Museo del Giocattolo e di Pinocchio

 

A due passi dal Duomo, in Via dell’Oriuolo 47r a Firenze, è finalmente possibile visitare il “Museo del Giocattolo e di Pinocchio”, un piccolo scrigno adatto a adulti e bambini di tutte le età. Il percorso tramanda la memoria storica dell’infanzia attraverso una vivace vocazione didattica, che vede protagonista giocattoli, statue, ceramiche, quadri, curiosità e libri provenienti da tutto il mondo.

In mostra, gioca un ruolo fondamentale la collezione permanente: un viaggio di Pinocchio nel Paese dei Balocchi. La Fondazione Paolo Franzini Tibaldeo e l’associazione Pinocchio a Casa Sua presentano una delle più importanti collezioni europee di giocattoli.

 

La storia inizia dagli anni 1750-1850, durante i quali si assiste a un importante processo di trasformazione da artigianato a industria e, al contempo, a un impegno educativo sempre più attento nei confronti del bambino. Gli artisti, veri e propri artigiani, costruiscono giocattoli poveri e spesso animati da ingegnosi meccanismi, che vengono scolpiti, modellati, incollati, dipinti e infine esposti in fiere e mercatini.

Tra il 1820 e il 1900, la cultura romantica abbraccia persino la sfera del giocattolo, immergendolo in un clima di sogno e idealismo e trasformandolo in un potente mezzo tra il bambino e il fantastico, tra sé e il mondo circostante.

Infine, Tra il 1880 e il 1915 si parla di un’“Età d’oro del gioco”, sviluppatasi in seguito allo sviluppo della pedagogia moderna, del potere d’acquisto della borghesia e dell’industrializzazione. La fantasia assume fattezze reali: automobili, trenini, aeroplani e macchine a vapore. L’aspetto ludico si affianca alla conoscenza nella didattica scolastica, le distanze tra esseri umani si accorciano e i mestieri danno vita a un’industria del giocattolo rigogliosa e specializzata in tutti i Paesi.

 

In fin dei conti, i giocattoli sono e saranno sempre testimoni puntuali di ogni svolta dell’umanità. “C’era una volta un pezzo di legno”, scriveva Collodi sulla prima pagina del romanzo forse più letto di sempre… per continuare la storia, manchi solo tu. Ti aspettiamo al Museo!

 

Ginevra Poli