BOTTA E RISPOSTA CON LEDIESIS

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intervista a cura di Maria Paternostro

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Lediesis, perché questo nome?

La scelta del nome che usa l’hashtag gioca sia sul linguaggio social sia su quello musicale, il diesis è un’alterazione della nota di base. Inoltre già nel pronunciare Lediesis (ladies) è chiaro che si vuole rendere omaggio a delle grandi signore, ma anche a tutte le sisters, le sorelle.

Come molti street artist, vuoi man- tenere segreta la tua identità.

Dovrebbero parlare soltanto le opere e non le persone. La cosa importante è condividere, soprattutto attraverso la leggerezza, che i superpoteri sono dentro ognuno di noi. Utilizziamoli per diventare migliori!

Al centro della tua arte ci sono donne provenienti da ambienti molto diversi. Com’è nata questa scelta?

Ad ogni grande città vengono dedicate 8 donne. La prima uscita è stata a Firenze in occasione dell’ 8 marzo, successivamente è stata la volta di Roma. Otto è il numero che rappresenta l’infinito e la completezza, tutte caratteriste insite nella natura femminile. La scelta delle Super 8 non è mai semplice, le opere ritraggono donne che rappresentano universalmente la forza, la sensibilità e l’intelligenza e sono tutte grandi protagoniste nei rispettivi campi di competenza.

Perché tutte le Superwoman fanno l’occhiolino?

Il fatto che ogni donna ritratta strizzi l’occhio al passante è un modo d’instaurare con l’osservatore un rapporto confidenziale e complice.

Ci sarà una nuova incursione a Firenze?

Serena Dandini ha desiderato che le Su- perwomen rappresentassero l’immagine del festival l’Eredità delle donne con un’istallazione in piazza della Repubblica. Non mancheranno anche altre sorprese. Ci saranno altre eroine ma non saranno le icone che la gente si aspetta. L’intento è quello di giocare con il ribaltamento degli stereotipi dei ruoli, di esaltare la femminilità anche di personalità meno convenzionali. Il proposito è che tutto ciò venga colto da quante più persone possibili.

Quindi le prossime Superwoman sa- ranno provocatorie?

La speranza è quella che le opere in strada inneschino una sensazione positiva su chi le osserva e ne percepisca il senso. La missione dell’artista dovrebbe essere questa. L’arte risuona sempre con l’ani- mo di chi se le trova davanti.

– Maria Paternostro –

2019-09-26T11:21:51+00:00 Categorie: Arte, Z-Evidenza|Tags: , , , , , |

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