Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea

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22 giugno ‒ 13 ottobre 2019

INFORMAZIONI

Indirizzo: Fondazione Culturale Hermann Geiger piazza Guerrazzi 32 a Cecina - Livorno
Orario: orario 18-23 fino all’8 settembre | 16-20 dal 9 settembre
Prezzo: ingresso libero

CONTATTI

0586 635011

info@fondazionegeiger.org

www.fondazionegeiger.org

Per la prima volta in Italia la mostra che indaga le ragioni della nudità nell’arte antica.

La raffigurazione del corpo senza veli è un motivo dominante nella maggior parte delle antiche culture mediterranee e mediorientali; negli ultimi tempi, tuttavia, nei musei e sui social network abbiamo assistito ad atti di censura nei confronti di rappresentazioni artistiche della nudità. La mostra Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea intende incoraggiare una riflessione al riguardo, indagando le diverse ragioni – religiose, sociali e politiche – per cui la figura umana è stata così raffigurata nei secoli. L’esposizione, curata da Tomas Lochman e ideata dal Museo delle Antichità di Basilea e Collezione Ludwig, arriva in Italia in una versione adattata agli spazi della Fondazione Culturale Hermann Geiger. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio di Comune di Cecina, Regione Toscana e Ambasciata di Svizzera in Italia.

Il tema del nudo nella rappresentazione di uomini e donne, eroi e divinità ricorre nelle culture antiche del Medioriente e del Mediterraneo, in particolare quella greca, dove si è attestata come una delle forme più alte dell’espressione figurativa. Oggi però il dibattito politico intorno al ruolo della donna, nonché i gender studies delle Università e, più di recente, il fenomeno virale #MeToo hanno avuto ripercussioni dirette e per certi versi sorprendenti anche nel mondo dell’arte. Ricordiamo in proposito diversi casi di rimozione o copertura di nudi artistici in rinomati musei d’Europa e sui social network, in nome di una forma deviata di «politicamente corretto». Nonostante l’innegabile importanza di questi movimenti, suscita perplessità che alcune raccolte d’arte europee decidano di togliere dalle loro sale dipinti famosi di grandi maestri perché mettono in mostra dei corpi nudi o in pose considerate troppo licenziose. Sfiorano poi l’assurdo le censure di Facebook alla Venere di Willendorf, oggetto di culto preistorico ma con un formoso seno scoperto, o alla Sirenetta di Copenaghen, simbolo di una città cosmopolita ma anch’essa giovane donna nuda.

La rappresentazione della nudità è nata assieme all’arte stessa e, divenuta messaggio e simbolo non solo di erotismo, ha assunto e veicolato un ampio ventaglio di significati che esaltano il soggetto in quanto invincibile, eroico, immortale, vulnerabile, sensuale o in comunione perfetta con la natura. Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea, attraverso numerosi reperti provenienti dalla raccolta svizzera, si propone di indagare i motivi per i quali, in vari periodi e contesti, il corpo umano è stato così rappresentato. I reperti spaziano dall’arte mesopotamica a quella egizia, greca, etrusca e romana. Di particolare rilievo per antichità e pregio sono un idolo femminile della cultura di Halaf, databile al V millennio a.C., tra le prime rappresentazioni umane conosciute, un fondo di sarcofago egizio risalente alla XXVI dinastia che raffigura la dea Nut, associata alla fertilità e alla rigenerazione, con seni floridi, fianchi larghi e un grande triangolo pubico e una statua greca in marmo di Afrodite Anadiomene, la dea della bellezza che appena emersa dalle acque si asciuga i capelli.

La mostra è corredata di un catalogo bilingue che unisce importanti contributi scientifici alle fotografie dei reperti esposti. Nudo! Tesori del Museo delle Antichità di Basilea avrà ingresso libero e sarà aperta al pubblico tutti i giorni dal 22 giugno al 13 ottobre 2019 (orario 18-23 fino all’8 settembre, 16-20 dal 9 settembre).

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