FESTIVAL AU DÉSERT X edizione

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mer 10 / gio 11 / ven 12 luglio 2019

INFORMAZIONI

Indirizzo: Parco delle Cascine e altri luoghi, Firenze
Prezzo: ingresso libero

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www.fabbricaeuropa.net

 

 

Tra gli appuntamenti ormai consolidati dell’Estate Fiorentina, nei giorni 10, 11 e 12 luglio torna il Festival au Désert di Firenze. La decima edizione porterà al Parco delle Cascine alcuni tra i musicisti più importanti al mondo, in particolare dal Mali, dal deserto del Sahara e dal Mediterraneo. Tra i protagonisti invitati: il maestro marocchino gnawa MAJID BEKKAS che lavorerà a una produzione inedita con il batterista afroamericano HAMID DRAKE e con il sardo GAVINO MURGIA; dal Mali uno dei gruppi più rappresentativi del blues del deserto, i TAMIKREST. Madrina del festival, la tuareg FATOUMATA WALET OUMAR che ha lavorato in questi anni per trovare risorse contro la povertà del suo popolo e insieme al suo gruppo al femminile TARTIT porterà le atmosfere del deserto fatte di nenie e ritmi ipnotici. L’ORCHESTRA DELLE DONNE ARABE E DEL MEDITERRANEO presenterà musiche e canti da tutto il mondo nel segno dell’incontro tra culture.

L’Orchestra delle Donne arabe e del Mediterraneo Almar’à, prima orchestra multietnica di sole donne in Italia, è composta da tredici musiciste di origine araba e mediterranea. Nata grazie a Fondazione Fabbrica Europa, con il coordinamento artistico di Ziad Trabelsi dell’Orchestra di Piazza Vittorio, Almar’à coinvolge musiciste provenienti o originarie di Siria, Tunisia, Turchia, Algeria, Egitto… Spiegano gli organizzatori: «Almar’à, che in arabo vuol dire donna con dignità, riunisce donne e ragazze dalla provenienza più diversa, musiciste professioniste e non, studentesse, musiciste classiche, cantanti moderne, in una polifonia tutta al femminile che vuole essere una bandiera di libertà contro qualsiasi violenza, estremismo e chiusura. In questo senso, Almar’à è innanzitutto un viaggio in musica e un’occasione per fotografare un’Italia che esiste ma che rimane ancora nascosta nelle singole esperienze, carente quindi di un racconto collettivo e complesso». L’orchestra lavorerà nei giorni precedenti al festival ad alcuni laboratori con le comunità del territorio e si esibirà giovedì 11 luglio.

Venerdì 12 luglio gran finale con musicisti tuareg e berberi dal deserto, ospiti speciali i Tamikrest.

Tamikrest in lingua tamasheq significa congiunzione, connessione, nodo, coalizione. I membri del gruppo provengono da diversi paesi (Mali, Niger, Algeria). Volendo assumere pienamente la loro identità Tuareg, hanno trovato nella musica il mezzo per esprimerla. Tutt’intorno alla città di Kidal, il deserto del Mali si estende in ogni direzione: secchi, aridi e interminabili orizzonti di sabbia e rocce. Questa è la parte sud occidentale del Sahara, la casa dei Tuareg, e la città di Kidal è uno dei centri culturali principali. Campo di battaglia, conquistata e riconquistata, rimane il simbolo dell’audacia e della speranza Tuareg, la casa spirituale di gente senza radici. È qui che i Tamikrest si uniscono per la prima volta come gruppo. La loro musica fonde le tradizioni musicali del loro popolo con il rock e il blues, accompagnando le linee melodiche con i caratteristici youyou vocali delle coriste, mentre i testi vengono cantati in lingua tamasheq.

C’è una bellezza grezza nel rock’n’roll dei Tamikrest, nel ritmo incalzante che alimenta le canzoni, nelle linee di basso snelle e sinuose, nelle chitarre che si intrecciano intorno alle melodie, e nell’unione musicale del tutto naturale del Sahel Africa, del Maghreb e dell’Occidente. Ci si può scorgere il riflesso di influenze diverse come i Pink Floyd, Rachid Taha e il flamenco, eppure il Sahara e i suoi abitanti rimangono sempre saldamente al centro.

Questa musica è stata fondata su una causa ben precisa, la causa dei Tuareg” afferma Ag Mossa, leader del gruppo. Una musica che celebra perfettamente la loro identità, quella di guardiani di un’antica voce culturale e in via di estinzione.

2019-06-19T16:48:07+00:00 Categorie: Festival, Musica|

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