I FILM PER LA QUARANTENA consigliati da Gabriele Rizza

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Gabriele Rizza

Il decano della critica. Giornalista e critico teatrale, è membro della Sncci e della giuria del premio Ubu. È direttore artistico del Premio Fiesole ai maestri
del cinema. Ha scritto e scrive tuttora per diverse riviste di settore e quotidiani.

 

Spiace dirlo ma per un po’ (fino a quando?) dimenticate il cinema in sala. Forse, con tutte le cautele che sappiamo, le proiezioni estive si potranno fare. (Lasciamo da parte le insulse ipotesi del drive in.
Ma come: sto in casa tutto il giorno e mi devo rinchiudere la sera coll’afa d’agosto nell’abitacolo dell’utilitaria per vedere un film?).
Se volete sapere, a prescindere dagli esiti en plein air, su come il cinema ha trattato “epidemia virus pandemia contagio”, così che quello che sembrava fantascienza trova riscontro nella realtà di questi giorni, un breve elenco (non esaustivo ma rintracciabile in rete) potrà essere utile. Il classico più classico, nelle ultime settimane il titolo più richiesto sulle piattaforme, indice
di una certa ansia che deve essere esorcizzata, è Contagion (omen nomen),
il thriller diretto da Steven Soderbergh, che racconta della diffusione su scala planetaria di un virus mortale, protagonisti Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow. Girato nel 2011 alimenta una pandemia che decolla negli Stati
Uniti, primi focolai a Minneapolis e Chicago, per poi diffondersi nelle Americhe, in Cina, in Giappone, in Russia e in mezza Europa. Se poi la situazione viene ulteriormente complicata dalla diffusione di notizie false e dallo strapotere di certi blogger, mentre la ricerca di un vaccino
si scontra con interessi politici ed economici, la riflessione sulla fragilità delle
basi della nostra civiltà occidentale non può sottrarsi al giudizio di quanto oggi
stiamo vivendo. Altro imprescindibile cult Virus letale (1995), con Dustin Hoffmann, Rene Russo, Kevin Spacey, Morgan Freeman, firmato da Wolfgang Petersen, e interessante il più recente Contagious. Epidemia mortale del
2015, opera prima dell’americano Henry Hobson che affida il ruolo del protagonista, in un mondo di infettati in quarantena che sfuma sull’horror, a un insolitamente pacato Arnold Schwarzenegger.

Dalla serie A alla serie Z, dove a predominare spesso è la paura dell’ignoto e della morte, la carrellata comprende:
1) film d’autore (veri capolavori) come Nosferatu il vampiro (1922) di Murnau (must dell’espressionismo remakeizzato da Werner Herzog nel 1979 con il demoniaco Klaus Kinski) o come Il settimo sigillo di Bergman (1957), entrambi flagellati dalla peste;
2) altri preziosi esempi come L’esercito delle 12 scimmie  di Terry Gilliam (1995), Resident evil di Paul Anderson (2002), La città verrà distrutta all’alba
di George Romero (1973), Mimic di Guillermo Del Toro (1997);
3) variazioni sul tema più o meno riuscite come 28 giorni dopo di Danny Boyle (2002), The road di John Hillcoat (2010), Osmosis Jones di Peter e Bobby
Farrelly (2001), Cabin fever di Eli Roth (2002) fino al recentissimo Light of my life di Casey Affleck (2019).

Un posto a parte meritano:
1) L’alba del pianeta delle scimmie di Rupert Wyatt del 2011 (reboot
della popolare saga di fantascienza avviata nel 1968 da Franklin Schaffner) che inizia idealmente là dove finisce Contagion;
2) Io sono leggenda di Francis Lawrence (2007) che pone un interessate
ultimatum: cosa succederebbe se il virus vincesse e voi foste l’ultimo uomo rimasto sulla terra?;
3) Train to Busan del coreano Yeon Sang-ho (2016), superbo horror
movie dove un virus di origine ignota trasforma le persone in zombie e il governo si vede così costretto ad applicare la legge marziale.

Chi vivrà vedrà.

2020-05-08T16:30:55+00:00 Categorie: Cinema, Z-Evidenza|Tags: , , , |

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