BOTTA E RISPOSTA CON MAX LAROCCA

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intervista a cura di Maria Paternostro

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Qual è l’ispirazione di Exit/Enfer, il tuo album in uscita? C’è un fil rouge?

Questo è il disco più personale che abbia mai composto, soprattutto dal punto di vista dei testi. E’ stata una sorta di autoterapia, c’è molta della mia vita e della mia sofferenza in Exit/Enfer. Però sono molto soddisfatto del risultato perché rappresenta una mia personale evoluzione nella scrittura. Per anni il mio parametro di una buona canzone era la capacità di essere uno storyteller, quindi raccontare storie attraverso le canzoni, adesso invece ho raggiunto una dimensione più intima e profonda.

Il fil rouge è la vita con le persone perdute, o per scelte o per cause naturali, e le persone ritrovate negli ultimi anni. Il titolo, in cui uso una parola inglese e una francese, letteralmente significa uscita/inferno per suggerire una sorta di dualismo tra l’uscita come rinascita e l’uscita dall’inferno.

Mi parli delle prestigiose collaborazioni di cui ti sei avvalso nella realizzazione di Exit/Enfer?

Sono molto contento non perché sono delle guest, ma perché chi ha lavorato a questo disco, come Hugo race che lo ha prodotto artisticamente e si è occupato degli arrangiamenti con me, è un amico ed è una persona con cui negli ultimi 7/8 anni ho fatto tante esperienze umane. Ha una visione del mondo molto stimolante e lavorare insieme è stato una conseguenza della nostra amicizia. La stessa cosa vale per gli altri ospiti da Antonio Gramentieri ad Enrico Gabrielli fino al grande Howe Gelb.

Sei tra i più autorevoli cantautori della tua generazione, a che pubblico vorresti parlare e a chi realmente sai di arrivare?

Per prima cosa ho voluto parlare a me stesso perché questo disco mi ha aiutato a tessere le mie fila personali e l’ho fatto in musica che è il linguaggio che mi è congeniale. Nel fare musica non ho mai pensato a una categoria di pubblico, non mi sono mai preoccupato dei numeri, e le cose che ho fatto nel bene e nel male lo dimostrano. Ho invece l’esigenza di essere in dialogo e in comunicazione con le persone, soprattutto in un momento in cui si spendono tante parole sulla comunicazione globale e invece siamo sempre più soli.

                                                             – Maria Paternostro –

2019-10-24T11:27:08+00:00 Categorie: Musica|Tags: |

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