Marco Paoli “TRE.E”

Galleria d’Arte Cartavetra 

Firenze

5 maggio – 2 luglio 2022

a cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola

 

inaugurazione | giovedì 5 maggio| ore 18.00

 

…E immersi noi siam

nello spirito Silvestre,
d’arborea vita viventi…

Gabriele D’Annunzio, La pioggia nel pineto

 

La galleria Cartavetra inaugura giovedì 5 maggio 2022, nella sua sede in via Maggio a Firenze, TRE.E, opere di Marco Paoli, a cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola.

TRE.E è un progetto inedito di Marco Paoli, nato durante il periodo del lockdown con la collaborazione di Brunella Baldi di Cartavetra. Paoli ha sempre lavorato con la fotografia, viaggiando per il mondo, raccontando terre lontane e luoghi vicini: dalle foreste dell’Amazzonia, con le sue tribù indigene, all’Etiopia, che ha esplorato per cinque anni, dagli orizzonti dei mari del Mediterraneo alla Toscana, sua regione d’origine, ritratta in una delle sue ultime pubblicazioni, Hallelujah Toscana, in una veste misconosciuta, a volte dolorosa e misteriosa. Narrazioni fatte in bianco e nero dove la natura gioca un ruolo preponderante. E la natura continua ad essere al centro anche di questo nuovo lavoro. Negli ultimi due anni, impossibilitato a viaggiare, costretto all’isolamento nel suo studio sulle colline sopra Firenze, Marco Paoli ha elaborato una vera e propria ossessione per gli alberi, di cui ha sempre subito la fascinazione e la magia, immortalati in molti dei suoi scatti, durante il suo peregrinare per il mondo, nel corso del tempo.

In TRE.E, la fotografia è solo uno strumento. Paoli torna a una pratica più pittorica, che ricorda lavori meno recenti; torna al colore, al rosso soprattutto; studia i materiali, sperimenta l’utilizzo di carte particolari, che tratta in modo minuzioso, da certosino, per renderle sottili, impalpabili e che sovrappone, cercando sempre però la trasparenza; usa colle antiche, vegetali, torna a materiali adoperati in passato come le cere che applica per esaltare la superficie. Una pratica che, nel periodo della pandemia, ha scandito instancabilmente il quotidiano dell’artista, accompagnata dalla musica psichedelica degli anni Settanta.

In mostra ci saranno una ventina di opere di vario formato, con un’unica costante: rami che si intrecciano, si annodano e creano un bosco fitto in cui la luce fa fatica a filtrare. Un allestimento avvolgente che introduce all’atmosfera, un po’ terrificante, delle migliori favole dei fratelli Grimm. Ogni tela, perchè di tele si tratta, è potente e fragile allo stesso tempo. È fatta di dettagli preziosi che trovano una correlazione con i temi della pittura tradizionale giapponese o con la cultura dei batik. C’è un ché di mistico nella ripetizione dello stesso soggetto, una sorta di mantra, di meditazione per riconciliare lo spirito, almeno nell’intenzione di Marco Paoli, con la realtà distorta e malata che tutti abbiamo vissuto in questi ultimi anni.

“TRE.E – racconta Paoli – fa seguito a UNO, DUE, un altro progetto, ancora in divenire, nato dopo Hallelujah Toscana.  Un corpus di fotografie che ha come tema l’acqua. UNO, DUE ha preso la forma di libro d’artista e per adesso è stato stampato in pochissime copie. È un libro circolare, che puoi scorrere da ambo i lati. Spero che possa diventare presto una mostra.  Con TRE.E, insieme alle curatrici, abbiamo voluto giocare con questo titolo, tree come albero nella sua traduzione inglese, tema al centro di questa produzione, ma anche nella sua accezione di numero tre.”

Per l’occasione sarà pubblicato un volume, realizzato da Cartavetra, con testi di Marcella Cangioli e Antonella Nicola.