Botta e Risposta conLORENZO LUZZETTI direttore artistico del Teatro Puccini

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Qual è il filo conduttore della stagione del Puccini?

La stagione è in linea con la cifra che caratterizza da sempre il teatro, quindi la satira e il teatro civile e attento ai temi sociali. Qui trovano spazio vecchi mattatori: da Rocco Papaleo a Paolo Hendel, da Angela Finocchiaro a Giobbe Covatta, ma anche l’impegno di Lella Costa, Marco Paolini, Ascanio Celestini, Mario Perrotta, Moni Ovadia. Abbiamo dato ampio spazio anche a giovani compagnie e ad autori come Annagaia Marchioro, Contenuti Zero Varietà, Stivalaccio Teatrio, il non-musical Supermarket e ci piacerebbe che il nostro nostro pubblico, sempre molto curioso e attento alla nuova drammaturgia, si fidasse e apprezzasse le nostre scelte.

Anche quest’anno ci sono tanti giornalisti che salgono sul palco…

Si, e tra l’altro sono sempre seguitissimi perché il filone storico-sociale interessa a molte persone. Ecco quindi Michele Serra, Beppe Severgnini, Ezio Mauro. Quest’ultimo, in particolare racconterà dei suoi ricordi sul muro di Berlino. E proprio il muro di Berlino, come simbolo di tutti i muri del mondo, sarà anche il protagonista di una minirassegna che, oltre al giornalista, vedrà sfilare sul palco del Puccini Massimo Zamboni in uno spettacolo tra musiche e parole sulla Berlino degli anni Ottanta, e ancora incontri e proiezioni allo Spazio Alfieri.

Cos’altro ci offrirà il Puccini?

Ci sono in programma mostre, incontri e una rassegna di giovane compagnie, anche internazionali, nello spazio del Ridotto che stiamo concertando insieme alla Catayst, la compagnia residente del teatro.

2019-10-24T11:27:29+00:00 Categorie: Teatro|

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