Nunzia Antonino in
Lenòr
dedicato a Eleonora de Fonseca Pimentel
La Città del Teatro di Cascina
Sabato 5 marzo ore 21.00

 

Sabato 5 marzo alle ore 21.00 alla Città del Teatro sarà in scena l’emozionante monologo di Nunzia Antonino dedicato a Eleonora de Fonseca Pimentel, giornalista e donna di immensa cultura, vissuta nel XVIII secolo in Italia.

“Sono nata il 13 gennaio 1752. Sotto il segno del Capricorno. Credo nell’influsso delle stelle sul destino
delle persone.
Sono state le stelle a suggerirmi: continua, va’ avanti. E io, sin da piccola, sono stata curiosa, testarda,
perseverante: pronta a prendere tempo, per poi esplodere all’improvviso.
Da ragazza avevo due occhi di fuoco, ero sincera, fervida, non capivo il cinismo, volevo che le cose
migliorassero, credevo che potessero migliorare, e non solo per pochi.
Ero disposta a rinunciare ai miei privilegi. Forse ero ingenua. Ho combattuto.”

Portoghese d’origine, napoletana d’adozione, La De Fonseca fu poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornaliste in Europa. Quello che colpisce nella sua storia è la corrispondenza che seppe coltivare fra pensiero e azione, fra personale e politico. Data in sposa a un uomo violento, fu capace di divorziare in un tempo complicato. Accolta alla corte dei Borbone, scelse di opporvisi rinunciando a una vita che sarebbe stata assai comoda. Si occupò di scienza e di lingua, adottando per il suo giornale il dialetto con l’obiettivo, purtroppo fallito, di dialogare con il popolo ignorante.
L’opera teatrale, scritta da Enza Piccolo, Nunzia Antonino e Carlo Bruni e diretta da quest’ultimo, è un monologo denso di passione, amore e dolore, in scena Nunzia Antonino, dà voce alle donne di
tutto il mondo e di tutte le epoche attraverso Lenòr, che non vuole sottostare alle regole di un
mondo maschile, ma lotta in prima persona per una società migliore e le proprie convinzioni, non
piegandosi mai ai voleri del potere.

«L’incontro con “Lenòr” è stato folgorante.- spiegano gli autori- Eleonora fu una figura decisiva per la
storia del nostro paese e in particolare del sud. Protagonista nei moti partenopei del 1799 e di
quell’effimera repubblica meridionale, condusse un’esistenza esemplare, appassionata e faticosa, che ci
parla ancora oggi, con grande forza, di libertà e giustizia, di amore e dignità.
Gli straordinari sommovimenti che stanno mutando il profilo del mondo arabo, la crescente indignazione che anima i movimenti europei, il disagio che attraversa l’Italia, disegnano un panorama in cui la storia di questa donna, insieme a quella di molti suoi compagni di viaggio, sembra collocarsi perfettamente. Eleonora combatté sino al patibolo la volgarità e l’inganno, l’ignoranza e la barbarie.
Raccontarla significa non solo rendere omaggio a una grande antenata, ma invitarla a guidarci ancora sul sentiero di questo tempo difficile.»

La rassegna serale Maree continuerà a parlare di donne anche sabato 12 marzo con Lella Costa ed il
suo spettacolo “Se non posso ballare non è la mia rivoluzione” ispirato a Il catalogo delle donne
valorose di Serena Dandini.