Il direttore Franco D’Ippolito e il consulente artistico alla direzione Massimiliano Civica annunciano la Stagione 2021/2022 del Teatro Metastasio di Prato: l’ultima azione congiunta di questa coppia dirigenziale prima dello scadere del secondo mandato di D’Ippolito a fine ottobre e dell’insediamento di Civica come nuovo direttore (già nominato dal Cda lo scorso febbraio). Il passaggio di consegne, in piena continuità con il progetto artistico e culturale degli ultimi due trienni, continua il processo di riposizionamento nel sistema teatrale, confermando ormai il MET come uno dei più importanti teatri italiani.

Con 24 spettacoli distribuiti nelle quattro sale del Met (Metastasio, Fabbricone, Magnolfi, Fabbrichino), la Stagione 2021/2022 è frutto degli orientamenti del progetto culturale complessivo e pone al suo centro la drammaturgia contemporanea e il lavoro di alcuni artisti; in particolare facendo tesoro di diciannove produzioni/coproduzioni del Met già allestite nelle due annualità scorse, ma mai andate in scena a Prato o addirittura mai debuttate, e di 5 spettacoli in ospitalità.

La Stagione 2021/2022 del Teatro Metastasio è organizzata con il contributo di Ministero della Cultura, Regione ToscanaComune di Prato e Provincia di Prato e con il sostegno di Unicoop Firenze e Publiacqua.

 

Davide Bonazzi, uno degli illustratori italiani più talentuosi e originali a livello nazionale e internazionale che quest’anno ha prodotto l’immagine della Stagione, riassume la speranza di ‘apertura e accoglienza’:

Lavorando a questo progetto è emersa da subito la necessità di raccontare due storie. La prima è legata alle tribolazioni che hanno condizionato le nostre vite nell’ultimo anno e mezzo; la seconda, alla speranza di poter finalmente lasciarsi alle spalle le difficoltà per costruire una nuova Stagione di serenità. Il teatro è fra quei luoghi che hanno maggiormente sperimentato il groviglio di incertezze legate al terribile momento storico, un luogo che per troppo tempo abbiamo visto come distante e inaccessibile. L’immagine, tuttavia, racconta che anche il groviglio più fitto può sciogliersi in un unico filamento, la cui forma magari richiami proprio quella sinuosa del teatro Metastasio. Con l’augurio che anche un luogo chiuso possa tornare ad essere un simbolo di apertura e accoglienza“.

 

Amici, compagni di viaggio, vecchie conoscenze e nuove giovani scoperte compongono quindi la rosa dei nomi degli artisti in cartellone: Roberto Latini, Kinkaleri, Monica Demuru, Mimosa Campironi/Alessandro Averone, Biancofango, Carmelo Rifici, Nina’s Drag Queens, Valter Malosti, Massimiliano Civica, Francesco Frangipane, Federico Tiezzi, compagnia OYES, Daria Deflorian/Antonio Tagliarini, Pippo Delbono, Babilonia Teatri, Davide Grillo, Andrea Paolucci/Teatro dell’Argine, Paola Tintinelli, Antonio Rezza/Flavia Mastrella, Renato Carpentieri, Riccardo Goretti/Massimo Bonechi/Giorgio Rossi, Cristiana Morganti, Roberto Romei.

 

GLI SPETTACOLI DELLA STAGIONE TEATRALE 2021/2022

 

20/24 OTTOBRE – Teatro Metastasio

L’ARMATA BRANCALEONE

drammaturgia e regia Roberto Latini; con Elena Bucci, Roberto Latini, Ciro Masella, Claudia Marsicano, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Marco Sgrosso, Marco Vergani; produzione Teatro Metastasio di Prato / Emilia-Romagna Teatro Fondazione; con il sostegno di Publiacqua.

PRIMA ASSOLUTA

L’armata Brancaleone è patafisica, una condizione del pensiero, una mappa a cui Roberto Latini con il suo nuovissimo spettacolo si ispira tentando una scrittura che diventi scenica. Per elogiare la leggerezza e lo scalmanato disordine dell’opera, Latini ha infatti immaginato le parole oltre le parole, rimanendo sospeso tra suono e senso, non rischiando, così, di fare una riproduzione teatrale del film. La scrittura filmica alla prova di una scrittura scenica in cui le parole, già rinominate nella grammatica aulico-burina di ogni inquadratura, sono l’impegno serio di bambini adulti per un gioco antico e modernissimo: il teatro e le sue declinazioni. In scena una compagnia di rabdomanti che scovano altezze dalla strada, dagli stracci e dalla polvere per avere uno spettatore ideale: noi bambini, al riparo dall’età e come unico alibi la fantasia.

 

28/31 ottobre – Teatro Fabbricone

OTELLO

liberamente tratto da The Tragedy of Othello, the Moor of Venice di William Shakespeare; progetto e realizzazione Kinkaleri – Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco; con Chiara Lucisano, Caterina Montanari, Daniele Palmeri, Michele Scappa; coproduzione Kinkaleri-KLm / Teatro Metastasio di Prato; con il sostegno di MiC, Regione Toscana.

PRIMA ASSOLUTA

Kinkaleri esplora una delle più famose tragedie shakespeariane come luogo per dare alle parole il potere di essere e diventare OtellO. Un testo da percorrere nella ricerca di un Corpo che contenga simultaneamente Parola e Suono; una scrittura/corpo che cerca nelle dinamiche, nelle forze e nelle tensioni, l’effetto diretto di un mondo generato dalle parole. Una riscrittura coreografica sui corpi che aderiscono allo spazio come a un destino, nella ricerca di un linguaggio che non pretende di spiegarsi ma di restare straniero. Straniero come è Otello. Con questo lavoro Kinkaleri cerca di assumere su di sé, ancora una volta, le tensioni della rappresentazione contemporanea nel suo momento di passaggio più conclamato e ambiguo, per collocarlo nella dimensione culturale dell’occidente come una rinnovata età di passaggio, nel suo essere e poter essere ancora più vibrante, prima che l’umano cessi di essere solo umano.

 

4/7 novembre – Teatro Magnolfi

JUKEBOX

un progetto di Encyclopédie de la parole; direzione artistica Elise Simonet; regia Joris Lacoste; con Monica Demuru; direzione tecnica e dramaturg Riccardo Fazi; drammaturgia e coordinamento della raccolta dei documenti audio Francesco Alberici; raccolta dei documenti audio Francesco Alberici, Matteo Angius, Sophy Benar, Tommaso Carovani, Elisa Comparetti, Monica Demuru, Maddalena De Carolis, Riccardo Fazi, Lorenza Guerrini, Andrea Livi, Andrea Melis, Claudio Mura, Federico Paino, Elise Simonet, Veronica Tinnirello, Giorgia Vignola; produzione Échelle 1:1, Short Theatre / Teatro di Roma – Teatro Nazionale / Teatro Metastasio di Prato Contemporanea Festival/ Sardegna Teatro-10 Nodi Festival; con il sostegno di Institut Français Roma, Institut Français Paris.

Se vivo a Roma, Prato o Cagliari, quali sono i diversi discorsi che mi attraversano in un dato giorno? Cosa vogliamo sentire dalla lingua che parliamo? Dalla nostra cultura? Jukebox è un solo site-specific pensato per un territorio particolare: una città, i suoi abitanti e la lingua che condividono. Ogni suo capitolo è composto in stretta collaborazione tra gli autori, un performer, un drammaturgo locale e dei raccoglitori di discorsi che collezionano, classificano, trascrivono delle registrazioni audio, che saranno poi ricreate durante una performance. Ogni sera il pubblico ha la possibilità di scegliere quale sequenza di parole far pronunciare a Monica Demuru, jukebox-umano che dà vita ai materiali sonori raccolti. Jukebox esplora così i modi con cui una comunità rappresenta sé stessa, portando in scena quelle voci che il pubblico desidera ascoltare, facendole risuonare le une con le altre.

 

16/21 novembre – Teatro Fabbrichino

FAMILY GAME VR

di Mimosa Campironi; regia Mimosa Campironi; con la collaborazione di Alessandro Averone; con Alessandro Averone; produzione Teatro Metastasio di Prato; Testo selezionato da Italian & American Project 2020/22.

PRIMA ASSOLUTA

Family Game VR è uno dei primi spettacoli teatrali in realtà virtuale al mondo: lo spettatore sarà portato a immergersi nell’opera teatrale diventandone parte. A ognuno è consegnato uno speciale visore immersivo, per una visione a 360° dello spettacolo che lo catapulterà al centro della scena. Intorno a lui si svolge l’azione dei personaggi, sia virtuali, sia presenti in sala. La storia è quella di uno scambio di identità, a partire dalla fuga misteriosa di un uomo dalle macerie di un terremoto. Il progetto nasce dalla volontà di utilizzare la tecnologia come amplificatore del concetto pirandelliano di identità frammentata tra maschera e individuo, fino a confondere immaginario e realtà. In questo quadro la scrittura è pensata per l’interpretazione di un solo attore che si cala nei panni di tutti i personaggi presenti nel racconto. Assisterete ad un monologo che sarà un crescendo e allo stesso tempo una caduta verso il grottesco. Chi indossa il visore è chiamato a partecipare attivamente alla narrazione, per scoprire cosa si nasconde tra le pieghe della storia di cui è testimone.

 

25/28 novembre – Teatro Fabbricone

ABOUT LOLITA

un progetto di Biancofango; drammaturgia Francesca Macrì e Andrea Trapani; con Gaia Masciale, Andrea Trapani, Francesco Villano; regia Francesca Macrì; prodotto dal Teatro Metastasio di Prato e Fattore K; in collaborazione con TWAIN Residenze di spettacolo dal vivo.

Lolita è troppe cose per sintetizzarla in una frase sola. Lolita è roba da censura. Ma si può censurare il piacere? O il pensiero del piacere? E che differenza esiste tra il piacere pensato e il piacere agito? About Lolita è un titolo che riporta inevitabilmente allo straordinario romanzo di Nabokov o all’immagine della ragazzina in costume da bagno che guarda senza pudore la macchina da presa e lo spettatore dell’ancora più noto, forse, film di Kubrick. Biancofango li riattraversa entrambi e li abbandona per viaggiare dentro il mito di Lolita, per bloccare in un fermo immagine la triangolazione pericolosa di una ragazzina troppo curiosa e due uomini, per inoltrarsi nei territori proibiti del piacere e del desiderio, lungo i lastricati sentieri della pornografia, dove si fronteggiano pericolosamente l’immaginato e l’agito. Uno spettacolo che è mito e rito della nostalgia della giovinezza e della sua sconvolgente sessualità, la violazione di un’infanzia che fiorisce in una preadolescenza aggredita da un quasi padre e da un suo amico su un campo da tennis.

 

2/5 dicembre – Teatro Metastasio

MACBETH, LE COSE NASCOSTE

di Angela Dematté e Carmelo Rifici; tratto dall’opera di William Shakespeare; dramaturg Simona Gonella; progetto e regia Carmelo Rifici; con (in ordine alfabetico) Alessandro Bandini, Alfonso De Vreese, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Leda Kreider, Maria Pilar Pérez Aspa, Elena Rivoltini; e con (in alternanza) Angela Dematté, Simona Gonella, Carmelo Rifici; produzione LAC Lugano Arte e Cultura; in coproduzione con Teatro Metastasio di Prato / TPE – Teatro Piemonte Europa / Emilia-Romagna Teatro Fondazione; in collaborazione con Centro Teatrale Santacristina.

Carmelo Rifici con il suo Macbeth, le cose nascoste allestisce uno spettacolo monumentale per un viaggio nelle profondità dell’inconscio. Erede di Luca Ronconi alla guida della Scuola di Teatro del Piccolo di Milano, Carmelo Rifici affronta la dimensione archetipica del Macbeth chiedendo l’appoggio e la complicità di una coppia di psicanalisti junghiani per riscrivere la tragedia shakesperiana e trasformarla in Macbeth, le cose nascoste, esito di un lungo lavoro di ricerca drammaturgica che il regista ha realizzato insieme ad Angela Dematté e Simona Gonella. Un Macbeth che nasce dall’esplorazione del rapporto psicanalista/paziente condotta insieme agli psicanalisti Giuseppe Lombardi e Luciana Vigato alla ricerca dei lati nascosti degli interpreti. Da questo viaggio nell’anima degli attori nasce un Macbeth il cui protagonista si fa letteralmente in tre, grazie a Tindaro Granata, Angelo Di Genio – entrambi Premi Ubu – e Alfonso De Vreese, le cui mogli/ladies sono qui incarnate da Leda Kreider, Elena Rivoltini e Maria Pilar Pérez Aspa, mentre il giovane Alessandro Bandini, vincitore del Premio Scenario, impersona gli sfortunati figli della tragedia scozzese.

 

8/12 dicembre – Teatro Fabbricone

LE GATTOPARDE – L’ultima festa prima della fine del mondo

uno spettacolo Nina’s Drag Queens; di e con Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò; regia Ulisse Romanò; drammaturgia collettiva guidata da Lorenzo Piccolo; produzione Aparte Soc. Coop. / Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano / Teatro Metastasio di Prato / Emilia-Romagna Teatro Fondazione.

Le Nina’s Drag Queens si tuffano nella grandiosa decadenza di un mostro sacro del nostro immaginario nazionale, Il Gattopardo, romanzo di Tomasi di Lampedusa e film di Luchino Visconti, e ne riemergono mescolando le carte in tavola e miscelando sacro e profano. C’è una grande festa: la festa dell’amore, la festa degli intrighi di palazzo, la festa di un cambiamento che viaggia sulla bocca di tutti, tra retorica e sincerità, in un caleidoscopio di figure. Alla festa, tutto è visibile, tutto è segreto. Le Gattoparde mette in scena la bellezza che intorpidisce, il ciclo di un presente che continua a ripetersi, il bisogno di guardare altrove. Un sogno che tra tacchi, parrucche e lustrini, una pagina di letteratura e una canzone di Myss Keta, racconta un mondo che non sa cambiare, ma soprattutto il desiderio di una nuova era dove non c’è più spazio per vecchi pregiudizi.

 

16/19 dicembre – Teatro Metastasio

I DUE GEMELLI VENEZIANI

di Carlo Goldoni; adattamento Angela Demattè, Valter Malosti; con Marco Foschi, Danilo Nigrelli, Marco Manchisi, Irene Petris, Alessandro Bressanello, Anna Gamba, Valerio Mazzucato, Camilla Nigro, Vittorio Camarota, Andrea Bellacicco; regia Valter Malosti; produzione Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni / Fondazione Teatro Piemonte Europa / Teatro Metastasio di Prato.

Valter Malosti incontra per la prima volta Goldoni con I due gemelli veneziani, una macchina di divertimento dalle tinte fosche in cui svetta l’invenzione dei gemelli identici ma dai caratteri opposti. Accompagnato dall’appassionato studio dei Mémoires, e insieme alla drammaturga Angela Demattè, Malosti fa parlare i personaggi goldoniani con un italiano (e un veneziano) più ruvido e birichino, in una scena che si sfalda in un labirinto di vicoli e prospettive misteriose. Sempre nei Mémoires, Goldoni rivela la sua fascinazione per il carisma di un attore imponente e istrionico in cui la forza risiede in una tecnica magistrale che combina l’improvvisazione, i ruoli multipli, la maschera, un uso del corpo che potrebbe ricordarci la nostra danza contemporanea, il ritmo, la capacità di cambiare innumerevoli registri vocali. Un’abilità rara, che Malosti sollecita negli attori, collocando la sua regia lungo il crinale sottile che separa la tradizione dalla sperimentazione.

 

11/16 gennaio – Teatro Magnolfi

L’ANGELO E LA MOSCACommento sul teatro di grandi Mistici

conferenza-spettacolo a cura di Massimiliano Civica; produzione Teatro Metastasio di Prato.

Racconti e facezie sono sempre stati utilizzati dai grandi Maestri dell’Occidente e dell’Oriente per “contrabbandare” insegnamenti profondi, per aprire il cuore ad una comprensione più elevata della realtà. I racconti del Baal Shem Tov e dei Rebbe dello Chassidismo, le storie dei Sufi e le poesie di Jalal al-Din Rumi serviranno per illustrare comportamenti e situazioni del mondo del Teatro e dei suoi protagonisti. “Che c’entra la Mistica col Teatro?”, è la domanda che risuona in questa conferenza-spettacolo.

 

20/23 gennaio – Teatro Metastasio

GIUSTO LA FINE DEL MONDO

di Jean-Luc Lagarce; traduzione Franco Quadri; regia Francesco Frangipane; con Anna Bonaiuto, Alessandro Tedeschi, Barbara Ronchi, Vincenzo De Michele, Angela Curri; produzione Argot Produzioni e Teatro Metastasio di Prato; in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e AMAT.

Giusto la fine del mondo è un testo poetico e lancinante, un trionfo dell’incomunicabilità incastonato in una messinscena commovente e superba. Louis – uno scrittore malato di Aids e prossimo alla morte – torna nel suo paese natale per rivedere i suoi familiari e comunicare la notizia della sua malattia. I membri della famiglia reagiscono tutti in maniera diversa all’incontro ma ogni dialogo si riduce a inutili tentativi di riempire il vuoto con le parole, tanto che Louis andrà via la sera stessa, senza aver confessato il vero motivo della sua “visita”. Una storia che è drammaticamente intrecciata con la vicenda personale dell’autore, Jean-Luc Lagarce morto di AIDS a 38 anni, uno tra gli autori più rappresentati in Francia. La profondità del suo pensiero e l’originalità della sintassi fanno di lui uno scrittore al tempo stesso classico e contemporaneo. Tratto da quest’opera il pluripremiato film del regista canadese Xavier Dolan, vincitore del Grand Prix della Giuria al Festival di Cannes del 2016.

 

26/30 gennaio – Teatro Fabbricone

IL PURGATORIOLa notte lava la mente

di Mario Luzi; drammaturgia Sandro Lombardi e Federico Tiezzi; regia Federico Tiezzi; con Alessandro Averone, Dario Battaglia, Alessandro Burzotta, Giampiero Cicciò, Francesca Ciocchetti, Martino D’Amico, Salvatore Drago, Giovanni Franzoni, Francesca Gabucci, Leda Kreider, Sandro Lombardi, David Meden, Annibale Pavone, Luca Tanganelli, Debora Zuin; una coproduzione tra Associazione Teatrale Pistoiese / Teatro Metastasio di Prato / Compagnia Lombardi Tiezzi / Fondazione Campania dei Festival / Teatro di Napoli-Teatro Nazionale; con il contributo e il patrocinio del Comitato Nazionale per la Celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e con la collaborazione dell’Accademia della Crusca.

Il testo de Il Purgatorio di Mario Luzi è la prima tappa di un progetto triennale con cui Federico Tiezzi teatralizza il poema dantesco, riallestendo in modo nuovo tre spettacoli basati su drammaturgie create trenta anni fa da Edoardo Sanguineti, Mario Luzi e Giovanni Giudici. Così Tiezzi: «Le radici della nostra cultura – filosofia, etica, estetica, politica, teatro – affondano nel poema. La poesia di Dante coglie e tramanda lo spirito profondo di quella cultura nella quale l’Europa ancora attinge le ragioni interiori del suo stesso esistere. Con questo lavoro vorrei mostrare come Dante non sia solo il teologo, il moralista, il politico che negli anni di scuola ci è stato mostrato: ma anche l’appassionato ricercatore di quella che lui stesso chiama l’umana felicità, cioè la piena realizzazione dell’uomo».

 

2/6 febbraio – Teatro Metastasio

LA COSCIENZA DI ZENO

uno spettacolo di Oyes; ideazione e regia di Stefano Cordella; cast in via di definizione; produzione Teatro Metastasio di Prato / Teatro Stabile del Veneto / LAC Lugano Arte e Cultura / Oyes.

PRIMA ASSOLUTA

Le contraddizioni della società sono da sempre alla base delle drammaturgie collettive originali che un gruppo under 35 di attori diplomati all’Accademia dei Filodrammatici di Milano e riunito dal 2010 nella compagnia Oyes sviluppa senza perdere il confronto con la tradizione e i grandi autori classici e contemporanei. Per La coscienza di Zeno di Italo Svevo, Oyes si concentra sul tempo e sullo stile della narrazione di un uomo cui lo psicanalista ha assegnato il compito di scrivere un diario che ripercorra i punti critici della sua vita, per provare a comprendere l’origine della sua malattia. La sua autoanalisi procede per bruschi arresti e accelerazioni improvvise, dilatando e restringendo il tempo, seguendo il flusso di coscienza e la libera associazione di idee, sempre sul sottile crinale tra sincerità e menzogna, tra razionalità e inconscio, tra memoria e creazione artistica.

 

10/13 febbraio – Teatro Fabbricone

AVREMO ANCORA L’OCCASIONE DI BALLARE INSIEME

un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini; liberamente ispirato al film Ginger e Fred di Federico Fellini; interpretazione e co-creazione Francesco Alberici, Martina Badiluzzi, Daria Deflorian, Monica Demuru, Antonio Tagliarini, Emanuele Valenti; produzione Associazione culturale A.D. / Teatro di Roma – Teatro Nazionale / Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Metastasio di Prato.

Avremo ancora l’occasione di ballare insieme è un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini liberamente ispirato al film Ginger e Fred di Federico Fellini. Non un progetto sul film o su Fellini, ma “una ballata dedicata agli artisti, al loro desiderio di essere un altro, alla loro determinazione a giocare per tutta la vita, a cadere ad ogni ciak, a mettere nei dettagli insensati la loro biografia più segreta, al loro smascherarsi ‘intenzionalmente senza intenzione’ come ha detto Fellini parlando del lavoro dell’attore”. Un lavoro sulla coppia e sul dialogo come possibilità di generare azioni, anche immaginarie. In scena una coppia di trentenni, una di quarantacinquenni e una di sessantenni danno vita a una coppia sola, nello scorrere degli anni, in un dialogo aperto con quello che è stato e sarà, avanti e indietro nel tempo. Una riflessione sulla ‘mutazione antropologica dell’arte’ che Fellini ha colto quando stava accadendo e che oggi è stata fin troppo interiorizzata dagli artisti: il progressivo identificarsi tra atto creativo e merce.

 

17/20 febbraio – Teatro Metastasio

AMORE

uno spettacolo di Pippo Delbono; con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella; e artisti portoghesi in via di definizione; produttore esecutivo Emilia Romagna Teatro Fondazione; coproduttori associati São Luiz Teatro Municipal – Lisbona / Pirilampo Artes Lda / Câmara Municipal de Setubál / Rota Clandestina / Ministeri da Cultura – Direcção Geral Das Artes (Portogallo).

Portare dentro al teatro la vita è da sempre una prerogativa necessaria a Pippo Delbono, che in questa nuova creazione cerca di afferrare l’instancabile umana ricerca di Amore attraverso le tante vicissitudini dolorose che l’esistenza riserva. Il punto di partenza è l’immaginario malinconico, struggente, elegiaco del Portogallo, dove anche nostalgia e tristezza, nella loro radicata cittadinanza, incontrano la qualità totalmente umana dell’Amore. Insieme ai suoi fedeli compagni di strada e ad altri interpreti portoghesi, ispirato dai versi di Pessoa, di Tabucchi, da García Lorca ma anche da Anna Maria Ortese e dalle liriche del fado, Delbono fa appello all’Amore, lo nomina, lo invoca in maniera laica e sognante e lo libera dalla confusione che ha regnato sull’intera narrazione dell’odissea della pandemia globale e dall’ingombrante presenza della morte.

 

23/27 febbraio – Teatro Fabbricone

GIULIO MEETS RAMY – RAMY MEETS GIULIO

di Valeria Raimondi e Enrico Castellani; con Ramy Essam, Enrico Castellani e Amani Sadat; produzione Teatro Metastasio di Prato.

PRIMA ASSOLUTA

Babilonia Teatri parte dalla scomparsa di Giulio Regeni al Cairo il 25 gennaio 2016. Per costruire con Giulio meets Ramy / Ramy meets Giulio uno spettacolo che ci mette davanti un cittadino italiano, con passaporto italiano, che subisce lo stesso trattamento che generalmente spetta agli egiziani invisi al regime di al-Sisi. Sul palco, a cantare contro i regimi, c’è Ramy Essam, conosciuto oggi in Egitto come la voce della rivoluzione, dal 2014 in esilio con sulla sua testa un mandato di cattura per terrorismo, cantore da sempre di libertà e giustizia per il suo popolo. Le canzoni di Ramy danno voce a domande profondamente concrete e politiche: “Cosa significa Stato. Cosa significa giustizia. Cosa significa potere. Cosa significa polizia. Cosa significa processo. Cosa significa legalità. Cosa significa carcere. Cosa significa tortura. Cosa significa opinione pubblica. Cosa significano giornalismo e libertà d’informazione”. L’intento ultimo è una riflessione su quali siano le priorità e quali i valori che lo Stato pone a suo fondamento, quali gli obiettivi che persegue e i diritti che tutela.

 

3/6 marzo – Teatro Fabbrichino

IL TEMPO STINGEBrevi monologhi contro l’affanno

di e con Davide Grillo

Il giovane attore e autore Davide Grillo è l’interprete di Il tempo stinge, una raccolta di brevi monologhi contro l’affanno, brani tragicomici che, direttamente o indirettamente, hanno a che fare con il tempo, il suo trascorrere, il rapporto seccante che se ne crea, gli affanni e le nefandezze connessi. Il collante è legato al fatto che il tempo peggiora l’umana condizione a partire dalla fanciullezza in poi.

 

8/20 marzo – Teatro Magnolfi

GIOCHI SENZA CONFINI

un’installazione interattiva multimediale a cura del Teatro dell’Argine; progettazione Andrea Paolucci.

Un’installazione interattiva per scoprire i giochi che ci uniscono, che ci divertono, che ci fanno sentire vicini anche se veniamo da molto lontano. 10 valigie in legno e pelle con le quali giocare ed essere giocati, scoprendo che i giochi che amiamo di più sono i più amati anche dall’altra parte del mondo. 10 occasioni per conoscere meglio le tante comunità pratesi appositamente intervistate in questi mesi e che hanno risposto alla domanda “Qual è il tuo gioco preferito?”. Al Magnolfi per dodici giorni arriva Giochi senza confini, la mostra interattiva del Teatro dell’Argine per scoprire quanto il gioco e il divertimento possano essere solide basi per una convivenza serena e pacifica tra nuovi e vecchi cittadini.

 

16/20 marzo – Teatro Metastasio

GIORNI FELICI

GRUPPO DI LAVORO ARTISTICO

di Samuel Beckett; traduzione di Carlo Fruttero; uno spettacolo di Massimiliano Civica; con Roberto Abbiati, Monica Demuru; produzione Teatro Metastasio di Prato.

PRIMA ASSOLUTA

Una donna è sepolta dentro un monticello di sabbia, prima fino al busto, poi fino al collo. Suo marito vive in una cavità del cumulo di sabbia, alle spalle della moglie. Lo spettacolo inizia, la donna si sveglia al suono di un campanello, sorride e dice: “Un altro giorno divino”. E affronta una nuova giornata, provando a cavarsela e ad essere felice, come facciamo tutti. Se Winnie non fosse sepolta in quel monticello di sabbia, Giorni felici potrebbe benissimo essere una commedia all’italiana sulla vita di coppia. Quel monticello di sabbia è il colpo di genio di Beckett, quello che permette agli spettatori di scorgere l’assurdità della commedia dei nostri giorni felici.

 

24/27 marzo – Teatro Fabbrichino

CON TANTO AMORE, MARIO

di e con Paola Tintinelli

Uno spettacolo della compagnia ASTORRITINTINELLI, tragicomico, muto e in bianco e nero con Paola Tintinelli che racconta, con straordinaria potenza espressiva e poetica, il sentimento di disperata e inerme estraneità che il suo protagonista Mario, un uomo qualunque, prova davanti al mondo e alle ineluttabili perturbazioni che la vita esterna e interiore gli riserva. Sulla scena un armadietto di ferro, quello di un ex postino, che contiene gli oggetti che accompagnano la routine di questo essere poetico, la sua vita piena di cose, sguardi suoni e gesti, e vuota di relazioni con gli altri, in continua ricerca di un senso di appartenenza, la sua solitudine.

 

7/10 aprile – Teatro Fabbricone

BAHAMUTH

di Flavia Mastrella Antonio Rezza; con Antonio Rezza; e con Ivan Bellavista e Neilson Bispo Dos Santos; liberamente associato al Manuale di zoologia fantastica; di J.L. Borges e M. Guerrero; (mai) scritto da Antonio Rezza; habitat di Flavia Mastrella; una produzione RezzaMastrella / La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello.

Leoni d’Oro alla carriera per il Teatro 2018, Antonio Rezza e Flavia Mastrella associano liberamente al Manuale di zoologia fantastica di Borges la figura di Bahamut, l’Essere Supremo, il gigantesco pesce reggimondo della cosmologia musulmana, arché dell’insostenibile pesantezza del sopravvivere. Un uomo steso fa le veci del tiranno. E cede il passo all’atleta di Dio che volteggia sulle sbarre con le braccia della disperazione. E poi un nano, più basso delle sue ambizioni, che usa lo scuro per fare, e la luce per dire. La scatola, giocattolo di metallo, legno, stoffa verde e aria, determina un vincolo formale e provoca un’urbanizzazione dello spazio composto di piani d’aria, definiti da rette quasi mai parallele. “Io sono il mio tamburo e mi suono al ritmo mio”. Insieme ad Antonio Rezza in scena Ivan Bellavista e Neilson Bispo Dos Santos.

 

21/24 aprile – Teatro Metastasio

IL COMPLICE

di Friedrich Dürrenmatt; traduzione Emilio Castellani; con Renato Carpentieri, Salvatore D’Onofrio, Giovanni Moschella, Valeria Luchetti; e altri attori in via di definizione; regia Renato Carpentieri; produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale / Associazione Culturale “Il punto in movimento”.

Renato Carpentieri dirige e interpreta Il complice di Friedrich Dürrenmatt, una commedia distopica oltre che una metafora ironica di questa nostra «epoca del grottesco e della caricatura», con tre protagonisti senza nome perché emblemi del nostro tempo: Doc è un luminare della chimica, licenziato a causa di una qualche crisi, che il potente anziano capomafia Boss utilizza per sciogliere i cadaveri prodotti nella lotta per il profitto, mentre Cop è il poliziotto “assetato di giustizia” che segue la vicenda e non arretra neanche di fronte all’assassinio. Il complice per eccellenza è naturalmente Doc, lo scienziato di una scienza vilipesa e distorta, “l’intellettuale”, ma è evidente che anche tutti gli altri protagonisti sono complici: fanno quello che possono per continuare a vivere, ribelli o acquiescenti, nel disordine provocato da altri.

 

26 aprile/1°maggio – Teatro Fabbrichino

GLI ULTIMI GIORNI DI POMPEO

di e con Massimo Bonechi, Riccardo Goretti, Giorgio Rossi; da un’idea di Riccardo Goretti
con l’amichevole consulenza di Marina Comandini in Pazienza; con la partecipazione speciale di Lucia Poli e David Riondino; produzione Teatro Metastasio di Prato / Associazione Sosta Palmizi; in collaborazione con STA – Spazio Teatrale Allincontro.

PRIMA ASSOLUTA

Nato dall’incontro tra lo scrittore e attore di teatro e cinema Riccardo Goretti, il regista e attore Massimo Bonechi e il danzatore e coreografo Giorgio Rossi, lo spettacolo Gli ultimi giorni di Pompeo è un omaggio all’omonima opera leggendaria e straziante di Andrea Pazienza, pubblicata trentacinque anni fa, che racconta in modo scomodo, feroce, commovente e sincero fino alla brutalità la discesa nel baratro dell’eroina di una intera generazione. Rispettosi del testo originale fino alla sillaba, trasudanti amore per l’opera originale in ogni gesto, i tre portano in scena l’opera figlia di grandi slanci politici e culturali e di grandi delusioni con l’amichevole consulenza di Marina Comandini in Pazienza e con la partecipazione speciale di Lucia Poli e David Riondino.

 

5/8 maggio – Teatro Fabbricone

ANOTHER ROUND FOR FIVE

regia e coreografia Cristiana Morganti; interpreti Maria Giovanna Delle Donne, Anna Fingerhuth, Justine Lebas, Antonio Montanile, Damiaan Veens; produzione il Funaro | Pistoia; con Fondazione Campania dei Festival; in coproduzione con TPE – Teatro Piemonte Europa / Teatro Metastasio di Prato / Associazione Teatrale Pistoiese / Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni e MA scène nationale – Pays de Montbéliard.

Nuova creazione di Cristiana Morganti, danzatrice e coreografa, in passato storica interprete del Tanztheater di Pina Bausch, Another Round for Five è un racconto danzato non lineare che prende forma da un montaggio dal sapore cinematografico sul tema del cerchio inteso come circolo vizioso. Cinque danzatori di nazionalità diverse e dalle esperienze professionali eterogenee, stagliandosi rapidamente come dei veri e propri personaggi, si riuniscono in un luogo non ben definito, forse un club o un circolo, dando vita a rituali, esibizioni televisive, gare, terapie di gruppo, scontri, discussioni e confessioni. In scena, il tempo è scandito da flashback e anticipazioni, in un gioco dove realtà e finzione, conscio e inconscio, equilibrio e caos si confondono.

 

11/15 maggio – Teatro Metastasio

ANTONIO E CLEOPATRA – Anche perdere il mondo

con Paolo Briguglia e Barbara Chichiarelli; regia Roberto Romei; drammaturgia Federico Bellini e Roberto Romei; produzione Teatro Metastasio di Prato.

PRIMA ASSOLUTA

Lo spettacolo è un adattamento dell’originale di Shakespeare per due attori, con alcuni inserti del testo All for love di J. Dryden, rimontato drammaturgicamente per concentrarsi sui due protagonisti, personaggi famosi in tutto il mondo, che però da questo mondo hanno cercato di fuggire senza esito. Antonio e Cleopatra, ma anche Richard Burton ed Elizabeth Taylor che li hanno interpretati nel famoso kolossal di Mankiewicz, in un gioco di specchi che attraversa le epoche e interseca il teatro con il cinema. Tutto ruota attorno ai due amanti che si trovano alla fine della loro storia, isolati ad Alessandria d’Egitto, costretti ad ammettere il gran conflitto insito nell’amore: porta all’isolamento, al chiudersi in un mondo ideale lontano dai fastidi e dalle responsabilità della vita, ma in questo modo ne sancisce anche la sua fine, perché il mondo finisce sempre per richiamarci alla realtà. In una grande villa, in attesa della fine che si avvicina, si celebra il compleanno di Antonio e i due innamorati lottano per il loro amore, litigano e rimpiangono una vita più semplice, fino al tragico finale, a cui si abbandonano consci della bellezza della loro scelta e dell’inesorabilità della loro fuga. Antonio e Cleopatra è il naufragio dei sogni e dell’ideale dell’amore puro, senza rimpianti: un’ultima festa decadente e sfrenata d’addio al mondo, per non doversi adattare alle sue regole e “normalizzarsi”.