MUSEO NAVI ANTICHE DI PISA – GABRIELE RIZZA

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tutto l'anno

INFORMAZIONI

Indirizzo: Arsenali Medicei Lungarno Ranieri Simonelli, 16 Pisa
Orario: mercoledì 14.30 - 18.30 | venerdì 10.30-18.30 sab e dom 10.30-20.30

CONTATTI

www.navidipisa.it

050 8057880

info@navidipisa.it

La nostra storia è una storia che nasce dal mare. Non per nulla si chiama Mare Nostrum. Ci sguazziamo e ci specchiamo. E il mare nasconde ma non ruba. Così ogni tanto il fondale riemerge. E sono scoperte sensazionali. Come quelle che ci raccontano le navi romane di Pisa. Databili fra il terzo secolo a.C. e il settimo d.C. sono un documentario lungo mille anni. Una impalcatura di rotte, commerci, uomini, naufragi, diari e vite di bordo, una rete di navigazioni che  a sua volta si riflette nelle vicendee nella città (fra leggende, invasioni e alluvioni) che ora le ospita, dopo un percorso di ricerca e restauro durato 20 anni, nel Museo delle Navi Antiche, allestito agli Arsenali Medicei. Cinquemila metri quadri per mille anni di storia del Mediterraneo. Sbarcata inattesa, come vascello fantasma, nel 1998 nei pressi della stazione ferroviaria di san Rossore, il primo scampolo di una flottiglia che si sarebbe ben presto infoltita, ha restituito con i legni oggetti personali, frammenti ceramici, corredi, capi d’abbigliamento, strumentazioni, giocattoli, vetri, anfore, metalli, persino i resti di un marinaio (e, a quanto sembra, del suo cane). Sono una trentina i relitti rinvenuti, di cui quattro praticamente integri: un battello da diporto governato da 12 rematori che porta ancora inciso su una tavoletta il suo nome (Alkedo/il Gabbiano), un grande  e una piccola imbarcazione per il trasporto merci. Spicca a metà, risalente al secondo secolo d.C., una nave da carico di grandi dimensioni il cui scafo aspetta di essere completato. Perché il cantiere è aperto e le ricerche continuano. Fra passato e presente, diviso in otto sezioni interattive e fra loro collegate, il museo pisano collega le sponde del Mare Nostrum in un andirivieni di intrecci, scambi e approdi, di percorsi e avvistamenti che risalgono dal fondo fino ai giorni nostri. Con i loro carichi di uomini e cose. Da salvare.

– Gabriele Rizza-

2019-09-04T10:30:56+00:00 Categorie: Arte, Z-Evidenza|Tags: |

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