Natus come participio passato di nascor, nascere, ma anche origine del termine “natura”, racconta il ciclo misterioso della vita, nel suo inarrestabile vortice di creazione e distruzione. Riflette su un tema “scandaloso” e centrale della nostra epoca come la nascita, argomento che continua a sollevare interrogativi e che pone ogni essere umano di fronte ad un inevitabile bivio, da un lato la storia passata da cui la nascita ha origine e dall’altro l’avventura verso cui proietta. La maternità, uno dei temi centrali del lavoro di Ugo Riva, è sempre stata materia d’indagine nell’arte di tutti i tempi, in pittura e scultura come in poesia.

 

In un luogo sacro e di grande suggestione come il salone di Donatello sotto la Basilica di San Lorenzo, i versi appositamente scritti da Davide Rondoni danno voce alle opere di Ugo Riva, silenti per natura ma sollecitatrici di dialogo e confronto. Natus è racconto di forme e versi, di parole scolpite nella poesia e di corpi di scultura. “Fare scultura è cosa complessa – ci dice lo stesso Riva. La parola, aggiunta alla forma, aiuta a conoscerla meglio, per comprenderne il tutto”.