LA STAGIONE 2019/20 del TEATRO VERDI raccontata da GABRIELE RIZZA

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La stagione 19/20 del fiorentino Teatro Verdi porta il numero 22. Un numero palindromo che attraversa, nelle due direzioni, la storia del nuovo Pagliano, il teatrone di via Ghibellina. Che da sempre, per i fiorentini, con u occhio al romano Sistina, è sinonimo di musical, commedia brillante, one man show, danza, operetta, nouveau cirque, con incursioni nella drammaturgia contemporanea tutti generi che tornano puntualmente anche in questa 22esima puntata. Ma il Verdi è soprattutto uno spazio che va avanti sulla sua strada senza appoggi esterni, confortato da un pubblico folto e generoso. Che risponde entusiasta alle scelte in programma. E del quale diventa (attraverso una attenta politica di fidelizzazione) anche l’interlocutore principale. La nuova programmazione si assicura una robusta tenuta grazie a una trentina di titoli principali (in abbonamento e non, più un poker off dislocato fra Puccini, Niccolini e Tuscanyhall) che traghettano e aggiornano la tradizionale costellazione. Così scorrendo il cartellone rispunta un affezionato manipolo di beniamini del pubblico come Vincenzo Salemme (“Con tutto il cuore”), Nancy Brilli protagonista di un classico della nostra commedia musicale, “A che servono gli uomini” di Iaia Fiastri con le musiche di Giorgio Gaber, Alessandro Siani (“Felicità Tour”), gli ever green Massimo Lopez e Tullio Solenghi, Christian De Sica che si racconta in sintonia con Pino Strabioli e Enrico Brigano che “ricomincia da sè” con il meglio del suo repertorio mentre Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti con Paola Quattrini, sulle orme di Pietro Garinei, licenziano un nuovo allestimento di “Se devi dire una bugia dilla grossa”. E ancora Chiara Noschese che dirige “Balliamo sul mondo” da un’idea di Ligabue, Ale e Franz alle prese con “Romeo e Giulietta nati sotto una contraria stella” e naturalmente Paolo Ruffini, Arturo Brachetti, Giuseppe Giacobazzi, Saverio Marconi che imbastisce “Grease” e Massimo Romeo Piparo che modella “The full monty”, Virginia Raffaele con il nuovo assolo per finire con gli inossidabili Momix impegnati in “Alice”, ultimo parto di Moses Pendleton, e l’altrettanto imprescindibile Daniel Ezralow che smista “Open” insieme a Arabella Holzborg.

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