LA STREET ART NON VA IN QUARANTENA

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Il covid non ferma la creatività, anzi sembra che sia un virus che faccia emergere tanti nuovi talenti. Dagli youtubers improvvisati ai musicisti da balcone, fino alle migliaia di meme che girano sui social. Nel campo squisitamente artistico il coronavirus è tuttora una fonte inesauribile di
ispirazione. La fantasia nell’arte, nonostante le restrizioni, gode di
ottima salute, anzi sembra che si sia amplificata e spuntano anche
tantissimi nuovi street artists. Un po’ come i funghi. Molti lasceranno
il segno, altri lasceranno il tempo che trovano.
Lunedì 17 gennaio pare che TvBoy e Lediesis si siano messi d’accordo.
Una data fatale. TvBoy, lo street artist di fama internazionale, che da diversi anni risiede a Barcellona, affigge nella città catalana un nuovo murale
dal titolo Mobile World Virus, che ha per protagonista la Gioconda, icona indiscussa della cultura occidentale, che diventa simbolo della collettiva paura del contagio in riferimento alla cancellazione del Mobile World Congress a causa del coronavirus. TvBoy, subito dopo la realizzazione dell’opera, ha dichiarato: “Il lavoro si intitola Mobile World Virus e con esso voglio far riflettere sul fatto che la tecnologia può essere sia un vaccino sia un virus che ci rende schiavi”. La stessa notte l’ineffabile coppia di street artist in gonnella, Lediesis, in occasione della Milano Fashion Week, fa irruzione sui Navigli
di Milano attaccando 8 Superwomen (dall’omaggio a Manuel Frattini nei panni di Priscilla ad Alda Merini), tra cui una SuperBarbie con tanto di mascherina e con una busta della spesa con scritto “Vado a Wuhan” (in copertina). “Volevamo ironizzare sul culto dell’immagine e della moda e contemporaneamente esorcizzare la paura che stava dilagando” dichiarano
nelle interviste. Ancora non sapevano che quella S di Superman fiammeggiante sul petto e la mascherina, sarebbero state
d’ispirazione a tanti altri street artists.
Dopo pochi giorni, con l’espandersi della pandemia si sono moltiplicati
gli interventi di urban art. Come la romana Laika, che in un poster vicino al mercato di piazza Vittorio ha raffigurato una donna cinese in tuta bianca e mascherina con in mano un piatto di riso e la scritta #JeNeSuisPasUnVirus
per denunciare la reazione razzista che all’inizio dell’epidemia stava dilagando nei confronti della comunità cinese; o come il concittadino Harry Greb, il creative designer che si è sbizzarrito prima a rappresentare un panda con una mascherina con la bandiera cinese, dal titolo “Pandemia”, poi ha ripreso la celebre locandina de “Il paradiso può attendere” e ha trasformato Warren Beratty in un angelo- infermiere, ha disegnato una Beatrix Kiddo di Kill Bill che lotta contro il virus e infine ha messo la mascherina anche ad Anna Magnani.
Senza dimenticare il writer padovano Alessio B, autore di una tostissima
Wonder Woman nei panni di un’infermiera in mascherina tricolore e di
un tenerissimo E.T. che scrive “Stay Home”.
Anche qui in Toscana il nostro Exit Enter non si è risparmiato tra omini, cuori e mascherine e altrettanto ha fatto Blub che ha disegnato un Cupido vestito da sub che aspira con la sua freccia il Covid 19 dall’Italia ferita.
Con l’estendersi del contagio, anche gli artisti di tutto il mondo si sono dati un
gran da fare: ad Amsterdam FAKE ha deciso di omaggiare medici e infermieri
in lotta contro il virus con una “Super Nurse”, a Mumbai, Tyler ha messo
la mascherina pure a Buddha. Infine, il mitico Banksy (tutti aspettavano
una sua opera sul coronavirus), come al solito ha spiazzato tutti pubblicando
le immagini del suo bagno invaso dai suoi celebri topi, qui intenti a mettere a
soqquadro tutta la stanza. A commento l’ironica frase “My wife hates it when I work from home” lascia intendere che anche lui è costretto a fare i conti con la quarantena. Che non ferma l’arte.

                                                                                                         – Maria Paternostro –

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