“Una nuova stagione al Teatro delle Spiagge” 

Intervista a Beatrice Visibelli, fondatrice della Compagnia Teatri d’Imbarco

 

Dal 22 ottobre al 12 dicembre 2021 parte INFUTURÀRSI, la nuova stagione del Teatro delle Spiagge. Lo spazio polivalente in Via del Pesciolino, nel quartiere delle Piagge di Firenze, apre le sue porte all’arte under 26: sedici eventi in soli tre mesi di programmazione con spettacoli, mostre permanenti, proiezioni, musica e feste, a cura della Compagnia Teatri d’Imbarco, diretta da Beatrice Visibelli e Nicola Zavagli.

 

Beatrice, come mai la scelta di chiamare “INFUTURÀRSI” la nuova stagione del Teatro delle Spiagge? Un futuro prossimo in cui sperate di proiettarvi?

Come per tutti i teatri italiani, questa stagione è una riapertura, una “rinascita teatrale”. In questi (quasi) due anni di pandemia abbiamo cercato di non spegnere mai le luci del Teatro delle Spiagge facendoci trovare sempre pronti ad accogliere di nuovo e fisicamente il pubblico che ha scelto da sempre di seguirci con passione ed entusiasmo. Giunti al termine di questo anno dedicato al padre della lingua italiana, abbiamo pensato di chiamare la nuova stagione “INFUTURÀRSI”, un verbo dantesco che si trova nel XVII Canto del Paradiso della “Divina Commedia”. Un termine che indica non solo il futuro, ma il desiderio di impastarsi le mani e sopravvivervi soprattutto grazie alle nuove generazioni. Una pennellata di coraggio in un momento in cui si cerca di guardare a nuovi orizzonti apparentemente lontani, ma in realtà imminenti. Questo è il nostro obiettivo e il compito del teatro in generale: dare sempre degli orizzonti possibili da sognare.

 

La programmazione è partita a ottobre con lo spettacolo “Young Portraits on stage”. Vuole raccontarci qualcosa a riguardo?

Certamente! L’apertura della stagione è avvenuta con “Young Portraits on stage 5^ ed.”, curata da giovani talenti della scena artistica indipendente guidati da due ragazze, Matilde Zavagli e Gemma Negri. Un festival che portiamo avanti da tanti anni con molte altre residenze nazionali, e che quest’anno vede protagonisti tutti ragazzi under 26. In questo modo, il Teatro delle Spiagge diventa atelier e museo, laboratorio e spazio performativo, in un’inesauribile indagine di cortocircuiti tra vita e rappresentazione.

 

Beatrice, vuole ricordarci e raccontarci gli appuntamenti di novembre? Si aprono i sipari con un Dante “in musica”, come mai?

La programmazione di novembre è ricca di appuntamenti.

Lunedì 1° novembre si parte con “LA MEMORIA MUSICALE DI DANTE”: un evento prezioso dal punto di vista culturale, eseguito dall’insieme polifonico Clemente Terni, condotto da Guglielmo Visibelli, con Lorena Giacomini, Costanza Redini, Gualtiero Spini, Francesco Tribioli, Oronzo Parlangèli, Antonio Torrini e Alessandro Guerrini. Terni è stato un importantissimo musicologo, compositore e organista. Questo concerto vuole essere un viaggio che ripercorre lo studio affidato a Terni dall’Istituto Nazionale Dantesco alla fine degli anni Ottanta. Un’esecuzione musicale di brevissimi brani a cui molto probabilmente Dante fa riferimento nella “Divina Commedia”. Un viaggio nella memoria musicale del padre della lingua italiana, per scoprire ciò che forse aveva nelle orecchie quando stava scrivendo alcuni suoi celebri passi. “La memoria musicale di Dante” è un appuntamento “fuori dagli schemi” rispetto alla nostra programmazione usuale, ma che ci tenevamo a esibire. Dopo aver presentato all’Estate Fiorentina 2021 “Young Portraits on stage”, in cui Dante viaggia nel suo “Inferno” ed è raccontato in prosa e movimento dai nostri giovani attori della Compagnia, si passa adesso a una formula di polifonia alta e pura. Un altro modo originale di raccontare il Settecentenario dantesco.

 

L’appuntamento prosegue con il 4 e il 5 novembre. Icaro è protagonista assoluto di questo spettacolo drammaturgico. Si potrebbe pensare a un Icaro giovane, scottato dall’inesperienza?

Giovedì 4 e venerdì 5 novembre si prosegue il ciclo di appuntamenti con “ICARO” di Anomalia Teatro, un gruppo torinese che ha lavorato eccezionalmente. La regia dello spettacolo è di Michele Mariniello, la drammaturgia di Debora Benincasa, con Francesca Becchetti, Debora Benincasa e Marco Gottardello. Il regista è un giovanissimo attore drammaturgo, con il quale abbiamo avuto il piacere di lavorare anche in passato. In questo caso la drammaturgia non è totalmente opera sua, ma presenta una grande originalità. Il Teatro delle Spiagge ha sempre dato molto spazio alla drammaturgia – cosa che nel teatro avviene raramente -, con l’obiettivo di portare a Firenze spettacoli di altissimo livello. Come Compagnia viviamo intorno a Nicola Zavagli, drammaturgo. I nostri spettacoli, infatti, nascono e crescono su testi scritti dallo stesso Nicola. Icaro è una ragazzina annoiata che si concede la libertà della rabbia. Icaro sa che, volando troppo in alto, si brucerà le ali. Eppure, spicca il volo. Ci chiediamo da dove fugga: se da un regno in pericolo o da un regno perfetto. Anomalia Teatro indaga l’equilibrio precario tra sentimento individuale e collettivo, smascherando i mostri del presente attraverso la suggestione del mito. Uno spettacolo che ci parla di sogni, come fanno i giovani che ci suggeriscono spunti di riflessione continui.

 

Il 12 novembre presentate invece un divertente “monologo a ridotto impatto ambientale 0”. Di che cosa si tratta e cosa significa?

Venerdì 12 novembre la Compagnia Mulino ad Arte presenta “MI ABBATTO E SONO FELICE”, di e con Daniele Ronco. La regia è di Marco Cavicchioli, un direttore artistico eccezionale. Questo spettacolo è un racconto definito “monologo a ridotto impatto ambientale 0”: l’attore in questo caso crea la scena, alimentando con la sua bicicletta l’energia sul palco. Noi abbiamo fatto spesso, e con grande entusiasmo, lavori sulla storia della bicicletta. Il protagonista in questo caso s’illumina da solo, con la sola energia fornita dalla propria pedalata. Un esperimento eccezionale presentato in tutta Italia, che arriva per la prima volta a Firenze. Un’irriverente rappresentazione che, attraverso il tema dell’ecosostenibilità, smaschera l’illusione della felicità nell’epoca del benessere.

 

Beatrice, cosa sono le “Domeniche per Famiglie”?

Le “Domeniche per Famiglie” sono organizzate da due Compagnie toscane: la prima è il Laboratorio NoveAtto Due di Sesto Fiorentino (domenica 14 novembre), mentre la seconda è Catalyst di Barberino di Mugello (domenica 12 dicembre). Due storie meravigliose che mostriamo con grande piacere al nostro giovane pubblico che la domenica pomeriggio ci segue sempre con entusiasmo e partecipazione.

In particolare, domenica 14 novembre presentiamo “IL POVERO RE”, regia di Simona Arrighi, drammaturgia di Alessandra Bedino, con Caterina Alinari e Matteo Nigi; e domenica 12 dicembre la “CASA ROMANTIKA” di e con David Bianchi “Giulivo”, regia di Riccardo Rombi.

 

Teatri d’Imbarco mette in scena “LA MITE” nei giorni di venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 al Teatro delle Spiagge. Uno spettacolo in cui è lei stessa la protagonista. Non è così? Come nasce l’idea per questo monologo e perché?

Sì, sono la protagonista di questo spettacolo. Come Compagnia abbiamo scelto di rientrare a Firenze con “LA MITE” di Fëdor Dostoevskij (adattamento e regia di Nicola Zavagli). L’anno scorso, in totale chiusura di pandemia, abbiamo portato in scena virtualmente questo spettacolo, che abbiamo girato con un sistema molto particolare. LA MITE ha avuto molto successo online, tanto che abbiamo deciso di portarla fisicamente in scena. Debutteremo in primis a Trieste, al Teatro Stabile de La Contrada, per poi girare in tutta Italia, fino a tornare al Teatro delle Spiagge a Firenze per tre giorni (venerdì 19, sabato 20 e domenica 21). Quest’ultima è una delle tappe che ci sta più a cuore. Si tratta di uno spettacolo a cui siamo profondamente affezionati. La sua messa in scena è un desiderio che avevo da molto. Un intenso monologo di un personaggio maschile che interpreto io: un “carnefice”, un uomo violento a cui la donna ha ceduto. Dostoevskij, per me e per gli altri attori della Compagnia, è un grande amore: uno dei più grandi indagatori dell’animo umano in un tempo molto lontano. Il tema della violenza sulle donne viene letto attraverso lo sguardo profondo di un autore come lui, e messo in scena in una bellissima teatralità. Mi ha affascinato, come donna, anche attraversare quelli che sono i meandri di una mente distorta e maschile. Infine, il 25 novembre – in occasione della “Giornata contro la violenza delle donne” -, saremo al Teatro Stabile di Genova in un evento speciale.

 

Il programma si conclude con venerdì 10 e sabato 11 dicembre: “TEORIA DELLA CLASSE DISAGIATA”. Vuole dire due parole?

Certamente, MALTE & Collettivo ØNAR / Marche Teatro porta in scena “TEORIA DELLA CLASSE DISAGIATA” della drammaturga italiana Sonia Antinori, dal saggio di Raffaele Alberto Ventura, con Giacomo Lilliù e Matteo Principi, regia di Giacomo Lilliù. L’adattamento teatrale di un saggio contemporaneo con le potenzialità di un dramma borghese. In scena due “stand-up tragedians” che dovrebbero essere “comedy” (ma che non lo sono) e che incarnano cinque scenari di piccolo capitalismo quotidiano, di inesorabile consumismo dei corpi, intrecciandosi in un rituale grottesco che danza intorno alla realizzazione personale senza mai riuscire a toccarla. Questo spettacolo arriva per la prima volta a Firenze ed è molto affascinante. Siamo soddisfatti di poterlo presentare.

 

C’è un “fuori programma” di cui vorresti accennare?

Speriamo di cuore di poter organizzare, come tutti gli anni, una giornata pre natalizia insieme al Quartiere Cinque per salutare i bambini.

 

Di Ginevra Poli