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Il nullafacente

Dal 03 al 12 Marzo 2017 - Teatro Era Parco Jerzy Grotowski - PI

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IL NULLAFACENTE

di Michele Santeramo

regia, spazio scenico Roberto Bacci

con Michele Cipriani, Silvia Pasello, Francesco Puleo, Michele Santeramo, Tazio Torrini

musiche Ares Tavolazzi

luci Valeria Foti, Stefano Franzoni

assistente alla regia Silvia Tufano

assistente ai costumi Benedetta Orsoli

allestimento Sergio Zagaglia, Leonardo Bonechi

immagine Cristina Gardumi

produzione Fondazione Teatro della Toscana

 

 

"E' grande colui che usa vasi d'argilla come fossero d'argento"
Lucio Anneo Seneca "L'Arte di Vivere"

Saper esistere. Un necessario bisogno
IL NULLAFACENTE è un paradosso sulla ricerca della felicità.

Essere "presente" rinunciando ai richiami "logici e necessari" del mondo porta il protagonista e sua moglie al limite estremo della consapevolezza di esistere.
Il tema dell'opera non è la scelta paradossale del Nullafacente sul piano economico, bensì la necessità di chi vuole testimoniare nella propria vita la libertà oltre qualsiasi legge sociale, economica e psicologica in cui siamo intrappolati.
Le scelte estreme del Nullafacente e la malattia terminale della moglie li conducono fino all'ultima porta da attraversare, mano nella mano. Oltre quella porta c'è la natura di cui siamo fatti: la morte.
C'è una parte di noi che si rifiuta di assistere a questa storia giudicandola assurda, pericolosa, tenebrosa.
Eppure, se resistiamo nell'abitare quelle tenebre, si può scorgere una luce di cui, almeno una parte di noi, ha un necessario bisogno per "saper esistere".
Roberto Bacci

 

 

In un tempo che richiede presenza, prestanza, efficienza, ritmo, lavoro, programmazione, qui c’è uno che non fa niente.

Niente, assolutamente niente. E non è facile.

Ci vuole metodo, applicazione, pazienza, determinazione, tutte doti che spesso ci difettano.

Ha una Moglie malata, per fortuna di un male incurabile. Per fortuna, già, perché essendo incurabile, non bisogna nemmeno far nulla per provare a guarirlo. Sarebbero felici, nonostante tutto, se solo li lasciassero in pace.

Purtroppo, intorno a loro due, c’è il mondo che si muove, con la sua morale, la sua etica, le sue regole. Intorno a loro il Fratello, il Medico, il Proprietario, sono a diverso titolo rappresentanti di quel mondo dal quale il Nullafacente vorrebbe star fuori, dal quale in realtà sta fuori. E piano, lentamente, con i mezzi di cui dispongono, poveri, i tre riescono a far cambiare le cose. In meglio o in peggio non si sa: questo dipende da come si guarda il mondo.

Questo testo è il tentativo di mettere in scena un pezzo della vita di questi personaggi, ciascuno con la sua ossessione, il suo punto di vista, il suo comportamento.

Scriverlo è stato ed è ancora, per me, il continuo e quotidiano riflettere su cosa sia giusto fare per stare bene.

Ma il Nullafacente, un giorno, ha voluto correggermi e mi ha detto: caro mio - siamo ormai in confidenza -, tu sbagli domanda; quella giusta sarebbe: cosa, ogni giorno, NON devo fare, per stare bene?

 

Non avrei potuto scrivere questo testo senza Augusto Timperanza, Roberto Bacci, Piero Castoro, Luigi Lombardi Vallauri.

Michele Santeramo

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