123\, Italia
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SUMMARY:Rothko a Firenze
DESCRIPTION:Palazzo Strozzi dedica una grande mostra a Mark Rothko\, figura centrale dell’arte americana del Novecento. Il percorso riunisce una selezione significativa di opere\, tra cui imponenti dipinti mai esposti prima in Italia\, provenienti da istituzioni internazionali come il Museum of Modern Art\, il Metropolitan Museum of Art\, la Tate Modern\, il Centre Pompidou e la National Gallery of Art\, oltre a prestigiose collezioni private. Un’occasione che consolida il ruolo di Firenze nel circuito delle grandi esposizioni internazionali dedicate all’arte moderna. \nCurata da Christopher Rothko ed Elena Geuna\, la mostra ripercorre l’evoluzione dell’artista dalle prime prove figurative\, ancora in dialogo con Espressionismo e Surrealismo\, alle celebri campiture cromatiche degli anni Cinquanta e Sessanta. L’itinerario mette in luce la tensione tra astrazione e spiritualità\, elemento distintivo della ricerca di Rothko\, e approfondisce il suo rapporto con la tradizione artistica italiana\, suggerendo connessioni meno scontate ma decisive nel suo percorso. Le grandi tele diventano così spazi immersivi\, dove colore e luce costruiscono ambienti di contemplazione più che semplici superfici pittoriche. \nIl progetto si estende inoltre alla città con due sezioni satellite: al Museo di San Marco\, dove le opere dialogano con gli affreschi di Beato Angelico\, e nel Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana\, progettato da Michelangelo. Un’estensione urbana che amplia la lettura dell’opera rothkiana\, inserendola in un confronto diretto con alcuni snodi fondamentali della storia dell’arte\, tra Rinascimento e contemporaneità. \n 
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LOCATION:Palazzo Strozzi\, Piazza Strozzi 1\, Firenze\, 50123\, Italia
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SUMMARY:GEORG BASELITZ- AVANTI!
DESCRIPTION:Ampia retrospettiva dedicata a Georg Baselitz\, realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista. Per la prima volta in Italia un progetto di questa portata pone al centro una dimensione essenziale e meno indagata della sua ricerca: l’incisione\, pratica che attraversa e struttura oltre sessant’anni di attività. Distribuita sui tre piani del museo\, la mostra riunisce circa 170 opere tra stampe\, dipinti e sculture\, restituendo la coerenza e la radicalità di un percorso che ha ridefinito il linguaggio figurativo nel secondo dopoguerra. \nNato nel 1938 come Hans-Georg Kern e cresciuto tra le macerie della Germania postbellica\, Baselitz ha fatto della frattura storica e culturale una matrice fondante del proprio lavoro. Celebre per il rovesciamento delle immagini – gesto insieme formale e concettuale – l’artista destabilizza la visione e mette in crisi ogni ordine precostituito\, rifiutando modelli accademici e armonie rassicuranti. L’arte\, nella sua prospettiva\, è processo e trasformazione\, atto sovversivo capace di rigenerare la tradizione attraverso la sua stessa negazione. \nL’esposizione evidenzia inoltre il rapporto con Firenze\, città determinante nella formazione dell’artista. Nel 1965 Baselitz soggiorna per sei mesi a Villa Romana\, entrando in contatto con la pittura anticlassica ed espressionista del Cinquecento\, in particolare con Rosso Fiorentino\, Domenico Beccafumi e Jacopo Pontormo. Tra il 1976 e il 1981 torna più volte in città\, fino alla personale del 1988 nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. Un legame che trova oggi una nuova sintesi in un progetto espositivo che invita a rileggere Baselitz alla luce della storia dell’arte e del suo dialogo continuo con la tradizione. \n 
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LOCATION:Museo Novecento\, Piazza Santa Maria Novella 10\, Firenze\, 50123\, Italia
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SUMMARY:L'Egitto Sognato. Giuseppe Parvis ebanista al Cairo
DESCRIPTION:Il Museo Stibbert spalanca le porte su un mondo sospeso tra Oriente e Occidente con la mostra L’Egitto sognato. Giuseppe Parvis ebanista al Cairo. Protagonista assoluto è Giuseppe Parvis\, l’ebanista che nel cuore del bazar del Muski trasformò il mobile in una scenografia dell’esotico\, fondendo motivi dell’arte islamica e dell’antico Egitto in arredi monumentali. Dalla collaborazione con l’egittologo Auguste Mariette agli apparati scenici per la prima dell’Aida di Giuseppe Verdi\, l’atelier di Parvis divenne il punto di riferimento per il gusto orientalista internazionale\, capace di tradurre il fascino dei faraoni in raffinati intarsi di legni pregiati. \nL’esposizione\, frutto delle ricerche confluite nel volume curato da Manfredo Lapi Gatteschi per ETS Pisa\, ricostruisce questo universo creativo attraverso disegni\, documenti e testimonianze inedite. Il percorso mette in luce il ruolo di Parvis come ponte culturale tra l’Europa e il Medio Oriente\, celebrando un linguaggio decorativo unico dove dischi solari alati e capitelli hathorici ridefiniscono l’estetica moderna. Un’occasione rara per riscoprire un genio del design ottocentesco che\, come suggerito nelle pagine di Informacittà\, ci invita a vibrare sul tempo nuovo e a non vivere in playback\, rintracciando la bellezza in un dialogo senza confini tra le sponde del Mediterraneo.
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LOCATION:Museo Stibbert\, via di Montughi\, 4\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Pittura a Napoli dopo Caravaggio Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito
DESCRIPTION:Un’occasione per rileggere uno dei capitoli più intensi della pittura italiana attraverso lo sguardo di un collezionista che ne ha fatto una vera e propria missione. La mostra al Fortino Pietro Leopoldo I di Forte dei Marmi presenta per la prima volta in Toscana la collezione di Giuseppe De Vito\, offrendo un percorso che attraversa il Seicento napoletano tra naturalismo e aperture barocche. Non una rassegna enciclopedica\, ma una selezione ragionata di opere che riflette le scelte\, il gusto e la ricerca di uno dei maggiori studiosi e collezionisti del settore. \nIl percorso espositivo segue l’evoluzione della pittura partenopea a partire dall’impatto della presenza di Caravaggio a Napoli\, passando per i protagonisti del naturalismo come Battistello Caracciolo e Jusepe de Ribera\, fino agli sviluppi più tardi con artisti come Mattia Preti e Luca Giordano. Accanto ai dipinti\, documenti e materiali d’archivio restituiscono anche il profilo di De Vito\, figura centrale non solo per la qualità della raccolta ma per il suo contributo agli studi sul periodo. Il dialogo con il territorio lucchese\, ricco di esperienze pittoriche affini\, aggiunge un ulteriore livello di lettura\, trasformando la visita in un confronto tra scuole e linguaggi che\, pur distinti\, condividono una comune tensione verso il reale. \n 
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LOCATION:Forte Pietro Leopoldo I\, Piazza Garibaldi\, Forte dei Marmi\, Italy
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SUMMARY:Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti
DESCRIPTION:Con la mostra Oltre cento opere su carta\, libri illustrati e sculture in ceramica \, la Fondazione CR Firenze apre uno scrigno prezioso proveniente dalla collezione di Giuliano Ercoli \, uno dei massimi studiosi della grafica tra Art Nouveau e Art Déco. Il percorso espositivo attraversa le atmosfere magnetiche degli anni Venti\, mettendo in dialogo la raffinatezza di Gio Ponti per Richard-Ginori con l’estro di Galileo Chini e le visioni di Thayaht. Dalle ceramiche ai vetri\, dai gioielli ricercati alle magnifiche sete amate da D’Annunzio\, ogni dettaglio racconta un gusto internazionale che ha saputo rinnovare la tradizione con uno sguardo rivolto alle avanguardie. \nÈ un viaggio immersivo tra accattivanti manifesti pubblicitari e costumi di scena che ricostruiscono l’identità moderna di una Firenze cosmopolita. Lasciatevi trasportare dal ritmo di queste creazioni\, dove il design diventa il battito di una società in corsa verso il futuro\, capace di unire ambizione e bellezza in un unico\, armonioso accordo. È il momento di riscoprire il proprio senso dell’estetica e partecipare a questo racconto corale che celebra la creatività senza tempo della nostra terra.
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LOCATION:Palazzo Medici Riccardi\, Via Cavour 1\, Firenze\, 50121\, Italia
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SUMMARY:Fuksas Paladino. Architetti Illuminati e artista
DESCRIPTION:Un dialogo lungo vent’anni tra arte\, architettura e alto artigianato prende forma in questa mostra che celebra l’incontro creativo tra due linguaggi apparentemente distinti ma profondamente intrecciati. L’esposizione ripercorre una collaborazione capace di attraversare il design e la progettazione contemporanea\, mettendo in luce le risonanze tra gesto artistico e costruzione dello spazio\, tra immaginazione plastica e visione architettonica. Perché\, in fondo\, anche un edificio\, se ben riuscito\, è una scultura con la pazienza di restare ferma. \nIl percorso espositivo si sviluppa tra sculture monumentali\, modelli e progetti che raccontano alcune delle architetture più iconiche del panorama contemporaneo\, come la Nuvola di Roma e la Torre della Regione Piemonte. Attraverso queste opere\, la mostra indaga quel confine sottile in cui il segno artistico si trasforma in spazio abitabile e l’architettura assume una dimensione simbolica e narrativa. Un confronto continuo che evidenzia come le due discipline si nutrano reciprocamente\, ridefinendo forme\, materiali e possibilità espressive. \nTra i momenti più significativi dell’esposizione spicca la presentazione in anteprima assoluta di una nuova scacchiera in argento\, dove le figure disegnate dai Fuksas si confrontano con quelle modellate da Mimmo Paladino. Un’opera che si inserisce nella grande tradizione degli scacchi d’artista\, evocando illustri precedenti come Marcel Duchamp e Man Ray\, e che restituisce in forma simbolica il dialogo tra strategia\, creazione e visione. Pensata come esperienza immersiva\, la mostra invita così a riflettere sulle trasformazioni dell’abitare e sull’estetica del futuro\, in quel punto in cui l’arte smette di essere solo contemplazione e comincia a diventare spazio vissuto. \n 
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LOCATION:Castello Pasquini\, piazza della Vittoria\, 1\, Castiglioncello\, Italy
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SUMMARY:Danse Macabre
DESCRIPTION: Noto per le sue installazioni monumentali e immersive\, Op de Beeck trasforma la Tenuta Dello Scompiglio in un teatro enigmatico dove il confine tra realtà e finzione si dissolve in una contemplazione silenziosa. Il cuore dell’esposizione è una giostra a grandezza naturale\, spogliata dei suoi colori barocchi e rivestita di un grigio opaco che la rende simile a un fossile o a un residuo coperto di cenere. Non è una semplice imitazione\, ma un’interpretazione scultorea che trasforma un oggetto di svago in un potente memento mori. Tra scheletri che sembrano divertirsi\, resti di feste abbandonate e aeroplanini che evocano bombardieri\, la giostra diventa metafora della condizione umana\, un movimento circolare e assurdo che ci ricorda la transitorietà della vita. Il viaggio prosegue con il film d’animazione Vanishing Point\, dove gli acquerelli dell’artista prendono vita accompagnati da un paesaggio sonoro evocativo. È un invito a raggiungere quel “punto di fuga” metaforico dove la logica razionale svanisce\, lasciando spazio a uno stato di atemporalità e perdita del sé. In questo scenario post-catastrofico eppure meraviglioso\, l’invito è a lasciarsi andare all’abbandono\, ritrovando il proprio ritmo nell’incanto dell’ignoto.
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LOCATION:Dello Scompiglio\, Via di Vorno\, 67\, Vorno\, Italia
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SUMMARY:La Biblioteca svelata: il bestiario fantastico
DESCRIPTION:Con “La Biblioteca svelata: il bestiario fantastico”\, il Museo di San Marco apre una nuova stagione di valorizzazione del proprio straordinario patrimonio librario\, portando al centro dell’attenzione i preziosi codici miniati custoditi nella storica biblioteca progettata da Michelozzo nel Quattrocento\, considerata uno dei primi esempi di biblioteca pubblica in Europa. La mostra-dossier\, visitabile dall’11 aprile al 31 ottobre 2026\, inaugura un ciclo di esposizioni tematiche dedicate ai nuclei più significativi della raccolta\, ampliando lo sguardo sul patrimonio del museo oltre i celebri affreschi e dipinti.Il percorso espositivo si concentra sull’universo del bestiario medievale\, esplorando il ricco repertorio di animali reali\, creature ibride e figure fantastiche che popolano i manoscritti tra il XIII e il XVI secolo. Tra draghi\, mostri e presenze simboliche\, le miniature raccontano un immaginario in cui il confine tra natura\, allegoria e invenzione si fa sorprendentemente poroso. Non semplice decorazione\, ma un linguaggio visivo complesso che intreccia sapere\, fede e fantasia — quando il margine di una pagina poteva essere molto più movimentato di quanto suggerisca il termine “marginale”. \nAllestita nella Biblioteca di Michelozzo\, spazio emblematico del Rinascimento concepito come luogo della conoscenza e illuminato dalla luce naturale come metafora della lux rationis\, la mostra invita a riscoprire il libro antico come oggetto d’arte e di pensiero. Un viaggio tra miniature\, simboli e visioni che restituisce tutta la potenza immaginativa di un patrimonio capace ancora oggi di sorprendere\, ricordando che il fantastico\, prima di diventare genere\, era già un modo per leggere il mondo. \n 
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LOCATION:Museo di San Marco\, Piazza San Marco\, 3\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Superflex. There Are Other Fish In The Sea
DESCRIPTION:Il respiro del mare entra nel cuore di pietra della città\, portando con sé una riflessione profonda sulle correnti che muovono il nostro tempo. La Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Hillary Merkus Recordati presentano There Are Other Fish In The Sea\, una nuova installazione site-specific firmata dai SUPERFLEX. Il collettivo danese\, composto da Jakob Fenger\, Rasmus Rosengren Nielsen e Bjørnstjerne Christiansen\, trasforma il cortile in uno spazio di pensiero dove l’arte incontra le dinamiche sociali e ambientali. Noti per progetti che spaziano dai parchi urbani come il pluripremiato Superkilen a interventi nella zona demilitarizzata tra le due Coree\, i SUPERFLEX ci invitano a guardare oltre l’orizzonte umano\, coinvolgendo comunità e persino altre specie per immaginare una nuova convivenza interspecies. \nIn questa architettura di sguardi\, l’idea migliore potrebbe arrivare proprio da un pesce\, suggerendo un modello di urbanistica che includa prospettive animali e vegetali. L’opera\, prodotta in collaborazione con il Kunsthal Spritten di Aalborg\, conferma il ruolo di Firenze come laboratorio di visioni internazionali\, capace di far dialogare la tradizione rinascimentale con la provocazione contemporanea. Non restate aggrappati ai vecchi spartiti del pensiero comune; lasciate che questa ondata di creatività riscriva il vostro ritmo. È tempo di immergersi in una nuova consapevolezza\, dove il battito del mondo si fa unico e condiviso.
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SUMMARY:Arne Quinze. I’m a Gardener
DESCRIPTION:Con la mostra I’m a Gardener\, lo spazio espositivo di OCA ospita la prima grande personale italiana di Quinze\, artista internazionale che ha trasformato la sua radice nella Graffiti Art degli anni Ottanta in una profonda indagine sulla biodiversità. Al centro della sua ricerca c’è il rapporto vitale tra l’uomo e l’ambiente\, esplorato attraverso tele vibranti e l’installazione Ceramorphia\, dove pittura e materia diventano manifestazioni di un unico nucleo creativo: la forza generativa della vita. \nLe superfici dei suoi lavori non si limitano a descrivere un paesaggio\, ma ne restituiscono l’energia pura attraverso stratificazioni dinamiche e tensioni cromatiche che raccontano di metamorfosi e rinascite. Ogni pennellata affonda le radici nell’osservazione trentennale del giardino che circonda il suo atelier in Belgio\, un laboratorio vivente dove la natura detta le sue leggi autonome. È un invito a ritrovare l’equilibrio e la varietà negli spazi che abitiamo\, trasformando la nostra percezione in un atto di cura. Lasciatevi trasportare da questa esplosione di colore e sentite il vostro ritmo sintonizzarsi con quello della terra: è il momento di tornare a essere\, noi stessi\, giardinieri del futuro.
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LOCATION:OCA Oasy Contemporary Art\, Via Privata San Vito 1\, Località Piteglio\, 51028\, Italia
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SUMMARY:Piero Macola. Paesaggi di vita
DESCRIPTION:Un percorso che attraversa il fumetto contemporaneo come spazio di confine tra narrazione e realtà. La mostra dedicata a Piero Macola\, a cura di Giorgio Bacci\, restituisce il profilo di un autore capace di muoversi tra grafica\, illustrazione e racconto visivo con una coerenza rara. Formatosi a Bruxelles e attivo tra Francia e Italia\, Macola ha costruito negli anni un linguaggio riconoscibile\, in cui documentazione e immaginazione convivono senza gerarchie\, dando forma a storie che interrogano memoria\, identità e marginalità. \nL’esposizione ripercorre alcune delle sue opere più significative attraverso tavole originali\, bozzetti e materiali preparatori\, offrendo uno sguardo sul processo creativo oltre che sul risultato finale. Dai temi postcoloniali di Le Tirailleur alle atmosfere sospese de Gli indesiderati\, fino alla Venezia distopica di Lagune\, il percorso si arricchisce con l’anteprima di La Vallée heureuse\, presentata mentre è ancora in fase di lavorazione. Una scelta che apre il dietro le quinte del fumetto\, mostrando come il segno si costruisce nel tempo\, tra tentativi\, revisioni e intuizioni. \n 
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LOCATION:Palazzo Blu\, lungarno Gambacorti\, 9\, Pisa\, Pisa\, Italia
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SUMMARY:I Visionari
DESCRIPTION:Un borgo che si trasforma in spazio espositivo diffuso\, dove l’arte contemporanea esce dalle sedi tradizionali e si inserisce nel tessuto urbano. A Barga\, le sculture di Emanuele Giannelli costruiscono un percorso monumentale all’aperto\, accessibile liberamente\, in cui i suoi celebri “giganti” – figure sospese tra umano e tecnologico – dialogano con il paesaggio storico e naturale. Il progetto coinvolge non solo il centro storico\, ma anche la valle circostante\, creando una mappa articolata che invita a muoversi tra piazze\, vicoli e luoghi quotidiani. \nAccanto all’installazione urbana\, il cuore della mostra trova spazio alla Galleria Oxo\, dove una selezione di opere approfondisce la ricerca dell’artista\, sospesa tra figurazione e tensione concettuale. Le sculture\, definite “I Visionari”\, riflettono su progresso\, tecnologia e futuro\, senza offrire risposte univoche ma piuttosto aprendo interrogativi. La presenza delle opere anche in ristoranti\, hotel e spazi non convenzionali rafforza l’idea di una cultura accessibile e diffusa\, capace di integrarsi nella vita del borgo. Un progetto che mette in relazione tradizione e contemporaneità\, trasformando Barga in un luogo di attraversamento\, più che di semplice osservazione. \n 
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LOCATION:Centro Storico di Barga\, Barga\, Italy
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SUMMARY:Firenze ’50 ’60 ’70. Immagini dall’Archivio Foto Locchi
DESCRIPTION:Uno sguardo su Firenze che evita la cartolina e sceglie invece la profondità del tempo. La mostra curata da Giovanna Uzzani\, promossa dalla Fondazione CR Firenze insieme all’Archivio Foto Locchi\, costruisce un racconto visivo attraverso 150 scatti che attraversano trent’anni cruciali della storia cittadina. Fondata nel 1924 da Tullio Locchi\, l’agenzia fotografica diventa qui il filtro privilegiato per osservare non solo gli eventi\, ma anche le trasformazioni sociali e culturali che hanno ridisegnato il volto della città. Il percorso si sviluppa lungo tre decenni distinti e complementari: gli anni Cinquanta\, segnati da un clima di ottimismo e da una Firenze sempre più internazionale; gli anni Sessanta\, attraversati dal trauma dell’alluvione del 1966 e dalle prime tensioni sociali; e infine gli anni Settanta\, in cui emerge una città più complessa e stratificata. Ne risulta un racconto che restituisce l’identità mutevole di Firenze\, osservata nei suoi momenti pubblici e nelle pieghe più quotidiane\, dove la storia si intreccia con la vita di chi la attraversa. \n 
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LOCATION:Villa Bardini\, Costa San Giorgio\, 2\, Firenze\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:Ulrich Egger. La solitudine dell'architettura
DESCRIPTION:Una riflessione visiva sulla fragilità del costruito e sul tempo che lo attraversa. Con “Ulrich Egger. La solitudine dell’architettura”\, la galleria Il Ponte dedica una monografica all’artista\, presentando una selezione di fotosculture realizzate dai primi anni Duemila a oggi. Il percorso espositivo si sviluppa su due livelli\, costruendo un ambiente immersivo in cui architetture abbandonate\, paesaggi industriali e interni svuotati diventano tracce di una memoria urbana sospesa\, mai del tutto scomparsa. \nLe opere\, realizzate attraverso un dialogo tra fotografia e materiali come ferro\, acciaio\, vetro e legno\, si configurano come strutture ibride che mettono in crisi la percezione dello spettatore. Serie come Impatto urbano\, Belvedere\, Convivenza o Sotterraneo propongono scenari stratificati\, in cui l’immagine bidimensionale si intreccia con elementi tridimensionali\, invitando a una lettura attiva. L’assenza della figura umana amplifica una sensazione di spaesamento\, mentre la materia stessa diventa linguaggio\, suggerendo una riflessione sulla caducità e sulle narrazioni non lineari del presente. \nAccanto alla mostra\, il progetto si estende alla partecipazione di Egger alla residenza artistica “Scisti e Vinisti”\, con una restituzione pubblica e un talk dedicato al rapporto tra arte e contraddizioni contemporanee. Un lavoro che si colloca in una ricerca coerente\, dove l’osservazione dello spazio urbano diventa occasione per interrogare\, senza semplificazioni\, il modo in cui lo si abita e lo si interpreta. \n 
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LOCATION:Galleria Il Ponte\, via di Mezzo\, 42b\, Firenze\, 50100\, Italia
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SUMMARY:Inferno
DESCRIPTION:Alla Cattedrale dell’Immagine arriva INFERNO\, esperienza immersiva che rilegge la prima cantica della Divina Commedia attraverso arte digitale\, installazioni interattive e ambientazioni spettacolari. Il viaggio accompagna il pubblico lungo i cerchi infernali seguendo Dante e Virgilio tra proiezioni monumentali\, effetti visivi e scenari multisensoriali che trasformano il poema in un percorso fisico e immersivo. Letteratura medievale e tecnologie contemporanee si incontrano così in uno spazio che sembra fatto apposta per ricordare che\, dopotutto\, l’Inferno continua a essere uno dei luoghi più visitati della cultura occidentale — almeno immaginariamente. \nAllestita a pochi passi da Ponte Vecchio\, la mostra sfrutta l’atmosfera della storica Cattedrale dell’Immagine per costruire un itinerario tra visioni\, suoni e narrazione digitale. Tra gli ambienti più suggestivi spiccano la Selva Oscura\, la Mirror Room e l’esperienza VR ospitata per la prima volta negli spazi del Coro\, mentre la Cripta approfondisce l’evoluzione iconografica dell’Inferno di Dante nei secoli\, dimostrando quanto il poeta fiorentino continui a generare immaginari ben oltre i libri di scuola. \nINFERNO è una coproduzione di Crossmedia Group e Outdoor Factory\, con la curatela artistica di Sinan Turaman e quella scientifica di Luca Azzetta\, professore associato del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze. Un progetto che punta a coniugare rigore filologico e spettacolarità visiva senza trasformare Dante in un semplice effetto speciale — impresa non così scontata\, nell’epoca delle esperienze immersive a ogni costo. \n 
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LOCATION:Cattedrale dell’immagine\, Piazza di Santo Stefano 5\, Firenze\, Italia
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SUMMARY:I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento
DESCRIPTION:Un racconto corale che restituisce a Pisa un ruolo attivo e spesso sottovalutato nella storia dell’arte tra XIX e XX secolo. Con “I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento”\, Palazzo Blu prosegue il suo percorso di approfondimento dedicato alla cultura figurativa di questo periodo\, costruendo una mostra che mette in relazione artisti\, linguaggi e influenze in un contesto dinamico e tutt’altro che periferico. \nAl centro del percorso espositivo si trovano Francesco e Luigi Gioli\, figure chiave ma inserite in una rete più ampia che include protagonisti come Adolfo Tommasi\, Spartaco Carlini\, Plinio Nomellini e Vittorio Matteo Corcos. Il dialogo con l’esperienza dei Macchiaioli resta evidente\, ma viene rielaborato in una direzione più aperta\, tra naturalismo e nuove sensibilità del paesaggio. Le sei sezioni della mostra accompagnano il visitatore attraverso dipinti e disegni – questi ultimi presentati come linguaggio autonomo – offrendo anche materiali inediti provenienti dall’archivio della famiglia Gioli. Ne emerge una visione articolata\, in cui tradizione e rinnovamento convivono\, restituendo la complessità di una stagione artistica che continua a dialogare con il presente. \n 
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LOCATION:Palazzo Blu\, lungarno Gambacorti\, 9\, Pisa\, Pisa\, Italia
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SUMMARY:Jean-Marie Appriou CANTO INFINITO
DESCRIPTION:Con “CANTO INFINITO”\, il Project Space di Palazzo Strozzi accoglie il lavoro dello scultore francese Jean-Marie Appriou\, artista che negli ultimi anni ha costruito un immaginario personale sospeso tra mito\, materia e trasformazione. Le sue opere\, realizzate attraverso un uso sperimentale di materiali come alluminio\, bronzo\, vetro\, argilla e cera\, danno forma a creature ibride che sembrano emergere da un territorio indefinito\, dove umano\, animale e vegetale convivono senza troppa voglia di rispettare categorie rassicuranti. \nCavalli\, serpenti\, figure marine ed esseri mutanti popolano infatti un universo scultoreo che intreccia mitologie arcaiche\, suggestioni fantascientifiche e cultura contemporanea. Le forme di Appriou appaiono in costante metamorfosi\, sospese tra luce e oscurità\, acqua e terra\, stabilità e dissolvimento. Anche quando assumono dimensioni monumentali\, le sue sculture mantengono una relazione quasi intima con lo spazio e con chi le osserva\, generando una presenza insieme magnetica e leggermente inquieta\, come certi sogni che al risveglio continuano ostinatamente a restare addosso. \nIl titolo della mostra richiama l’idea di un flusso continuo\, senza origine né conclusione\, in cui tempo e immaginazione si trasformano incessantemente. Le opere sono concepite come tappe di un percorso che dialoga simbolicamente con la Divina Commedia\, evocata non come semplice riferimento letterario ma come struttura culturale e visionaria. Nel lavoro di Appriou convivono inoltre echi mitologici e suggestioni narrative che non illustrano storie precise\, ma aprono spazi di passaggio\, transizione e ambiguità\, lasciando alla materia il compito di parlare prima ancora delle parole. \n 
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LOCATION:Project Space di Palazzo Strozzi\, piazza Strozzi 1\, Firenze\, Italy
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SUMMARY:Verita Monselles. CARNALE
DESCRIPTION:Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci dedica a Verita Monselles la mostra CARNALE\, prima esposizione in un centro d’arte contemporanea italiano interamente dedicata all’artista nata a Buenos Aires nel 1929 e scomparsa a Firenze nel 2004. Un percorso che attraversa fotografia\, moda\, performance e rappresentazione del corpo femminile\, mettendo al centro una ricerca capace di anticipare molte riflessioni sullo sguardo femminile e femminista. Non male per un linguaggio\, quello della fotografia di moda\, spesso accusato di fare esattamente il contrario. \nL’opera di Monselles usa il ritratto e il nudo come strumenti di riappropriazione della soggettività femminile\, smontando con ironia sottile simboli religiosi\, cliché pubblicitari e immagini stereotipate della donna-oggetto. Il suo lavoro attraversa registri molto diversi: teatrale e barocco negli anni vicini all’esperienza napoletana\, pop e seducente quando dialoga con la cultura visiva contemporanea\, elegante e patinato nei progetti editoriali legati alla moda. In ogni caso il corpo femminile resta protagonista assoluto\, politico ma anche desiderante\, mai passivo\, finalmente autore del proprio desiderio. Un dettaglio che oggi può sembrare naturale\, ma che all’epoca aveva il peso di una piccola rivoluzione. \nAccanto alla produzione fotografica emergono anche le collaborazioni con il mondo della performance e del teatro sperimentale. Monselles documenta il lavoro di artiste e colleghi\, costruendo una rete di relazioni e sorellanza che coinvolge figure come Tomaso Binga e Marion D’Amburgo\, modelle della serie Ecce Homo. Parallelamente lavora con la compagnia teatrale fiorentina Il Carrozzone\, poi Magazzini Criminali\, sviluppando una cifra visiva in cui teatralità\, sensualità e critica culturale convivono senza mai perdere leggerezza. Anche quando parla di patriarcato\, Monselles evita la predica: preferisce il cortocircuito visivo. Ed è probabilmente per questo che le sue immagini continuano a sembrare così contemporanee. \n 
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LOCATION:Centro Pecci\, viale della Repubblica 277\, Prato\, Italia
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SUMMARY:ROTTE. Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli
DESCRIPTION:Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci dedica una grande mostra alla collezione di Carlo Palli\, figura storica dell’arte contemporanea italiana e instancabile raccoglitore di opere “irregolari”\, sperimentali e felicemente indisciplinate. Il percorso nasce da una selezione di lavori provenienti dalla sua raccolta privata\, dalla collezione Fluxus e dal vasto archivio dedicato alla Poesia Visiva\, materiali che Palli ha donato al museo contribuendo ad arricchire in modo decisivo il patrimonio contemporaneo della città di Prato. Una donazione che\, invece di impolverarsi in archivio\, qui prende vita in un’esposizione movimentata e tutt’altro che silenziosa. \nLe circa 150 opere in mostra attraversano alcune delle esperienze più radicali del Novecento e delle neoavanguardie italiane e internazionali. Dalle provocazioni del Futurismo e del Dada alle sperimentazioni concettuali\, il percorso segue una traiettoria fatta di linguaggi ibridi\, ironia\, contaminazioni e continui sconfinamenti. Grande spazio è dedicato alla rivoluzione poetico-visiva del Gruppo 70\, alle pratiche testuali e performative\, ai corpi e alle azioni che hanno ridefinito il rapporto tra arte e società. Qui l’opera non si limita a essere osservata: spesso chiede di essere interpretata\, decifrata o persino rimessa in discussione. Un’attitudine che l’arte contemporanea conserva con ostinazione\, anche quando qualcuno continua a chiedere “ma questo lo potevo fare anch’io”. \nAccanto alle ricerche sulla scrittura visiva emergono le sperimentazioni interdisciplinari di Fluxus\, il gioco concettuale del Nouveau Réalisme e le visioni dei Radicali\, che trasformano oggetti e ambienti in strumenti critici e narrativi. Pittura\, installazione\, collage\, fotografia e interventi ambientali convivono in un allestimento che restituisce il gusto personale di Palli per ciò che rompe gli schemi e attraversa i confini tra arte\, parola e vita quotidiana. Più che una semplice raccolta\, la mostra appare come una mappa di deviazioni creative\, dove il fuori regola diventa metodo e persino bussola. \n 
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LOCATION:Centro Pecci\, viale della Repubblica 277\, Prato\, Italia
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SUMMARY:Un parco di musica e altre storie
DESCRIPTION:Dal 2 giugno al 27 settembre il Parco Mediceo di Pratolino torna a trasformarsi in un grande palcoscenico all’aperto con Un Parco di Musica e altre storie\, rassegna che intreccia concerti\, danza\, teatro\, incontri e spettacoli per tutte le età in uno dei luoghi più suggestivi dell’area fiorentina. Il programma attraversa generi e linguaggi molto diversi senza perdere coerenza: musica classica\, jazz\, performance contemporanee\, teatro civile e appuntamenti divulgativi convivono sotto il segno di una programmazione capace di passare con naturalezza da Verdi ai musical di Broadway\, da Lucilla Giagnoni ai Pupi di Stac. Del resto Pratolino ha sempre avuto una certa inclinazione per gli incontri improbabili ma riusciti. \nTra gli appuntamenti principali: Festa della Repubblica a Pratolino con Aldo Cazzullo (2 giugno)\, Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta (13 giugno)\, Cavalleria Rusticana sotto il Gigante dell’Appennino (21 giugno)\, Peppe Servillo con Javier Girotto e Natalio Mangalavite (26 luglio)\, Ed Harcourt (1 agosto)\, Orchestra da Camera Fiorentina con Una notte a Broadway (29 agosto)\, fino alla passeggiata teatrale Apparizione nel Parco della Compagnia Teatro d’Almaviva (12\, 13\, 19 e 20 settembre). Ampio spazio anche alla danza contemporanea con Florence Dance Festival\, Compagnia AdArte e Company Blu\, mentre La Nottola di Minerva cura incontri dedicati a memoria\, società e benessere. Molti eventi sono a ingresso gratuito\, dettaglio che nel panorama culturale contemporaneo suona quasi come un colpo di scena narrativo. \n 
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LOCATION:Parco Mediceo di Pratolino\, via Fiorentina 276\, Pratolino\, Italia
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SUMMARY:L’ultimo fotografo. Giovanni Savino
DESCRIPTION:Con “L’ultimo fotografo”\, la mostra dedicata a Giovanni Savino racconta il percorso umano e artistico di un autore che ha attraversato il mondo e i suoi cambiamenti più radicali mantenendo intatto un approccio profondamente artigianale alla fotografia. Nato a Pistoia e formatosi tra Inghilterra\, New York e i Caraibi\, Savino ha lavorato nel cinema\, nella televisione e nel documentario\, collaborando per anni con la CBS e con il celebre programma 60 Minutes\, testimoniando eventi storici e incontrando figure centrali del nostro tempo\, da Gorbaciov a Clinton. Una traiettoria internazionale che lo ha portato ovunque\, salvo forse nei luoghi della fotografia veloce e compulsiva. \nOggi\, tornato in Italia e stabilitosi a Pitigliano\, Savino ha riscoperto la dimensione più intima del ritratto\, portando avanti una pratica che rivendica lentezza\, relazione e imperfezione. Per lui fotografare significa prima di tutto incontrare: un’immagine nasce nell’alchimia irripetibile tra chi guarda e chi viene guardato. È da questa filosofia che nasce la serie più significativa della mostra\, i celebri ritratti a occhi chiusi\, immagini sospese che sembrano catturare non tanto l’aspetto esteriore quanto il paesaggio invisibile di pensieri\, sogni e memorie. \nL’esposizione si articola in un percorso di grandi fotografie in bianco e nero\, dove convivono ritratti\, scene di convivialità e visioni più intime. Particolarmente intensa è la sezione Eyes Closed\, che concentra lo sguardo su volti sottratti alla centralità dello sguardo stesso\, quasi a suggerire che l’identità si riveli meglio nel momento in cui smette di mostrarsi. A chiudere il percorso\, una selezione di miniature e due soli ritratti a colori\, come eccezioni che confermano una poetica profondamente legata alla materia fotografica tradizionale: pellicola\, camera oscura\, macchine di legno\, otturatori pneumatici. In un’epoca in cui tutto corre per essere visto subito\, Savino sceglie di essere “l’ultimo” — e forse proprio per questo riesce ancora a guardare davvero. \n 
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LOCATION:POMA Libera tutti\, piazza San Francesco\, 12\, Pescia\, Italy
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SUMMARY:79 Estate Fiesolana
DESCRIPTION:La 79ª Estate Fiesolana torna ad animare il Teatro Romano di Fiesole e altri luoghi della città con un cartellone che attraversa musica\, teatro\, danza\, cinema e incontri culturali da giugno a settembre 2026. Una manifestazione storica che conferma la propria capacità di coniugare grandi nomi della scena nazionale e internazionale con proposte originali e multidisciplinari\, valorizzando uno dei contesti più suggestivi dell’estate toscana. \nIl programma spazia dai concerti di Raphael Gualazzi\, Mimì Mani\, Cristiano De André\, Simone Cristicchi\, Massimo Recalcati e Massimo Gramellini\, fino agli appuntamenti teatrali con Alessandro Riccio\, Vologio Vederti Danzare dedicato a Franco Battiato e numerose produzioni originali. Non mancano la danza contemporanea\, il jazz\, il cinema sotto le stelle e gli eventi realizzati in collaborazione con importanti istituzioni culturali del territorio. Un cartellone ampio e trasversale che mantiene intatto lo spirito della manifestazione: offrire occasioni di incontro tra arti diverse in uno spazio dove la storia antica e la cultura contemporanea continuano a dialogare con naturalezza. Del resto\, pochi luoghi riescono a rendere una serata estiva così ricca di possibilità senza perdere il fascino della semplicità. \n 
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LOCATION:Teatro Romano di Fiesole\, Via Portigiani\, 3\, Fiesole
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SUMMARY:Ville e Giardini Incantati
DESCRIPTION:L’estate toscana torna a fare coppia fissa con la musica classica grazie a Ville e Giardini incantati\, la rassegna dell’ORT – Orchestra della Toscana che porta concerti e ensemble камерistici tra Ville Medicee\, giardini storici e spazi monumentali. Un calendario diffuso che unisce repertorio sinfonico\, musica da camera e scenari da cartolina senza mai trasformarsi in una semplice “cartolina sonora”: qui Beethoven convive serenamente con il tramonto\, mentre il pubblico si ritrova ad ascoltare Mozart in luoghi dove persino il silenzio sembra avere un’acustica notevole. La decima edizione si muove tra Firenze\, Poggio a Caiano\, Cerreto Guidi\, Artimino\, Seravezza\, Quarrata e Rufina\, confermando il format che negli anni ha trasformato le serate estive in piccoli rituali culturali all’aperto. \nNel programma 2026 si alternano direttori e solisti dell’ORT con appuntamenti distribuiti in ordine cronologico: Diego Ceretta (11\, 12\, 13 giugno)\, Sieva Borzak con Enrico Ruberti (17\, 18\, 19\, 20 e 27 giugno)\, Julio Garcia Vico con Donato De Sena (27\, 30 giugno\, 1 luglio)\, fino agli ensemble cameristici e agli Archi dell’ORT guidati da Giacomo Bianchi tra luglio e agosto. Accanto ai concerti\, alcune sedi propongono visite guidate e percorsi speciali che permettono di attraversare ville storiche e giardini monumentali prima della musica. Un modo piuttosto elegante di ricordare che in Toscana anche una semplice serata estiva tende spesso a diventare patrimonio culturale.
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LOCATION:Ville Medicee in Toscana
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SUMMARY:FINO A QUI | Maura Banfo
DESCRIPTION:Fino a qui è il titolo della mostra personale di Maura Banfo\, un’espressione che racchiude il senso profondo della sua ricerca artistica: un percorso aperto\, in continua trasformazione\, che rifugge ogni idea di approdo definitivo. Pensata per Crumb Gallery\, l’esposizione riunisce polaroid\, fotografie\, chine e una ceramica smaltata in un itinerario che attraversa memoria\, materia e tempo. Le opere nascono da una pratica di raccolta e osservazione che accompagna l’artista da anni: piume\, conchiglie\, nidi\, fiori\, vecchie fotografie e frammenti del quotidiano vengono sottratti alla loro funzione originaria per essere restituiti a nuove possibilità di significato. \nMolte delle polaroid esposte risalgono al periodo della pandemia e raccontano una dimensione intima e sospesa\, dove il trascorrere del tempo si manifesta attraverso dettagli minimi e presenze discrete. Anche quando il corpo dell’artista compare\, lo fa in forma indiretta\, come nella fotografia dei piedi con scarpette dorate che accoglie idealmente il visitatore e suggerisce il senso stesso del titolo: un punto raggiunto\, ma non concluso. Le chine\, essenziali e meditate\, amplificano questa riflessione attraverso immagini leggere e stratificate che sembrano emergere lentamente\, mantenendosi aperte alla possibilità del cambiamento. \nL’intero progetto si sviluppa attorno all’idea del processo come valore centrale. Le opere non cercano una forma definitiva\, ma abitano uno spazio di continua ridefinizione\, dove ogni immagine rappresenta una soglia e non una conclusione. Anche la ceramica smaltata\, presenza materica all’interno del percorso\, riflette la stessa tensione tra permanenza e fragilità che attraversa tutta la produzione dell’artista. Da oltre trent’anni Maura Banfo costruisce una ricerca riconoscibile e coerente\, capace di muoversi tra fotografia\, video\, installazione e ceramica mantenendo sempre al centro uno sguardo attento alla trasformazione delle cose e alla loro capacità di generare nuovi racconti. \n 
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LOCATION:Crumb Gallery\, via San Gallo\, 10\, Firenze\, Firenze
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SUMMARY:Paper/Cosmic Breeze
DESCRIPTION:Tra i protagonisti più innovativi dell’Architettura Radicale italiana\, Gianni Pettena ha costruito\, a partire dalla fine degli anni Sessanta\, un percorso di ricerca che ha contribuito a ridefinire i confini tra architettura\, arte e design. Cofondatore di un movimento che ha profondamente influenzato la sperimentazione contemporanea\, Pettena ha sviluppato nel tempo una pratica libera e interdisciplinare\, fatta di progetti\, installazioni\, arredi\, mostre e scritti teorici\, sempre orientata a mettere in discussione linguaggi consolidati e strumenti progettuali tradizionali. Una traiettoria coerente nel dimostrare che\, a volte\, per costruire davvero qualcosa di nuovo\, bisogna prima accettare di smontare quasi tutto. \nIn questo solco si inserisce Paper/Cosmic Breeze\, installazione immersiva ed effimera che trasforma lo spazio in un ambiente interamente saturato da lunghe strisce di carta sospese dal soffitto. Un’architettura fragile\, mutevole e attraversabile\, che non si offre come forma compiuta ma come organismo aperto\, destinato a cambiare attraverso l’intervento del pubblico. Qui lo spettatore non è chiamato semplicemente a osservare\, ma a entrare fisicamente nell’opera\, ritagliando il proprio percorso con delle forbici e contribuendo così alla ridefinizione continua dello spazio. \nIl gesto partecipativo diventa il cuore stesso dell’esperienza: ogni taglio modifica la struttura\, ogni attraversamento ne altera il senso. L’opera si trasforma così in un evento collettivo\, dove creazione e fruizione coincidono e l’architettura perde la sua apparente stabilità per diventare relazione\, processo e possibilità. Curata da Davide Giannella e accompagnata dall’intervento luminoso del collettivo Specific\, l’installazione conferma la capacità di Pettena di immaginare spazi che non si limitano a essere abitati\, ma chiedono di essere pensati\, attraversati e\, letteralmente\, tagliati su misura. \n 
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LOCATION:Manifattura Tabacchi\, via delle Cascine 35\, Firenze\, 50144\, Italia
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SUMMARY:Da Michelangelo a Rodin nell’obiettivo degli Alinari
DESCRIPTION:Dal 12 giugno al 6 settembre 2026 la Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi ospita la mostra “Da Michelangelo a Rodin nell’obiettivo degli Alinari”\, un percorso che attraversa la storia della scultura occidentale attraverso lo sguardo della fotografia. L’esposizione\, curata da Rita Scartoni e Carlo Sisi\, mette in dialogo alcuni dei più grandi protagonisti dell’arte tra Rinascimento e modernità\, raccontati attraverso gli storici archivi Alinari\, pionieri della fotografia italiana quando immortalare un capolavoro richiedeva ben più di uno smartphone e due filtri ben calibrati.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nPromossa dalla Fondazione Ivan Bruschi\, parte del patrimonio culturale di Intesa Sanpaolo\, insieme a Fondazione CR Firenze e in collaborazione con Fondazione Alinari per la Fotografia\, la mostra offre un viaggio tra immagini d’epoca\, dettagli scultorei e visioni fotografiche che hanno contribuito a costruire l’immaginario artistico internazionale. Un’occasione per osservare Michelangelo\, Rodin e altri maestri da una prospettiva diversa: quella dell’obiettivo fotografico\, capace di trasformare marmo e bronzo in racconto visivo\, ben prima dell’era delle stories.
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LOCATION:Casa Museo Ivan Bruschi\, Corso Italia\, 14\, Arezzo\, Italia
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SUMMARY:Festival della Fotografia Italiana
DESCRIPTION:Con il tema “Riti e Visioni. Tra spirituale e materiale”\, torna dal 12 giugno al 6 settembre 2026 il Festival della Fotografia Italiana\, appuntamento di riferimento dedicato alla fotografia d’autore contemporanea. Tra Bibbiena\, Poppi e Pratovecchio Stia\, il Casentino si trasforma ancora una volta in un grande laboratorio diffuso di immagini\, ricerca e riflessione\, quest’anno concentrato su una delle domande più antiche e sfuggenti: come rappresentare il sacro nel presente? Non una questione da poco\, soprattutto in un’epoca che tende a fotografare tutto\, tranne forse ciò che davvero sfugge allo sguardo. \nNel cuore dell’edizione 2026 si colloca la grande mostra centrale “Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro”\, curata da Denis Curti al CIFA di Bibbiena\, che mette in dialogo 21 autori attraverso dieci confronti tematici dedicati ai confini tra fede e superstizione\, corpo e trascendenza\, memoria\, luce\, mito e paesaggio interiore. Attorno a questo nucleo si sviluppa un programma articolato di mostre\, talk\, letture portfolio\, masterclass e progetti dedicati ai giovani autori\, confermando il festival come piattaforma viva di produzione e divulgazione culturale. \nTra gli appuntamenti più significativi anche “L’abito fa il monaco”\, al Castello Conti Guidi di Poppi\, una mostra dedicata alla rappresentazione del religioso nel cinema e nella fiction italiana\, mentre le sezioni Nuovi Sguardi e Percorsi continuano a valorizzare nuove generazioni e fotografia editoriale. Inserito simbolicamente nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, il festival amplia così il proprio sguardo sul rapporto tra spiritualità\, immagine e contemporaneità\, trasformando il Casentino in un luogo dove la fotografia non si limita a documentare\, ma prova ancora – ostinatamente – a interrogare l’invisibile. \n 
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LOCATION:Bibbiena\, Poppi e Pratovecchio Stia
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